POPOLI SOTTO ASSEDIO (2016)

  • ottobre 29, 2016 6:10 pm

Venerdì 4 novembre 21.30

Mandariinid

Un film di Zaza Urushadze. Con Misha Meskhi, Giorgi Nakashidze, Elmo Nüganen, Raivo Trass, Lembit Ulfsak Drammatico, durata 87 min. – Estonia 2014Inglese, – sub. Ita

 

La storia di una linea spazio-temporale tesa tra due fronti e una sola assurda carneficina

    

 Ivo e Margus provano a resistere sulla loro terra, ambita dai georgiani e difesa dagli abcasi. Ivo, esiliato estone, costruisce cassette per i mandarini di Margus, vicino di casa compatriota che sogna un ultimo raccolto prima di abbandonare il villaggio. Ivo invece non ha mai pensato di andarsene perché in quei luoghi ‘riposa’ il suo bene più prezioso. Vecchio e saggio Ivo è suo malgrado travolto dagli eventi. Uno scontro tra georgiani e mercenari ceceni, in cui sopravvivono soltanto due soldati, lo costringe a intervenire e a soccorrere nella propria casa e coi propri mezzi i feriti. Di parte avversa, i due ospiti provano a convivere sotto lo stesso tetto e sotto lo sguardo rigoroso di Ivo che converte il loro odio ottuso in un sentimento nobile e complesso.

“La guerra è sempre stupida”, scriveva Giuseppe Ungaretti ma ci sono guerre, “particolarmente stupide” come il conflitto georgiano-abcaso esploso all’indomani della dissoluzione dell’Unione Sovietica. In quel teatro di guerra, ficcato tra le montagne e il Mar Nero, Zaza Urushadze cerca, scava e trova le parole (e le immagini) per dire dell’irragionevolezza delle contese e della fermezza di due uomini che scelgono di non disertare la loro terra e la loro vita. Selezionato come miglior film straniero agli Oscar e ai Golden Globe, Mandarini non è un film di guerra abitato da supereroi che cuciono punti di sutura al fronte, è piuttosto la storia di una breccia, di una linea spazio-temporale tesa tra due fronti e una sola assurda carneficina. Costretti dalle ferite in una zona franca, i due militari, uno georgiano e l’altro ceceno, diventano attori di un dramma più teatrale che cinematografico, che elude la prevedibilità con un paio di scarti narrativi e un cast di attori rari, capaci di muoversi tra sopraffazione e compassione. Su tutti il ‘padrone di casa’ di Lembit Ulfsak, che abita una sede pacifica di poesia e incarna l’onore e la necessità di comunanza nella sofferenza.

 

Venerdì 11 novembre 21.30

Indigènes

 

Un film di Rachid Bouchareb. Con Jamel Debbouze, Samy Naceri, Roschdy Zem, Sami Bouajila. Bernard Blancan Titolo originale Indigenes. Drammatico, durata 125 min. – Francia 2006.

Francese – sub. Ita

 

Soldati a tutti gli effetti ma senza diritti

 

Algeria, 1943. Al richiamo dell’arruolamento per liberare la “patria” francese dai tedeschi, risponde il giovane e povero Said (Jamel Debbouze, il buffo protagonista di Angel-A, bravissimo in questo personaggio orgogliosamente umile), che parte lasciando sola la madre addolorata. Insieme a lui, Abdelkader, Messaoud e Yassir e tanti altri “soldati indigeni” cui l’esercito riserva un trattamento diverso rispetto ai commilitoni francesi. Ai soldati africani non è concesso lo stesso rancio, né le licenze, le promozioni o i ruoli di comando che invece spettano ai francesi. Ma combattono come i loro compagni, muoiono come loro, soffrono come loro e alla fine con dignità e valore conquistano la stima e il rispetto del sergente del battaglione. Combattimenti sanguinosi: Italia, Provenza, Vosges, Alsazia, ricostruiti con un realismo semplice e espressivo, lontano dagli effetti hollywoodiani, si alternano alla vita da campo descritta attraverso i particolari legami psicologici e affettivi che si instaurano fra i soldati. Il regista francese-algerino Rachid Bouchareb racconta un episodio della Storia trascurato dalla memoria collettiva per parlare dei suoi antenati, per trasmettere la grande umanità di un popolo e di una nazione. E lo fa con il respiro ampio di un cinema di guerra classico, profondo e emozionante, privo di ogni retorica. 

 

Venerdì 18 novembre 21.30

L’envahisseur

Un film di Nicolas Provost. Con Isaka Sawadogo, Stefania Rocca, Serge Riaboukine, John Flanders, Carole Weyers, CinSyla Key, Tibo Vandenborre. Dieudonné Kabongo, Noureddine Farihi, Isaka Sawadogo. Drammatico, durata 95 min. – Belgio 2011

Francese, sub. Ita

L’immigrato Amadou diviso tra bisogno di amore e desiderio di vendetta

 

Amadou è un immigrato clandestino africano che trova lavoro a Bruxelles in un’impresa edile. Chi lo sfrutta è africano come lui e lo costringe a vivere in un luogo degradato. Il giorno in cui scopre che un suo compagno di sventura è stato buttato fuori dal dormitorio perché ammalato, Amadou decide di ribellarsi sfasciando l’auto dello sfruttatore. Da quel momento diventa oggetto e soggetto di una caccia all’uomo che sembrerebbe trovare una tregua solo nel rapporto con una donna belga: Agnès.

Una donna giovane e bella, nuda su una spiaggia e inquadrata a partire dalla vagina. Questa è l’immagine di apertura del film che ricorda allo spettatore più avvertito il censuratissimo quadro di Gustave Courbet “L’origine del mondo”. Amadou ha fatto naufragio in prossimità di una spiaggia di nudisti e la donna che gli si avvicina è la prima immagine della nostra civiltà che si rivela al suo sguardo. Ci sarà un’altra donna nella storia, la manager Agnès, alla quale lui penserà di fare riferimento non comprendendo che non sarà possibile. Intanto però l’immigrato clandestino avrà attraversato una sorta di kubrickiana porta delle stelle oltre la quale troverà un mondo in cui a dettare le regole che prevedono il degrado dei sottoposti sarà qualcuno che ha la pelle del suo stesso colore. Nella prima parte Nicolas Provost (grazie alla collaborazione con il suo attore preferito Issaka Sawadogo) riesce a offrirci l’immagine di un uomo integro messo a confronto con una società che non ha niente della bellezza che gli si è presentata dinanzi su una spiaggia sconosciuta. Progressivamente però finisce con il precipitare in un mèlo alla cui tenuta non giovano anche alcuni vuoti di sceneggiatura (vedi la doppia visita all’abitazione del boss che inizialmente risultava ben protetta). Anche se lo sguardo della macchina da presa resta lucido è la storia che, suddividendosi tra vendette e richieste di amore, finisce con l’indebolirsi proprio quando vorrebbe ottenere l’effetto opposto 

 

Venerdì 25 novembre 21.30

Loin des Hommes

Un film di David Oelhoffen. Con Viggo Mortensen, Reda Kateb, Djemel Barek, Vincent Martin, Nicolas Giraud.   Jean-Jérome Esposito, Hatim Sadiki, Yann Goven, Antoine Régent, Sonia Amori, Antoine Laurent, Angela Molina Drammatico, durata 110 min. – Francia 2014 Francese, sub. Ita

Un western a tutti gli effetti, dalle riprese magnificenti alla presentazione di una realtà socio-culturale quasi inestricabile

 

Algeria, 1954. La rivolta contro i francesi sta prendendo sempre più corpo e Daru, insegnante di sangue misto franco-spagnolo nato nel Paese, insegna a leggere e scrivere ai bambini figli dei pastori di una località perduta tra i monti dell’Atlante. Gli viene consegnato un prigioniero algerino che ha ucciso un cugino. Il suo compito è scortarlo alla città più vicina perché venga giudicato e condannato a morte. Daru non intende eseguire la consegna.

È un racconto di Albert Camus che ben conosceva la situazione algerina ad ispirare questo film che per gran parte del tempo rispetta l’assunto. Daru e il suo prigioniero scelgono di stare lontani dagli uomini proprio per dare spazio ad un’umanità che la guerra, strada per strada e sentiero per sentiero, vorrebbe cancellare in nome del ‘dovere’. I due uomini imparano progressivamente a conoscersi in quello che il regista francese considera un western a tutti gli effetti. Gli va riconosciuto in materia il rispetto dei luoghi classici del genere che lo spettatore non faticherà a riconoscere.

Ciò che gli difetta nella prima parte è però la scelta dei tempi. Assistiamo cioè a una dilatazione di situazioni che vorrebbero divenire essenziali da un punto di vista della significazione ma talvolta mancano l’obiettivo. Ciò che resta invece impresso, oltre alla magnificenza delle riprese di un territorio tanto arido quanto visivamente efficace, è la presentazione di una realtà socio-culturale quasi inestricabile. I soldati algerini che hanno combattuto per l’esercito francese durante la seconda guerra mondiale ora gli si rivoltano contro ma sanno distinguere in Daru colui che per gli autoctoni è adesso considerato un francese mentre per i francesi è un algerino. Ciò che invece suona un po’ stonato alla sensibilità moderna (ma che probabilmente faceva parte del racconto di Camus) è quel tanto di paternalismo ‘alla francese’ che finisce con il dettare la strada al ‘povero’ prigioniero che viene liberato dal ‘maestro’ con tanto di viatico in chiave di declamazione religiosa.

LAMPEMUSA – 22 ottobre 2016

  • ottobre 12, 2016 7:43 pm

sabato 22 ottobre 2016 – CdPSettignano – via San Romano 1

  • ore 19.00 presentazione del dossier Lampedusa 3 ottobre 2013 il naufragio della verità
  • ore 20.00 cena sociale (è importante prenotare; telefonare alla Casa del popolo di Settignano 055 697007 o inviare una mail a: doretta.cocchi@gmail.com)
  • ore 21.30 Lampemusa: memorie e storie in mezzo al mare. Canzoni e racconti sull’isola di Lampedusa di Giacomo Sferlazzo.
 

La presentazione del dossier Lampedusa 3 ottobre 2013 il naufragio della verità:

Un dossier (https://askavusa.wordpress.com/03102013-il-naufragio-della-verita/) che racconta ed analizza i fatti accaduti in seguito al naufragio del 3 Ottobre 2013 avvenuto a poche miglia dalle coste di Lampedusa. Il documento è stato scritto dal collettivo Askavusa a partire dalle testimonianze dei soccorritori e di alcuni sopravvissuti. Riteniamo che la narrazione pubblica degli eventi del 3 ottobre 2013 sia stata mistificata e strumentalizzata, allo scopo di implementare politiche securitarie e militari travestite da interventi umanitari.

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Il dossier accompagna la video inchiesta di Antonino Maggiore:Lampedusa 3 ottobre 2013 i giorni della tragedia, visibile a questo indirizzo:  https://www.youtube.com/watch?v=0HjMRcMlG9E.

Lo spettacolo LAMPEMUSA:

Dalla colonizzazione dell’isola avvenuta il 22 settembre del 1843 alla crescente militarizzazione dell’isola. Dalle storie di pesca, prima risorsa economica fino agli anni ottanta, alle migrazioni che hanno interessato e interessano l’isola e il Mediterraneo. La fuga di Enrico Malatesta e la tradizione “epica” dell’isola (Ludovico Ariosto ambientò sull’isola lo scontro dei tre cavalieri cristiani contro i tre saraceni). E ancora: piccole storie di donne e uomini che il cantautore ha raccolto dai racconti degli anziani dell’isola. Il santuario della Madonna di Porto Salvo di Lampedusa, luogo dove per secoli cristiani e musulmani pregarono insieme, alimentando la lampada ad olio posta sotto l’effige della Madonna. “U Violu” luogo rievocato dai ricordi del comandante Vito Gallo e scomparso per sempre dal centro abitato di Lampedusa. I “sacchi a leva” le barche per la pesca delle spugne nei ricordi di Giuseppe Balistreri maestro d’ascia dell’isola e tante altre storie su Lampedusa che difficilmente sentirete altrove. Giacomo Sferlazzo, riprende la tradizione dei cantastorie siciliani suonando la chitarra, il marranzano, la percussione a cornice e altri strumenti inventati da lui. Le storie (i cunti) si alternano alle canzoni di Sferlazzo o a quelle riprese dalla tradizione popolare, come “Li pirati a Palermu” (testo di Ignazio Buttitta – musica di Rosa Balistreri) o “Il Galeone” (testo di Belgrado Pedrini – musica di Paola Nicolazzi). Nelle date di Genova e di Firenze, Giacomo Sferlazzo sarà accompagnato dal musicista polistrumentista Jacopo Andreini.lampemusa-locandina-firenze-large

Indie-pendence day 7-14-21 e 28 ottobre 2016

  • ottobre 12, 2016 7:29 pm

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CinemAnemico, 7-14-21 e 28 ottobre 2016

“(i film indipendenti americani) vengono prodotti in un mondo ad ultra basso budget lontanissimo da quello dei blockbuster hollywoodiani; adottano strategie formali che abbandonano o smontano le convenzioni della lineare scorrevolezza tipiche dello stile classico hollywoodiano; offrono prospettive provocatorie su questioni sociali, una rarità a Hollywood ”.
(Geoff King, American Independent Cinema, London and New York: I.B. Tauris & Co Ltd, 2005)

Le rassegne di CinemAnemico 2016-2017 si aprono con un omaggio al cinema indipendente americano.
I film scelti sono quattro gioielli che esprimono tutte le caratteristiche dell’Indie: l’estetica, la denunzia sociale e il basso costo.

Si inizia venerdì 7 ottobre con Prince Avalance di David Gordon Green, il regista che, secondo alcuni recensori, avrebbe “rivoluzionato” il cinema indie americano degli ultimi anni. Prince Avalance è un piccolo capolavoro, dove l’estetica si combina con il contenuto. Sono belli i paesaggi (nonostante la brutta ferita di un incendio devastante), sono belli i due protagonisti nella loro diversità che all’inizio li pone agli antipodi ma che va progressivamente perdendo d’importanza con l’avanzare del film, della loro storia, della comprensione reciproca e quindi del consolidamento del loro rapporto. Tutta la storia ci viene raccontata con un tono leggero e quasi ironico che nulla toglie alla profondità del messaggio: dopo la distruzione c’è la ricostruzione… sempre…

La rassegna prosegue venerdì 14 ottobre con Tangerine di Sean Baker. Di questo film si è detto (giustamente) che è eccezionale perché interamente girato con tre iPhone5S, una app da otto dollari e un adattatore per lenti. Ma, naturalmente, la sua bellezza non sta soltanto in questa caratteristica. Il film ci trasporta, insieme a due prostitute transessuali e a tutto il loro contorno di clienti e protettori, in una Los Angeles prenatalizia, desolata e spoglia dove il mondo di quelli “per bene” che festeggiano il Natale e hanno una casa, una famiglia e un contorno sicuro e buono a cui tornare, sembra scomparso. Vedendo le due protagoniste aggirarsi nel loro universo di rabbia e di violenza parrebbe ovvio formulare nei loro confronti una condanna senza appello. Ma il film ci mette quasi subito in sintonia con quelle prostitute, si sentono la loro rabbia e la loro violenza ma anche la loro paura e la voglia di amore, amicizia e solidarietà e torna in mente e riecheggia nelle orecchie la strofa finale della Città Vecchia di Fabrizio de Andrè: “se non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo…”

Venerdì 21 ottobre verrà proiettato Medeas di Andrea Pallaoro. Il regista riscrive, scambiando i ruoli tra donna e uomo e ambientandola nella campagna rurale americana, la tragedia di Euripide. Il risultato è un film epico, sulla solitudine in cui spesso la famiglia viene lasciata a vivere le proprie difficoltà (la siccità che mette in crisi la gestione dell’azienda agricola del capofamiglia ha sicuramente anch’essa un ruolo nella sua follia). La famiglia e il paesaggio sono i protagonisti di questo splendido film. Una famiglia (padre, madre e cinque figli) che cerca una serenità negata con un patriarca duro, forse ottuso, ma anche capace di amore… che si arrende, alla fine, al fallimento dei suoi sentimenti. Durante la visione si resta avvinti dal susseguirsi delle scene, la cui bellezza è acutizzata dai dialoghi scarni. Ci si perde nei primi piani… inquietudine e rabbia si alternano negli sguardi sia dei grandi sia dei piccini. Vi sono anche rancore (a volte) smarrimento (più spesso) e tanta malinconia. E’ una storia cruda della quale conosciamo la conclusione. Ma “va detto che Medeas ci sarebbe piaciuto anche se non avesse avuto una storia: ha una purezza visiva tale da far felici gli occhi. Però una storia ce l’ha e non passa invano nemmeno quella” (cit. da Cinematografo.it, Gianluca Arnone).

Il ciclo si conclude il 28 ottobre con il bellissimo e inquietante Johnny 316 – Hollywood Salomé di Erick Ifergan.
Come nel film della settimana precedente anche Ifergan prende spunto da un dramma già scritto, il Salomè di Oscar Wilde, e lo trasporta nella moderna Hollywood. Nel film abbondano le citazioni dell’opera di Wilde non meno dei riferimenti religiosi (John 3:16 è un versetto del Vangelo secondo Giovanni: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna”). Le splendide interpretazioni dei due protagonisti (uno strabiliante Vincent Gallo nel ruolo del predicatore e la non meno coinvolgente Nina Brosh che interpreta la giovane innamorata) ci tengono incollati alla sedia incantati dai volti e dalle loro espressioni.
Johnny 316 potrebbe sembrare un film sull’amore o un film sulla religione e sui suoi fanatismi oppure, per certi versi, un film sulla condizione delle donne ma, alla fine, non è altro che è un bellissimo film che ci parla dell’essere umano….

Proiezioni presso la Casa del popolo di Settignano, ore 21.30. Ingresso riservato ai soci.

Per maggiori info:
www.cinemanemico.net
cinemanemico@yahoo.it
INDIE-PENDENCE DAY (RASSEGNA DI CINEMA INDIPENDENTE NORD AMERICANO)
Venerdì 7 ottobre 21.30
Prince Avalanche

Un film di David Gordon Green. Con Paul Rudd, Emile Hirsch, Lance Le Gault, Joyce Payne, Gina Grande. Lynn Shelton, Larry Kretschmar, Enoch Moon, David L. Osborne Jr., Danni Wolcott, Morgan Calderoni, Savanna Porter, Juniper Smith Commedia, – USA 2013
Un film che racconta molto con poco. Assurdo, tenero e liberatorio
Un road-movie a passo d’uomo. Questo è Prince Avalanche, il lento percorso di due persone agli antipodi lungo una sperduta strada texana, attorniata solo da case incenerite e alberi spogli. Due persone che si conoscono appena, e non si apprezzano affatto. Due persone, a loro modo, solitarie, e forse ancora più sole nei momenti in cui sono in compagnia l’una dell’altra. Ma la loro è un’opera di ricostruzione. Della strada, che lentamente percorrono disegnando linee tratteggiate, e della propria vita, che bruscamente interrompono per iniziare questo percorso. David Gordon Green, dopo una serie di film improntati sulla demenzialità, torna a raccontare il profondo sud degli Stati Uniti con un film che fa dei paesaggi e dei silenzi i personaggi comprimari dei due protagonisti, senza però perdere una certa vena comica. Merito anche dei due bravissimi attori, con un Emile Hirsch sempre più in versione giovane Jack Black e Paul Rudd finalmente alla prova con un testo che supera le banali commedie romantiche in cui spesso è impiegato. Senza dimenticare l’avvolgente colonna sonora, che il compositore preferito da Green, David Wingo, ha scritto insieme agli Explosions in the Sky.

Venerdì 14 ottobre 21.30
Tangerine
Un film di Sean Baker. Con Kitana Kiki Rodriguez, Mya Taylor, Karren Karagulian, Mickey O’Hagan, James Ransone. Alla Tumanian, Luiza Nersisyan, Arsen Grigoryan, Ian Edwards, Clu Gulager, Ana Foxx, Scott Krinsky Drammatico, durata 89 min. – USA 2015
Un buddy movie ad altezza di marciapiede che cattura la fluidità dei movimenti rapidi e trova un’intimità autentica con gli attori
C’è un film che ha lasciato tutti a bocca aperta al Sundance Film Festival 2015. Si chiama “Tangerine” e colpisce non tanto per il tema (la storia di un gruppo di prostitute transessuali in una Los Angeles satura di colori) quanto per i mezzi con cui è stato girato. Il regista Sean Baker ha infatti utilizzato 3 iPhone5S, una app da otto dollari che si chiama FilmicPro e un adattatore per lenti per trasporre al meglio le immagini sul grande schermo. A questi mezzi si aggiunge una steadycam, scelta per dare stabilità ad alcune riprese.

“È stato sorprendentemente facile. Non abbiamo perso filmati, è stato tutto molto agevole”, ha affermato Baker. “Gli iPhone sono risultati ottimi partner. Tuttavia, anche se si ha una mano ferma, qualche ripresa verrà sempre mossa. Per questo motivo abbiamo utilizzato in alcuni casi la steadycam. Inoltre, se non avessimo avuto a disposizione una serie di lenti anamorfiche Moondog Lab da adattare all’iPhone, non avremmo avuto lo stesso effetto. Il mio obiettivo primario era fare un film con standard cinematografici”.

Venerdì 21 ottobre 21.30
Medeas

Un film di Andrea Pallaoro. Con Catalina Sandino Moreno, Brian F. O’Byrne, Mary Mouser, Ian Nelson, Maxim Knight. Jake Vaughn, Kevin Alejandro, Patrick Birkett, Angel Amaral, Tara Buck Drammatico, durata 97 min. – Italia, Messico 2013
Pallaoro, alla sua opera prima, declina al maschile la tragedia di Euripide, esplorando le debolezze dei suoi personaggi
Nella campagna rurale americana Ennis e Christina vivono coi loro cinque figli. Esigente coi ragazzi e votato a Dio e al lavoro, Ennis trascura la giovane moglie che allaccia una relazione clandestina. Tra una canzone ascoltata in cuffia e una rivista erotica, Ruth e Micah sperimentano intanto la loro adolescenza, sognando un altrove dove vivere i loro primi turbamenti. Assillato dai problemi economici e dalla gelosia per Christina, che elude le sue attenzioni, Ennis compra un televisore nel tentativo di distendere gli animi e riportare l’equilibrio in famiglia. L’ennesimo rifiuto della moglie, a cui reagisce con una tentata violenza, lo getta nel più profondo sconforto. Una domenica, caricati i figli in auto e incassata la determinazione di Christina a restare a casa, fa visita al vecchio padre da cui si congeda molto presto mettendo in atto il suo folle piano. Intanto Christina, consumato un altro amplesso dentro il suo vestito nuovo, li attenderà per cena e per tutta la vita.
Opera prima di Andrea Pallaoro, regista italiano che vive e lavora negli States, Medeas declina al maschile la tragedia di Euripide, inscenando un padre reso pazzo dal negarsi dell’amata, diventata per questo ossessione, nemica e persecutrice. Se la storia è nota, inedito è lo svolgimento che si sottrae alla linearità del racconto, dispiegandosi in quadri e dentro a un paesaggio rurale abbagliante e rarefatto, in cui si muove una famiglia intesa come entità a se stante e priva di qualsiasi legame con il resto della società. L’apparente armonia del prologo si rompe attraverso la rivelazione di verità nascoste, che determinano conflitti insanabili e investono le azioni dei personaggi di un andamento quasi rituale.
La depressione che tormenta il capofamiglia appassisce giorno dopo giorno figli e consorte, invecchiandoli e avvicinandoli alla morte e all’epilogo tragico. Pallaoro non sentenzia sui suoi personaggi, esplorandone le debolezze e confrontandoli con una natura di infinita bellezza. Il suo sguardo, dominato da un diffuso senso di fatalismo, attiva un interessante rapporto con il fuori campo, producendo un’abulia diffusa, una mancanza di slancio, una caduta tendenziale del desiderio che dal genitore si allarga alla moglie e ai figli, in cerca di una passione propria, che sia un fidanzato, un cane, un abbraccio, un amplesso. L’esperienza depressiva del padre riduce i soggetti a oggetto e insinua in seno alla famiglia una tensione destinata a implodere. Se i ragazzi e Christina reagiscono con sentimento all’altro, Ennis si ritira di fronte al mare aperto della vita, raccogliendo la famiglia, e di fatto vincolandola, attorno a un vecchio televisore, che sostituisce il mondo e supplisce la mancata connessione alla realtà. La regia di Pallaoro è abile a concepire e circoscrivere il vuoto che inghiotte il padre di Brían F. O’Byrne, sempre più separato dalla verità e scisso dalla moglie che punisce con un gesto estremo e innaturale.
Le problematiche affettive sollevate da Medeas trovano piena corrispondenza nelle immagini che ‘tagliano’ l’orrore finalizzato alla distruzione della relazione tra madre e figli. Rivendicando un diritto di proprietà assoluto (di vita e di morte) sulla propria prole, Ennis uccide senza che il mondo intorno finisca con la sua vita e il suo esecrabile narcisismo.

Venerdì 28 ottobre 21.30
Johnny 316
(Hollywood Salome)
Un film di Erick Ifergan con Vincent Gallo, Nina Brosh, Seymour Cassel, Eyal Doron, Louise Fletcher, Francis Milton, Gregory Wood e Melissa van der Schyff [1998].

Johnny 316 (aka Hollywood Salome) è un film di Erick Ifergan con Vincent Gallo, Nina Brosh, Seymour Cassel, Eyal Doron, Louise Fletcher, Francis Milton, Gregory Wood e Melissa van der Schyff [1998]. Ispirato al Salomè di Oscar Wilde, Johnny 316 mette in scena un predicatore di strada (Vincent Gallo) e una giovane parrucchiera (Nina Brosh) in una Hollywood moderna. Dopo aver perso il lavoro, la donna scorge il giovane messaggero di Dio e immediatamente soccombe al suo fascino. Inizia a seguirlo e cerca di convincerlo a cedere a questa nuova storia d’amore.

ECCENTRICHE VISIONI (2016)

  • marzo 2, 2016 12:04 am

Questi film ci racconteranno l’amore, il sesso, i sentimenti. Ma l’intero ciclo è un percorso durante il quale incontreremo anche l’odio, la follia, la paura e la sofferenza. Questi registi è come se ci conducessero per mano in un lungo cammino che racconta con le immagini (esteriori) dei corpi, dei volti, dei gesti quello che ciascuno ha dentro di sé  “ l’Anima ” .

Un qualcosa che non sempre abbiamo voglia di guardare perché… chissà che cosa ci nascondiamo in essa …

 

eccentriche visioni 2016 

 

Venerdì 4 marzo 21.30

Phantom Love

Un film di Nina Menkes, con Allison Bell, Lena Bubenechik, Michael Joseph Carr, Sherie Hall.
Drammatico, durata  87 minuti – Usa, India, 2007
(Inglese, sub.Ita) (vietato ai minori di 18)

 

“un dramma surreale incentrato sulla psicologia di una donna – un gioco di bambole russe”.

Nina Menkes

 

 Phantom Love

Venerdì 11 marzo 21.30

Aka Ana

Un film di Antoine D’Agata, con Antoine d’Agata, attori non professionisti.

Drammatico, durata 60 minuti – Francia, 2009

(Giapponese, sub.Ita) (vietato ai minori di 18)

 

«Preferisco una foto pessima che documenta la mia reale interpretazione nel mondo rispetto a una foto eccellente in cui sono un voyeur o un inutile testimone.»  


Antoine d’Agata

 Aka Ana

Venerdì 18 marzo 21.30

Love 

Un film di Gaspar Noé, con Karl Glusman, Klara Kristin, Aomi Muyock, Gaspar Noe, Benoît Debie, Vincent Maraval.

 Drammatico, durata 135 min. – USA, 2015

(Inglese, Francese, sub.Ita) (vietato ai minori di 18)

 http://specchioscuro.it/love/

(…) Murphy confessa ad Electra i motivi per cui la sta fotografando: «Se muori – dice –, avrò queste immagini per ricordarti».

 love

Venerdì 25 marzo 21.30

Hitparkut

(Dissoluzione )

Un film di Nina Menkes, con Didi Fire.

  Drammatico, durata 88 min. – Israele, 2010.

(Inglese, ebraico, sub.Ita)

 Hitparkut

Al delitto segue il castigo, non un castigo corporale, ma della mente: è il tormento per la convinzione di aver compiuto un atto giusto, aver liberato il mondo da un essere ritenuto inutile e parassitario, ma al tempo stesso la sofferenza …

 

Venerdì 1 aprile 21.30

Namai

(A Casa)

Un film di Sarunas Bartas, con Valeria Bruni Tedeschi, Leos Carax, Micaela Cardoso.

Drammatico, durata 118 min – Lituania, Francia, 1997

 (Francese, Lituano, sub.Ita)

 

Madre, spesso avrei voluto parlare con te di tutto, ma non l’ho mai fatto… Ogni volta che vengo qui ad ascoltarti non posso più parlare con te e rimango in      silenzio… Nel futuro io sono libero, libero perché ancora non esiste. Il presente è così sfuggente, non sono certo che esista.

Venerdì 8 aprile 21.30

Indigène d’Eurasie 

Un film di Sarunas Bartas, con Sarunas Bartas, Klavdiya Korshunova, Erwan Ribard, Elisa Sednaoui.

Drammatico, durata 111 min. – Francia, 2010

 (Francese, Lituano, Russo, Polacco, sub.Ita)

 Indigène d'Eurasie

La vita è breve. La maggior parte di essa è già passata, e non me ne sono neppure accorto. Vorrei fare un respiro profondo e vivere una vita normale.

 

Venerdì 15 aprile 21.30

La vie nouvelle 

è un film di Philippe Grandrieux, con Zachary Knighton, Anna Mouglalis, Marc Barbé, Zsolt Nagy e Raoul Dantec.

 Drammatico, durata 102 min. – Francia, 2002

(Francese, inglese – sub.Ita)

 

….la miglior pellicola di Philippe Grandrieux. Cinema imperscrutabile fatto di ombre e luci offuscate, dettagli fuori fuoco, urla che esplodono soffocate dai volti tormentati degli attori, sonoro ossessivo ed ovattato.

IL MESE DELLE MEMORIE 2016

  • gennaio 2, 2016 10:21 pm

il mese delle memorie

Torna anche nel 2016 Il mese delle memorie, la nostra rassegna cinematografica dedicata ai genocidi e alle persecuzioni che hanno segnato la storia dell’ultimo secolo. Quest’anno abbiamo scelto di concentrarci su alcuni conflitti recenti – Bosnia, Palestina, Siria – ai quali si unisce un omaggio non retorico alla resistenza antifascista dell’ultima guerra mondiale. Diversamente dagli anni scorsi, quindi, non parliamo di storie ignote o dimenticate. Crediamo comunque che anche queste possano essere oggetto di ulteriori riflessioni, oppure possano essere analizzate in un modo diverso da quello usuale. In questo modo intendiamo dare un contributo alla (ri)costruzione di quella memoria storica che costituisce la base irrinunciabile del nostro futuro.

In collaborazione con:
CENTRO DI DOCUMENTAZIONE SUI POPOLI MINACCIATI
ARCHIVIO DEL MOVIMENTO DI QUARTIERE DI FIRENZE
ASSOCIAZIONE AMICIZIA ITALO-PALESTINESE
ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA IN TOSCANA
CENTRO DOCUMENTAZIONE.CARLO GIULIANI
WWW.CINEMANEMICO.NET
CINEMANEMICO@YAHOO.IT INGRESSO GRATUITO SOCI
PuzzlestanVenerdì 8 GENNAIO 21.30
“Puzzlestan”: i confini sono i limiti dei popoli

un documentario di Ivan Grozny Compasso.
Drammatico, guerra, durata 44 min. – Produzione Ya Basta, Italia, 2015

Immagini non realistiche ma reali.
Dalla Turchia alla Siria e ritorno, Iraq e ancora Siria. Diversi viaggi con l’intento di raccogliere il maggior numero di tasselli di questo grande e complicato mosaico che si scompone e si compone a causa di conflitti, dichiarati o no. Storie di confine, dove questo muta e si definisce secondo quanto accade sul terreno di guerra. In mezzo, popoli e popolazioni, costrette alla fuga e le storie di quelli che hanno deciso di combattere, di resistere per ricostruire daccapo, come i combattenti curdi e l’anomalia che rappresentano in quella regione del mondo.

 

 

Venerdì 15 GENNAIO 18.30
The WhistleblowerThe Whistleblower

Un film di Larysa Kondracki. Con Rachel Weisz, Monica Bellucci, Vanessa Redgrave, David Strathairn, David Hewlett. Drammatico, durata 108 min. – USA 2010
(English,,Romanian, Russian, Serbian, sottotitolato in italiano)

Quello di Larysa Kondracki potrebbe sembrare l’ennesimo film (anche un po’ in ritardo) sulla sporca guerra nella ex Jugoslavia. Invece, inserendosi nella scia della denuncia civile alla Winterbottom e con una Rachel Weisz in stato di grazia, si evidenzia come un’opera che si libera da uno schematismo che a volte sa di maniera. Cominciamo con il chiarire il significato del titolo. Il whistleblower è colui o colei che riferisce, in pubblico o ai propri superiori, di attività illegali commesse in un’istituzione governativa oppure in una compagnia privata o pubblica che sia. Si tratta di una figura protetta dalla legislazione americana sin dal 1863. In questo specifico caso la società definita come Democra è in realtà la DynCorp International che ha continuato ad operare per il governo statunitense sia in Iraq che in Afghanistan. Ciò che però procura uno sconcerto ancora maggiore è che in tutto ciò fossero coinvolti uomini delle Nazioni Unite a diversi livelli. Il senso di impotenza di una donna che vuole proteggere altre donne dalla perversione maschile (contro la quale gli stessi soggetti istituzionali dovrebbero lottare) emerge con grande forza da un film che si basa su fatti realmente accaduti (si veda il blog della vera Bolkovac).

 

 

Venerdì 15 GENNAIO 21.30
SnijegSnijeg
Un film di Aida Begic. Con Zana Marjanovic, Jasna Ornela Bery, Sadzida Setic Vesna Masic, Emir Hadzihafizbegovic. Drammatico, durata 99 minuti. Bosnia ed Erzegovina, Germania, Francia, Iran 2008.

Sei donne, un nonno, quattro ragazze e un ragazzo vivono a Slavno, un villaggio isolato e devastato dalla guerra. Le loro famiglie e i loro amici sono stati uccisi, e i loro corpi mai ritrovati. L’arrivo della neve isola ancora di più il villaggio dal resto del mondo, e rischia di mettere in pericolo le vite dei pochi rimasti. Gli abitanti di Slavno, guidati da Alma, una giovane donna ostinata e determinata, cercano di combattere la povertà vendendo marmellate di prugne, frutta e verdure. Gli affari vanno bene, e il villaggio inizia a farsi conoscere. Un giorno, due uomini d’affari visitano Slavno e propongono ai residenti di lasciare il villaggio in cambio di denaro. Gli abitanti sono ora di fronte a un dilemma: accettare un’offerta che potrebbe salvare loro la vita, ma far perdere loro l’anima? Una tempesta improvvisa blocca gli uomini d’afffari a Slavno, costringendoli ad affrontare l’imprevisto: la verità.

 

Sabato 16 GENNAIO 18.30
Nella terra del sangue e del mieleNella terra del sangue e del miele
Un film di Angelina Jolie, con Zana Marjanovic, Goran Kostic, Rade Serbedzija, Vanessa Glodjo, Nikola Djuricko.
Drammatico, durata 127 min., USA 2011
(bosniaco, serbo, sottotitolato in italiano)

La storia racconta di Danijel, poliziotto serbo, e Anja, giovane pittrice musulmana. Nonostante le diversità culturali, tra i due si instaura un legame speciale. Nel 1992, scoppia la guerra e i due si trovano su fronti opposti. Danjiel è infatti figlio di un generale al comando delle truppe che operano rastrellamenti e violenze di ogni genere sui musulmani e si trova ad arrestare Anja insieme ad altre donne che verranno umiliate e violentate. La presenza della donna però lo mette in crisi e cerca di proteggerla come può. Fino a quando suo padre verrà a sapere che ha una relazione con una nemica.

Il dramma della guerra combattuta dai potenti, diventa il dramma umano dei singoli, travolti da immane violenza e costretti ad odiare anche le persone amate. Un film potente e umano allo stesso tempo, che aiuta a non dimenticare uno degli eventi più tragici della nostra storia recente.

As If I Am Not ThereSabato 16 GENNAIO 21.30
As If I Am Not There
Un film di Juanita Wilson, con Natasha Petrovic, Fedja Stukan, Jelena Jovanova, Sanja Buric, Irina Apelgren, Zvezda Angelovska. Drammatico, durata 109 min. – Irlanda, 2010
(bosniaco, sottotitolato in italiano)

Esordio alla regia per Juanita Wilson, un regista irlandese che ha pensato bene di raccontare una storia vera ispirata al libro di Slavenka Drakulić, basato sulla storia
che la scrittrice ha vissuto nel 1990 durante la guerra balcanica. Il film è un viaggio emozionante che mette in mostra scene crude che fanno rabbrividire alla sola
idea per il fatto che è tutto vero quello che si vede, episodi capitati solamente alcuni anni fa. Grandissima la prova di Natasha Petrovic, qui al suo secondo film ma che
dimostra un grande talento espressivo. Sicuramente avrà un’ottima carriera e se gli americani la noteranno, il film è stato selezionato per essere nominato agli Oscar
2012 come miglior film straniero, potrà avere maggiori possibilità di un successo internazionale.

 

 

 

 

Venerdì 22 GENNAIO 21.30
Valzer con Bashir
(Vals Im Bashir, Waltz With Bashir)

Valzer con BashirUn film di Ari Folman, con Ari Folman, Mickey Leon, Ori Sivan, Yehezkel Lazarov, Ronny Dayag.
Animazione, durata 87 min. – Israele, Germania, Francia 2008

Una sera, in un bar, un vecchio amico racconta al regista Ari Folman un incubo ricorrente nel quale 26 cani feroci lo inseguono. Lo stesso numero di animali, ogni notte. I due giungono alla conclusione che c’è un legame tra l’incubo e la loro missione nelle file dell’esercito israeliano durante la prima guerra del Libano, all’inizio degli anni ‘80. Ari si sorprende a scoprire di non ricordare niente di quel periodo della sua vita. Incuriosito da questo fatto inspiegabile, decide di incontrare e intervistare vecchi amici e compagni d’armi in giro per il mondo. Ha bisogno di scoprire la verità su quel periodo e su se stesso.
Mano a mano che Ari va avanti con le ricerche, nella sua memoria cominciano ad emergere immagini surreali …

 

 

 

Sabato 23 GENNAIO 21.00

Presentazione a cura di Claudio Lombardi (Associazione Amicizia Italo-Palestinese) e Cristina Lascialfari
Massaker – Sabra et Chatila par ses bourreaux

un documentario di Monika Borgmann, Lokman Slim e Hermann, Theissen. Durata 99 min. – Germania, Svizzera, Francia, Libano, 2005
(arabo, sottotitolato in italiano)

Tra il 16 e il 18 Settembre del 1982, per due notti e tre giorni, i killer di Sabra e Shatila perpetrarono i loro atroci crimini. In conclusione, hanno ucciso tra i 1000 e i 3000 civili palestinesi, principalmente donne, bambini e anziani. Il numero preciso delle vittime – tra gli uccisi e gli scomparsi – non è ancora conosciuto. I responsabili venivano principalmente dalle file delle Forze Libanesi, Milizia Cristiana affiliata ad Israele. La logistica per questo massacro venne fornita dall’esercito israeliano, sugli ordini dell’ex Ministro della Difesa e attuale Ministro-Presidente, Ariel Sharon. Nel 1982, il massacro nei Campi Palestinesi in Libano, colpì profondamente la popolazione mondiale, ma oggi è stato (quasi) completamente dimenticato. Questo a discapito del fatto che è stato un modello di comportamento per tutti i massacri che sono seguiti: per esempio quello in Rwanda o quelli compiuti durante la guerra in Yugoslavia. E ancora ed ancora, la domanda irrisolta torna a galla: cosa conduce le persone a questi eccessi di brutalità, e come possono i colpevoli continuare a vivere?Massaker

 

 

 

 

 

 

Venerdì 29 GENNAIO 21.30

Presentazione a cura di Simone Neri Serneri, Presidente dell’Istituto Storico della Resistenza in Toscana
Eric Gobetti, storico e regista del film

Partizani,“Partizani, la resistenza italiana in Montenegro”
un documentario di Eric Gobetti

Niksic, Montenegro, 9 settembre 1943. Poco dopo l’alba l’artigliere Sante Pelosin, detto Tarcisio, fa partire il primo colpo di cannone contro una colonna tedesca che avanza verso le posizioni italiane. Nelle settimane successive circa ventimila soldati italiani decidono di non arrendersi e di aderire alla Resistenza jugoslava.
I partigiani della divisione Garibaldi raccontati in questo film sono eroi semplici, che hanno combattuto il freddo, la fame e una devastante epidemia di tifo, pagando con tremende sofferenze una scelta di campo.

Con immagine inedite tratte dagli archivi jugoslavi e interviste ai protagonisti di questa eroica vicenda.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sabato 30 GENNAIO 21.30
Presentazione del libro
“Testimonianze della Resistenza toscana (1943-1945)”
di Orlando Baroncelli
con la presenza dell’autore

Intervengono;
Moreno Biagioni ( Presidente Archivio del Movimento di Quartiere di Firenze)
Silva Giannini (attrice)

Questo libro di Orlando Baroncelli riveste una notevole importanza in quanto ricostruisce, anche attraverso interviste inedite, le storie di giovani partigiani e resistenti, tutti toscani, prima che di loro si perda ogni traccia.
Raccogliendo le testimonianze di alcuni degli ultimi partigiani toscani viventi, raccontando le loro storie, l’autore offre uno spaccato della Resistenza toscana e al contempo ricostruisce i sacrifici, le paure, le speranze e gli ideali di una generazione di combattenti per la libertà che ha dato un contributo fondamentale alla costruzione della democrazia italiana nell’immediato dopoguerra.

 

L’INFANZIA NUDA

  • ottobre 13, 2015 1:24 am

 

 

INFANZIA NUDA LOGOL’infanzia nuda
(rabbia e gioia che covano dentro un’anima fragile)
Casa del popolo di Settignano, 16-23-30 ottobre, 6-13-20-27 novembre e 4-11-18 dicembre 2015
“Si conseguimos que una sola generation crezca libre, tan solo una sola generation, ya nadie les podrà arrancar nunca la libertad, nadie les podrà robar ese tesoro”
Le rassegne di CinemAnemico alla Casa del popolo di Settignano quest’anno si aprono proponendo un lungo ciclo sul tema dell’infanzia. Come già nella rassegna “Ragazzi in cammino”, realizzata nello scorso autunno, sono stati scelti film che narrano storie di bambini, o di ragazzi e ragazze sulle soglie dell’adolescenza, le cui vite invece di essere caratterizzate dalla levità che dovrebbe essere tipica di quel periodo dell’esistenza, sono appesantite dalle brutte eredità del mondo degli adulti.
I giovani protagonisti di questi film devono quindi fare i conti con la violenza delle guerre, con le disuguaglianze sociali, con l’abbandono. Le loro storie, ambientate in svariati paesi (Giappone, Burkina Faso, Regno Unito, Kazakhistan, Stati Uniti, Georgia, Messico, Cile, Spagna) ci daranno anche l’occasione di un bellissimo viaggio virtuale attraverso il mondo.
Ma non dobbiamo aspettarci soltanto brutture e amarezza da questo ciclo; al contrario, i film sono stati scelti come di consueto non solo per il loro contenuto di informazione e/o di denuncia, ma soprattutto per la maestria dei registi che li hanno girati, quindi anche quei film il cui contenuto è indiscutibilmente triste alla fine ci faranno uscire dalla sala con la sensazione di avere assistito, nonostante tutto, a qualcosa di bello.
Abbiamo quindi davanti a noi una serie di dieci film in cui la bellezza si accompagna alla consapevolezza. E spesso i sorrisi e le fantasie dei protagonisti ci daranno un appiglio per ritrovare un po’ di fiducia nel futuro dell’umanità.

Venerdì 16 OTTOBRE 21.30
Kiseki
un film di Hirokazu Koreeda, con Kôki Maeda, Ohshirô Maeda, Hiroshi Abe, drammatico, durata 128 min. – Giappone 2011
Giapponese sub.Ita

Piccola, grande storia di formazione, fatta di quelle attese e gesti quasi invisibili carichi di emozioni che il magnifico cinema di Koreeda, per la quarta volta al festival basco, continua a regalarci, Kiseki (I Wish) è di nuovo un film che colpisce dritto al cuore e che, attraverso un campanello rubato alla bibliotecaria come pegno d’amore o la maglietta indossata per riportare indietro il sogno di una famiglia che non c’è più e forse non sarà mai più, racconta il miracolo quotidiano della vita. E il suo gioco infinito dove non si può far altro che perdersi, con gli occhi di un bambino. Ecco allora che, per non cedere al dolore della solitudine, ai lutti quotidiani che ricoprono di cenere l’esistenza, bisogna vivere fino in fondo la propria avventura alla ricerca di un momento magico dove riposare, e andare lontano, là dove ci portano i desideri e il cinema. Solo così diventa possibile resistere e continuare il cammino. Senza fermarsi, cadendo e rialzandoci, mentre una volta ancora ci raccontiamo una storia. La nostra storia.

Venerdì 23 OTTOBRE 21.30
Ratcatcher
un film di Lynne Ramsay, con Tommy Flanagan, Mandy Matthews, William Eadie, drammatico, durata 94 min. – Regno Unito, 1999
Inglese sub.Ita

Immaginatevi un quartiere degradato all’inverosimile, affollato di famiglie che vivono in abitazioni fatiscenti al cui interno è facile incontrare topi di tutte le dimensioni. All’esterno, invece, il panorama offre immondizia su immondizia, sacchi di spazzatura tra cui giocano i bambini e un canale ricco di sporcizia e detriti, pericoloso più di quanto non dica la quieta apparenza. Non siamo in una città del così detto terzo mondo, ma in un sobborgo periferico di Glasgow, nel 1973. Ratcatcher, letteralmente l’acchiappatopi, è l’opera prima, datata 1999, della poco prolifica ma assai dotata regista scozzese Lynne Ramsay, recentemente tornata al lungometraggio con il fascinoso e inquietante “…E ora parliamo di Kevin”, la quale ci racconta con gelido realismo, attraverso il punto di vista di James, un ragazzino di dodici anni, la difficile e desolante condizione sociale in cui versava solo quarant’anni fa l’estrema periferia della città scozzese.
Il cinema britannico torna ciclicamente a raccontare il degrado della periferia (sotto)proletaria ai margini dei grandi centri urbani, e nel solco della lezione di Ken Loach e Mike Leigh lo fa affidandosi al crudo realismo delle immagini delle rovine morali e materiali che i governi spesso hanno occultato nell’intento di anestetizzare popoli assuefatti da messaggi mediatici – subliminali e non – votati all’opulenza, al consumo, al miraggio di un benessere definitivo e perdurante. Inutile richiamare l’odierna realtà delle città d’Europa come contraltare critico facile facile alla disinformazione indotta che ha alimentato le illusioni dei popoli occidentali, non è questo il punto o lo è solo marginalmente, analizzando questo tipo di cinema. Il film d’esordio della Ramsay, crudo e realistico come pochi altri, va oltre l’evidenza delle pur doverose generalizzazioni critiche, per presentare allo spettatore un contesto di povertà assoluta e senza ritorno, senza redenzione e senza riscatto, senza speranze e senza sogni: senza possibilità di salvezza.

Venerdì 30 OTTOBRE 21.30
Machuca
un film di Andrés Wood, con Matías Quer, Ariel Mateluna, Manuela Martelli, Federico Luppi, Aline Küppenheim, Ernesto Malbran, drammatico, durata 120 min. – Cile 2004
Spagnolo sub.Ita

Cile, 1973. Ponzalo Infante e Pedro Machuca sono due bambini di 11 anni che vivono a Santiago, il primo in un quartiere agiato e il secondo in un sobborgo abusivo recentemente costruito poco distante: due mondi separati da una grande muraglia invisibile che alcuni, mossi dal sogno di un mondo migliore, vorrebbero abbattere. Uno di questi sognatori è il direttore di un collegio religioso privato, padre McEnroe, che con l’aiuto dei genitori accoglie nel collegio i bambini di entrambi i quartieri, insegnando loro a rispettarsi reciprocamente. Per questo motivo Pedro e Ponzalo frequentano la stessa classe, e tra i due nasce un’amicizia piena di scoperte e di sorprese. Ma questo intento di aggregazione si scontra con le difficoltà oggettive derivanti dal clima di aperto scontro sociale che regna in Cile a quell’epoca. Un film che sa parlare dei ragazzi e del contesto politico prendendo posizione ma con un profondo rispetto per i temi trattati.

Venerdì 6 NOVEMBRE 21.30
Susa
un film di Rusudan Pirveli, con Gia Gogishvili, Ekaterine Kobakhidze, Avtandil Tetradze, drammatico, durata 80 min. – Georgia, 2010
Georgiano sub.Ita

La complicata esistenza di un giovane ragazzo che vive nei dintorni di Tbilisi, Georgia.
Degrado sociale, soprusi, povertà, istituzioni (più o meno) assenti, socializzazione ridotta all’osso… poco spazio per qualunque barlume di speranza.
Lungometraggio di purissimo stampo neorealista che dipinge una realtà sociale assai deprimente, o meglio, priva di qualunque aspetto positivo. Non c’è tempo per concedersi un po’ di svago poiché l’estrema povertà nella quale sono sommerse le persone non lo consente. Bisogna per forza di cose vivere alla giornata. Non vi è un attimo di respiro. Si deve lavorare per mangiare. Quindi via le chiacchiere, via le lacrime, via la musica, via la rabbia che potrebbe scaturire da un sentimento di rivalsa sociale. Non vi è spazio per tutto ciò.
Ogni minimo sforzo va concentrato al fine di “tirare avanti la baracca”… e di baracche è costituto il paesaggio in cui vaga Susa, il protagonista. Egli è vittima di raggiri e talvolta lavora per una distilleria illegale (nella quale è già impiegata la madre) allo scopo di racimolare qualche soldo extra che in ogni caso utilizzerebbe per la propria famiglia.
Il padre lavora fuori città e lo si intravede soltanto in un secondo momento. Viene rispettato in quanto figura maschile che dovrebbe portare il cibo in casa ma non si comprende bene quanto sia in grado di aiutare la sua stessa famiglia.
In questo contesto si muove il giovane Susa, che ogni giorno copre a piedi lunghe distanze immerso in scenari spogli di vita, in cui la natura è arida, in cui regnano le case abbandonate e/o edifici ricchi di metallo arrugginito.
Grigiore esistenziale all’ennesima potenza, in sintesi.
Trattasi di un film relativamente corto (poco più di un’ora di durata), dallo stile decisamente minimalista e nel quale le battute rappresentano un semplice contorno. Chi cerca forti emozioni, urla e disperazione infernale ne rimarrà probabilmente deluso. Ciò che scorgiamo è una delle tante situazioni di cui magari si parla di rado, forse in qualche documentario televisivo in seconda serata. Però è una realtà che continuerà a esistere, seppur nel dimenticatoio.

Venerdì 13 NOVEMBRE 21.30
Serata speciale sull’Africa, in collaborazione con Avventure nel Mondo, con la presenza di Raffaele Masto, giornalista e scrittore.
Twaaga
un film di Cédric ido – Burkina faso, 2013
Francese sub.Ita

Ouagadougou, 1987. Manu, otto anni, è appassionato di fumetti in particolare quelli di Chahut, il suo eroe preferito. Sono gli anni in cui il giovane presidente del Burkina Faso, Thomas Sankara , sta rivoluzionando la politica e l’economia del paese contro l’imperialismo occidentale. Quando il fratello più grande , Albert, va dallo stregone per diventare invincibile, Manu comincia a chiedersi se i superpoteri esistano veramente nella vita reale.

Venerdì 20 NOVEMBRE 21.30
Jess + Moss
un film di Clay Jeter, con Sarah Hagan, Austin Vickers, Haley Strode, drammatico, durata 83 min. – Stati Uniti, 2011
Inglese sub.Ita

Una perfetta combinazione di immagini, suoni e parole è la grammatica alla base di Jess + Moss, poetico racconto sulla condivisione di esperienze presenti, in cui il passato e la memoria di esso hanno particolare rilevanza. La ragazza quasi grande e il ragazzino che inizia a crescere condividono le giornate d’estate nelle campagne del Kentucky: gli anni che li separano si sentono nel diverso peso dei silenzi, dei gesti, dell’approccio agli oggetti, delle rovine materiali ed emotive che li accomunano. Jess e Moss dialogano e litigano molto, tra piccole crudeltà, cianfrusaglie da scoprire e nastri da riavvolgere e risentire all’infinito nell’impossibile tentativo di ricostruire ognuno il perché della propria solitudine “qui e ora”. Il percorso di crescita “asincrona” avviene attraverso differenze che ruotano intorno agli stessi oggetti e alle stesse ossessioni, e si arricchisce nel confronto e nello scontro tra l’infanzia e l’adolescenza, supportato dal tentativo riuscito di usare le possibilità dell’immagine e della composizione cromatica in modo meno convenzionale. Jess + Moss è una toccante raffigurazione del momento delicato della formazione della propria individualità anche quando ogni riferimento è perduto; un inno all’amicizia e al diritto di sapere e capire, poco importa a quale età.

Venerdì 27 NOVEMBRE 21.30
Uroki garmonii
un film di Emir Baigazin, con Timur Aidarbekov, Aslan Anarbayev, Mukhtar Andassov, drammatico, durata 120 min. – Kazakistan, 2013
Kazako – Russo sub.Ita

Uroki garmonii dona allo sguardo un’esperienza unica, estrema, spesso fastidiosa – come lo sporco sopravvivere, come lo stare al mondo per coloro che non sanno adattarvisi.
La ribellione di Aslan a quella crudeltà e a quella violenza che impregnano l’esistenza umana come veleno è in realtà un urlo in un cuscino, un morso profondo dato all’aria.
La banalità del male, che in qualche modo perdura e si rigenera anche se di fatto non vince, è tutta nella spavalderia e nell’arroganza di Bolat, delinquente imberbe interpretato da Aslan Anarbayev – probabilmente più memorabile dell’attore principale; e, in parte, come amaro sul fondo del palato, si trova nel clima sospeso e lirico della devastante conclusione.
Dal primo all’ultimo fotogramma, traduce il tutto in versi della macchina da presa la regia di Baigazin con l’irrinunciabile, preziosissimo contributo fotografico di Aziz Zhambakiyev: ammirata ed ammirevole lezione d’armonia e d’eleganza.

Venerdì 4 DICEMBRE 21.30
La lengua de las mariposas
un film di José Luis Cuerda, con Manuel Lozano, Fernando Fernán Gómez, Uxía Blanco, drammatico, durata 96 min. – Spagna, 1999
Spagnolo sub.Ita

Per Moncho questo è un anno idilliaco: inizia la scuola, gli insegnanti sono fantastici, si fa un amico a Roque, inizia a scoprire i misteri dell’eros, e col fratello più grande, un appassionato di saxon, forma un gruppo musicale. Ma è anche l’anno in cui la Repubblica spagnola viene presa di mira dai ribelli fascisti. Il papà di Moncho è un repubblicano, così come il suo vecchio insegnante, don Gregorio. La violenza e la guerra cambieranno i sogni di una vita appena sbocciata….

Venerdì 11 DICEMBRE 21.30
Innocent Voices
un film di Luis Mandoki, con Carlos Padilla, Leonor Varela, Xuna Primus , drammatico, durata 120 min.
– Messico, 2005
Spagnolo sub.Ita

Chava è un ragazzo di 11 anni ed è costretto a crescere in fretta nel suo Paese, il Salvador, insanguinato da una feroce guerra civile. Sono gli anni ’80, tutti gli abitanti dei villaggi, soprattutto di quelli più sperduti e poveri, sono considerati dall’esercito dei possibili guerriglieri. Gli attacchi improvvisi, le perquisizioni e gli arresti da parte delle forze governative accadono giorno e notte senza tregua. Si diffonde il fenomeno dei bambini soldato: l’esercito, per avere nuove leve, prende a rastrellare e ad arruolare, nelle scuole e nelle abitazioni private, i bambini che abbiano compiuto 12 anni. Il film racconta una dolorosa pagina della storia recente attraverso lo sguardo di Chava che a 11 anni è già capo famiglia e si accolla la responsabilità
di vegliare sulla madre e i fratelli. Nel film è raccontata la storia vera di Oscar Torres, rifugiatosi adolescente in Messico, autore del soggetto e della sceneggiatura.

Venerdì 18 DICEMBRE 21.30
El Bola
un film di Achero Mañas, con Juan José Ballesta, Pablo Galán, Alberto Jiménez, drammatico, durata 88 min. – Spagna 2000
Spagnolo sub.Ita

Opera prima del regista spagnolo Achero Manas. El bola (la biglia) è il soprannome col quale viene chiamato Paolo, dodici anni, per via della piccola sfera di metallo che porta sempre con sé. Vessato dalle quotidiane violenze del padre, rispettabile commerciante, il ragazzino riuscirà ad acquisire fiducia e sicurezza in se stesso grazie all’amicizia col coetaneo Alfredo, che ha alle spalle una famiglia molto meno convenzionale di quella di Paolo (il padre di Alfredo è un maestro di tatuaggi) ma molto più capace di trasmettere affetto e comprensione. Il film, semplice e lineare, ha il pregio di raccontare una storia di denuncia sociale con i giusti termini, senza eccedere in drammi e tragedie.

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CINEMANEMICO@YAHOO.IT INGRESSO GRATUITO SOCI

“LAMPEDUSA 3 OTTOBRE 2013 I GIORNI DELLA TRAGEDIA”

  • ottobre 3, 2015 10:37 am

lampedusa

Programma 6-10 luglio 2015 Centri estivi Settignano

  • giugno 20, 2015 8:01 pm

Programma 6-10 luglio 2015 Centri estivi Settignano  www.centriestivifirenze.it

 

 

MATTINA

 

Lunedi 6 Luglio con Simona – Factory Athena, insegnate di discipline pittoriche

Per il laboratorio di riciclo artistico, con un accento particolare al rispetto dell’ambiente e la preziosità della materia e riuso, proporremo materiali spiegandone in termini semplici la loro provenienza e l’impatto ambientale che producono. 
In questo primo incontro i ragazzi saranno coinvolti nella ristrutturazione di alcuni mobili della casa del popolo per evidenziare l’importanza della cura del proprio ambiente, che in questo caso sarà la struttura ospitante per l’estate. Restaureremo i tavoli usando vecchi fumetti e colle poco invasive.

 

Martedi 7 luglio con Gabriella – Ceramista e Restauratrice, www.didolcegabriella.blogspot.com

Totem in argilla

Tempo necessario per la realizzazione: 2 incontri.

Il primo incontro sarà incentrato sulla progettazione e sulla realizzazione delle varie parti che andranno a comporre il totem.

I ragazzi, suddivisi in gruppi, potranno sperimentare l’argilla applicando la tecnica del colombino, ma non solo, per creare le parti costituenti il totem.

Tra il primo ed il secondo incontro i pezzi dovranno essiccare ed essere cotti, diventando così “biscotto”.

Durante il secondo incontro i partecipanti, sempre lavorando in gruppi, potranno decorare il biscotto con la tecnica dell’ingobbiatura alla quale seguirà un’ulteriore cottura per fissare i colori.

Se tutto è andato per il meglio….ora possiamo anche montare il Totem e festeggiare!!

 

Mercoledi 8 luglio con Salomon – diplomato in conservatorio (oboe) e pedagogia musicale (presso la musikhochschule di Acquisgrana)

Il musidrago si presenta

Canzone delle mani

Indiani, ritmo di caccia, di raccolta, di nascondiglio

canzone degli indiani

ascolto dalla sinfonia “dal nuovo mondo” di Dvorak, 1 tempo, con coreografia

movimento libero e ritmato con strumenti

 

Giovedi 9 luglio  con Sara e Matias  –  https://it-it.facebook.com/maldestroteatro

Fiabe Animate
L’Associazione MalD’Estro in collaborazione con Faliero Pucci OFF propone mattine dedicate al teatro visto come gioco e scoperta. I bambini si avvicineranno a questa forma espressiva attravarso la presentazione di letture animate di fiabe della tradizione toscana tratte dalla raccolte Fiabe Italiane di Calvino, non solo come uditori, ma partecipando all’interpretazione come personaggi vivendo il gioco-teatro sviluppando fantasia e capacità espressiva.

 

Venerdi 10 luglio  con Anna –  Istruttrice Federazione Italiana di tiro con l’Arco.

Breve introduzione su come sono composti gli archi e le frecce e come disporsi per tirare. In questo  incontro è previsto l’uso di palloncini e disegni (eventualmente anche realizzati dai ragazzi) quali obiettivi da centrare in sfide a gruppi ed anche singolarmente. I centri avranno valore diverso che sarà reso noto solo alla fine delle varie gare con estrazione a sorte dell’abbinamento valore/tipo bersaglio.

Come secondo gioco la “piramide” dove su un bersaglio saranno disegnati dei barattoli disposti a piramide con valori diversi, anche qui preferibilmente saranno costituite delle piccole squadre, la somma dei punti darà la squadra vincente.

 

 

 

POMERIGGIO

 

Con Ilaria  e Lara  psicologhe specializzande in psicoterapia (collaborano con  Ass. La fonte per i laboratori esperienziali e Chiavi della città del Comune,  progetto Piccoli passi verso la costituzione), e Pandora, laureata in lingue straniere e studi interculturali (collabora con l’associazione anelli mancanti)  e Sara . MASS . Scambio universitario Università Laval – Québec

 

“LET’S ACT”, Theatre Workshop

 

Le attività pomeridiane dei centri estivi prevedono un laboratorio teatrale permanente in cui i bambini familiarizzeranno con la lingua inglese.

Il laboratorio è strutturato in cinque fasi (Scrittura creativa; Dialoghi; Scene; Prove Sceniche; Rappresentazione Finale) per arrivare ad una rappresentazione scenica al termine della settimana.

I bambini apprenderanno le tecniche di scrittura creativa, si cimenteranno nella produzione di brevi dialoghi in inglese. Una volta terminata la fase di scrittura, i bambini si confronteranno con l’aspetto tecnico della rappresentazione teatrale, come la costruzione delle scene, la scelta e la realizzazione dei costumi e degli oggetti di scena e naturalmente la caratterizzazione fisica dei personaggi.

La rappresentazione finale verrà filmata dalle educatrici come ricordo del lavoro svolto insieme.

 

Obiettivi:

 

  • Creare un vocabolario di base in inglese

 

  • Familiarizzare tramite il gioco con termini di lingua straniera

 

  • Collaborare con i compagni attraverso modalità cooperative e di peer-education che favoriscono la socializzazione e l’espressione delle difficoltà

 

  • Sviluppare la creatività attraverso modalità espressive di lavoro di gruppo e singolo

 

  • Sviluppare modalità di ascolto e espressione delle conoscenze acquisite giorno per giorno

 

Laboratorio di Francese

Le attività dei centri estivi prevedono un laboratorio teatrale permanente in cui i bambini familiarizzeranno con la lingua francese.

Ogni laboratorio sarà strutturato in tre parti:

– Una parte focalizzata su un tema specifico e accompagnata da attività collettive per facilitare la

comprensione

– Attività singole o a piccoli gruppi sull’argomento del giorno

– Giochi in francese

Ogni laboratorio sarà indipendente, così da non penalizzare coloro che non erano presenti ai precedenti. Allo stesso tempo, la possibilità di effettuare giochi riguardanti le lezioni passate, così come l’Encyclopédie des enfants (vedi il programma), permettono al bambino di familiarizzare anche con il vocabolario delle settimane precedenti.

 

Il laboratorio inizia con una presentazione di gruppo in francese, i bambini nuovi avranno la possibilità di

ascoltare i compagni. Seguirà la lezione, organizzata sull’apprendimento di vocabolario specifico ad

un tema preciso.

Planing provvisorio dei temi trattati :

– Presentazione, frasi principali (saluto, ringraziamento…)

– Colori

– Numeri

– Animali

– Tutti a tavola

– Piante (relativamente all’orto)

– La casa

– La famiglia

– Parti del corpo

– …

In seguito alla spiegazione del vocabolario verrà fatta un’attività di gruppo per facilitarne

l’apprendimento rendendo la lezione più interattiva.

 

 

 

Programma 29 giugno 3 luglio 2015 centri estivi Settignano

  • giugno 20, 2015 8:01 pm

Programma 29 giugno 3 luglio 2015 centri estivi Settignano  www.centriestivifirenze.it

 

MATTINA

 

Lunedi 29 giugno con Samanta  – Magie di Cera  saponi e profumi magiedicerafirenze@gmail.com/ Facebook “Magie di Cerasaponiprofumi “  

in collaborazione con  l’Associazione  Culturale Culturale http://www.cavaliereazzurro.it/

Laboratorio di cera:

Andremo a conoscere le varie tipologie di cera con le loro differenze, gli stoppini, le colorazioni e le fragranze. Seguendo regole di sicurezza, sperimenteremo alcune tecniche artigianali nella creazione della stessa.

Un percorso magico da scoprire dove il bambino sperimenterà la fantasia attraverso la cera, profumi, colori e un lavoro artigianale che faceva parte del passato tramandato fino ad oggi. Sarà sbalorditivo scoprire che dopo aver utilizzato la stessa tecnica artigianale per tutti, ogni oggetto sarà esclusivo… ogni piccolo artista ha la sua mano!

Oggi

I ragazzi impareranno a fare un mosaico di cera. Coleranno la cera liquida in un piatto, dopo pochi minuti quando sarà indurita la taglieranno a cubetti per poi attaccarla in un foglio disegnato con un’immagine.

Alla fine di ogni corso verrà rilasciata una piccola dispensa.

 

Martedi 30 giugno con Chiara – Laureata in Scienze Naturali

Mi occupo di panificazione (pizzeria e pasticceria) e credo sarebbe interessante poter coinvolgere i ragazzi e farli entrare nel mondo dell’arte bianca! Per esperienza personale i bambini si divertono molto a “pasticciare”!  Perciò il programma di oggi:

Oggi pizza!

Impariamo ad impastare la farina e lavorare la pasta lievitata. Con un po’ di fantasia e i giusti ingredienti i bambini diventeranno dei provetti pizzaioli.

 

Mercoledi 1 luglio con Daniele e Stefano http://psicographicnovel.altervista.org/

“VESTIRSI DI NUVOLE, ALLA LUCE DEL SOLE”: la giornata propone come lavoro finale la realizzazione di un t-shirt disegnata e personalizzata da ognuno dei ragazzi. Ognuno sarà inviato a creare una vignetta che lo vede come protagonista: da solo o in compagnia. La vignetta, utilizzando il disegno e la scrittura  come nel fumetto (ma con tempi e spazi di narrazione più ristretti), porta alla luce gli elementi più salienti e rappresentativi di quello che si intende comunicare.

Una volta realizzata, i ragazzi verranno aiutati a riportarla sulle loro magliette; rendendo così le loro storie “indossabili” da se stessi o da chi vi si sentirà rappresentato..

obiettivi: mostrarsi, conoscere se stessi e l’altro tramite la raffigurazione a fumetto.  Il lavoro sarà suddiviso in fasi, alla fine i ragazzi saranno invitati a condividere il tema della loro t-shirt col resto del gruppo.                                                                                                                                          MATERIALE  Una t-shirt bianca o di colore chiaro da portare.

Giovedi 2 luglio  con Monicawww.spaziocreattivando.it                                                                                                              Ho illustrato un libro per bambini con cd, che è uscito da poco. Partiremo dall’ ascolto della storia per realizzare alcuni disegni. L’attività sarà adattata alle diverse età. Per i più piccoli utilizzerò disegni miei, che scaricherò dal sito della casa editrice, così li potranno colorare. I più grandi, invece, faranno un disegno libero ispirato alla storia. I disegni sono elementi singoli che, messi insieme, costituiranno un lavoro unico. Il tema dell’attività, come quella della storia, sarà la collaborazione. Puoi vedere il libro su www.FlorenceArtEdizioni.it “Gli animali stralunati”

Venerdi 3 luglio con Virginia – diplomata presso A.I.D.A. (Associazione Insegnanti Danza Accademica) insegna alla scuola di Danza Nijinsky www.scuoladanzanijinsky.com                                  HIP HOP & LET’S JAM                                                                                                                          Il laboratorio si divide in due sessioni: Jam e Contest. Per Jam si intende quel momento i cui i ragazzi, sotto la guida della coreografa, si confrontano senza limiti. Musiche di stili diversi si alternano per dare la possibilità ai danzatori di potersi esprimere liberamente o di sperimentare stili ben precisi. Per Contest invece, si intende una gara. Gruppi di tre ragazzi si confronteranno con altri gruppi in una gara composta da eliminatorie, ottavi di finale, quarti di finale, semifinale e finale.

POMERIGGIO

Con Ilaria e Lara – psicologhe specializzande in psicoterapia (collaborano con Ass. La fonte per i laboratori esperienziali  e Chiavi della città del Comune, progetto Piccoli passi verso la costituzione),  Pandora, laureata in lingue straniere e studi interculturali (collabora con l’associazione anelli mancanti) e Sara . MASS . Scambio universitario Università Laval – Québec

Laboratorio di inglese

“LET’S ACT”, Theatre Workshop

 

 

Struttura:

 

Le attività dei centri estivi prevedono un laboratorio teatrale permanente in cui i bambini familiarizzeranno con la lingua inglese.

Il laboratorio è strutturato in cinque fasi (Scrittura creativa; Dialoghi; Scene; Prove Sceniche; Rappresentazione Finale) per arrivare ad una rappresentazione scenica al termine della settimana.

I bambini apprenderanno le tecniche di scrittura creativa, si cimenteranno nella produzione di brevi dialoghi in inglese. Una volta terminata la fase di scrittura, i bambini si confronteranno con l’aspetto tecnico della rappresentazione teatrale, come la costruzione delle scene, la scelta e la realizzazione dei costumi e degli oggetti di scena e naturalmente la caratterizzazione fisica dei personaggi.

La rappresentazione finale verrà filmata dalle educatrici come ricordo del lavoro svolto insieme.

 

Obiettivi:

 

  • Creare un vocabolario di base in inglese

 

  • Familiarizzare tramite il gioco con termini di lingua straniera

 

  • Collaborare con i compagni attraverso modalità cooperative e di peer-education che favoriscono la socializzazione e l’espressione delle difficoltà

 

  • Sviluppare la creatività attraverso modalità espressive di lavoro di gruppo e singolo

 

  • Sviluppare modalità di ascolto e espressione delle conoscenze acquisite giorno per giorno

 

 

Laboratorio di Francese

Le attività dei centri estivi prevedono un laboratorio teatrale permanente in cui i bambini familiarizzeranno con la lingua francese.

Ogni laboratorio sarà strutturato in tre parti:

– Una parte focalizzata su un tema specifico e accompagnata da attività collettive per facilitare la

comprensione

– Attività singole o a piccoli gruppi sull’argomento del giorno

– Giochi in francese

Ogni laboratorio sarà indipendente, così da non penalizzare coloro che non erano presenti ai precedenti. Allo stesso tempo, la possibilità di effettuare giochi riguardanti le lezioni passate, così come l’Encyclopédie des enfants (vedi il programma), permettono al bambino di familiarizzare anche con il vocabolario delle settimane precedenti.

 

Il laboratorio inizia con una presentazione di gruppo in francese, i bambini nuovi avranno la possibilità di

ascoltare i compagni. Seguirà la lezione, organizzata sull’apprendimento di vocabolario specifico ad

un tema preciso.

Planing provvisorio dei temi trattati :

– Presentazione, frasi principali (saluto, ringraziamento…)

– Colori

– Numeri

– Animali

– Tutti a tavola

– Piante (relativamente all’orto)

– La casa

– La famiglia

– Parti del corpo

– …

In seguito alla spiegazione del vocabolario verrà fatta un’attività di gruppo per facilitarne

l’apprendimento rendendo la lezione più interattiva.

 

 

Canti d’amore, di lotta e d’anarchia Rassegna di canti popolari 27 giugno, 4, 10 e 11 luglio

  • giugno 20, 2015 7:57 pm

Canti d’amore, di lotta e d’anarchia

Rassegna di canti popolari 27 giugno, 4, 10 e 11 luglio

nel giardino della Casa del popolo di Settignano – Via S. Romano 1.

Sabato 27 giugno

Italia bella mostrati gentile

Con Susy Berni, Antonio Mereu e Nicola Cavina

la Live Performance del trio composto da: Susy Berni Voce cantata e recitata; Nicola Cavina: Chitarra; Antonio Mereu: Basso elettrico dal titolo:” Italia bella, mostrati gentile” … esplora percorsi che fanno parte del nostro vissuto; parla direttamente al cuore delle persone in uno scambio di parola, dl canto e  musica  conducendo lo spettatore attraverso un  ” Viaggio della Memoria” ; canti antichi e moderni si alternano, dando Voce alla  Lotta, alla libertà, tracciando le anime di un percorso fatto di emozioni e forza.

Ore 20.30 Apericena

Ore 21.30 Canti, racconti e poesie

Sabato 4 luglio

TODO CAMBIA : l’anima della protesta  e della libertà

Dalla nostra terra all’Europa al Sudamerica fino ai tanghi della resistenza, esplorando la passione, la rabbia, la necessità di esprimere l’anima aldilà dei condizionamenti e dell’oppressione.

Con Donatella Alamprese, Paolo Casu, e Marco Giacomini

Ore 20.30 Apericena

Ore 21.30 Concerto

Sabato 11 luglio

La Sardegna in Toscana

Con gli Ammentos

Tra  la Sardegna e la Toscana  esiste da sempre un filo conduttore .

Boscaioli  e carbonai Toscani, fin dall’800, sono venuti in Sardegna per il   taglio dei boschi ( la Sardegna ha fornito il legname per le traversine ferroviarie di tutta Italia)  e i pastori Sardi sono venuti in Toscana  per esercitare   l’arte della pastorizia, mestiere anomalo negli anni 60, in pieno boom economico quando normalmente  si emigrava per fare gli operai.

In omaggio  alla terra  di accoglienza di tanti  nostri corregionali,il gruppo musicale “Ammentos” propone una  rassegna di canti tradizionali volti a far conoscere l’antica civiltà agro pastorale della Sardegna,  regolata  da  consuetudini millenarie e arricchita da credenze religiose e  antiche superstizioni

Ore 20.30 Apericena

Ore 21.30 Concerto                                             RISERVATO SOCI ARCIrassegnaestiva2015donatella rassegnaestiva2015susy_Pagina_1 Rassegna canti popolari estate 2015 rassegnaestiva2015ammentos_Pagina_1