{"id":682,"date":"2019-01-29T19:59:20","date_gmt":"2019-01-29T18:59:20","guid":{"rendered":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/?p=682"},"modified":"2019-01-29T19:59:20","modified_gmt":"2019-01-29T18:59:20","slug":"nova-vlna-il-cinema-della-primavera-di-praga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/?p=682","title":{"rendered":"NOV\u00c1 VLNA &#8211; Il Cinema della Primavera di Praga"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-683 alignleft\" src=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2019\/01\/nova-vlna-logorosso.jpg\" alt=\"\" width=\"501\" height=\"354\" srcset=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2019\/01\/nova-vlna-logorosso.jpg 3307w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2019\/01\/nova-vlna-logorosso-300x212.jpg 300w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2019\/01\/nova-vlna-logorosso-768x543.jpg 768w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2019\/01\/nova-vlna-logorosso-1024x724.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 501px) 100vw, 501px\" \/><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b>Venerd\u00ec 1 febbraio 21.30<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b><i>Sedmikr\u00e1sky<\/i><\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\">Un film di Vera Chytilov\u00e1. Con Ivana Karbanov\u00e0, Jitka Cerhova, Marie Ceskova. Durata: 74 min.<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\">&nbsp;Cecoslovacchia 1966&nbsp;<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\">Sottotitolato in italiano<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b>Mettere per iscritto una linea di trama per Le margheritine, secondo lungometraggio e opera pi\u00f9 famosa di V\u0115ra Chytilov\u00e1, \u00e8 pressoch\u00e9 impossibile. Si inizia, gi\u00e0 dai titoli di testa, con gli ingranaggi di un volano per la filatura, quindi le donne, alternati alle bombe sganciate dagli aerei statunitensi, maschi, sul Pacifico durante la Seconda Guerra Mondiale, per poi presentare le due protagoniste, entrambe di nome Marie, che siedono in costume da bagno su una piattaforma, annoiate e robotiche nei movimenti accentuati da stridori industriali\/legnosi e nelle parole che escono meccanicamente dalle loro bocche. Parlano di come il mondo sia diventato cattivo, malvagio, e di come diventare cattive come il mondo possa essere l\u2019unico modo per sopravvivere. Improvvisamente, si ritrovano di fronte al biblico Albero della conoscenza del Bene e del Male, che poi ritorner\u00e0 con un ruolo maggiore nel successivo film della Chytilov\u00e1, Il frutto del paradiso, e di esso mangiano il frutto, non certo a caso una mela, per ritrovarsi altrettanto all\u2019improvviso nel loro appartamento, pronte a distruggere sistematicamente tutto ci\u00f2 che si troveranno di fronte, dalla carta al cibo, dall\u2019etichetta alle emozioni degli uomini, fra scherzi sempre pi\u00f9 irriverenti e voracit\u00e0 nello scroccare. \u201cSuccede\u201d di tutto, in Le margheritine, nel ritmo narrativo forsennato di una commedia drammatica e profondamente amara dedicata, apertamente, a chi ancora si indigna e continua a lottare: le due Marie si lanciano in appuntamenti galanti con uomini ben pi\u00f9 anziani e con ridicoli collezionisti di farfalle, vengono messe alla porta per aver creato un putiferio in un locale anni Venti, si ritrovano fra fiori e frutti in una sorta di Giardino dell\u2019Eden nel quale tutto si pu\u00f2 trovare fuorch\u00e9 la salvezza, devastano tutto ci\u00f2 che gli capita a tiro, fino a ritrovarsi in una fabbrica abbandonata e poi in una stanza con un enorme buffet imbandito, probabilmente destinato agli uomini del Partito, nella quale si lanciano cibo e piatti, ballando sul tavolo rompendo le bottiglie, e poi venendo condannate a rimettere tutto a posto, sommariamente, senza cura, perch\u00e9 la scricchiolante societ\u00e0 cecoslovacca che di l\u00ec a due anni si sarebbe trovata in piena Primavera di Praga, l\u2019accuratezza, di certo non la meritava. Fino alla caduta su di loro di quello stesso lampadario su cui le due si erano appena scherzosamente arrampicate, proprio come le bombe marchiate USA, lanciate dagli aeroplani, annientavano il Pacifico durante la Guerra.<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b>Marco Romagna<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b>Venerd\u00ec 8 febbraio 21.30<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b>Baron Pr\u00e1sil<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\">Un film di Karel Zeman. Con Jana Brejchova, Milos Kopecky, Rudolf Jelinek, Karel Hoger, Miroslav Holub. Durata 90 min.&nbsp; Cecoslovacchia 1962<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\">Sottotitolato in italiano<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b>Da molto tempo il vanaglorioso Barone di Munchhausen (Milos Kopeck\u00fd) si \u00e8 appartato dal mondo caotico degli uomini scegliendo la Luna come sua residenza, ma, imbattutosi in Tonik, il primo astronauta venuto dalla Terra, ed appreso da lui che l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 ancora una volta dilaniata dagli odi e dalle guerre, accetta di tornare sul pianeta per liberare la principessa Bianca dal crudele Sultano che l&#8217;ha presa prigioniera. Convinto di far breccia nel cuore della bella fanciulla, il Barone esibisce tutto il suo valore sbaragliando gli eserciti e la flotta del nemico, ma, quando comprende che Bianca \u00e8 perdutamente innamorata di Tonik, fa buon viso a cattivo gioco e decide di portarli con s\u00e9 sulla Luna che, da sempre, \u00e8 la patria degli innamorati.<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b>Karel Zeman torna a stupire il pubblico con la sua ineguagliabile abilit\u00e0 nel narrare i sogni della fantasia. Come altre sue celebri pellicole, anche questa \u00e8 realizzata con la geniale tecnica mista che fa muovere attori in carne ed ossa tra animazioni e fondali dipinti sullo stile delle stampe ottocentesche di Gustav Dor\u00e9 e come in altre occasioni, anche qui la favola \u00e8 al servizio di un limpido messaggio di pace. La sceneggiatura rielabora i racconti di R. E. Raspe innescandovi situazioni riadattate dal Cyrano di Rostand (il cui eroe \u00e8 anche tra i protagonisti del film) e spunti tipici da (sia pur elementare) avventura spaziale alla George M\u00e9li\u00e8s.<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b>&nbsp;<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b>Venerd\u00ec 15 febbraio 21.30<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b>Valerie a t\u00fdden divu<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\">&nbsp;Un film di Jaromil Jires. Con Jaroslava Schallerov\u00e8, Helena An\u00fdzov\u00e1, Durata 92 min. Cecoslovacchia 1969.<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\">Sottotitolato in italiano<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b>, Valerie e la sua settimana di meraviglie. E di meraviglie si parla, signori. A partire dalla bellezza conturbante di Valerie, Jaroslava Schallerov\u00e0. Valerie si muove in un contesto irreale e fuori dal tempo, forse alla fine del 1800, forse in un piccolo paese della Cecoslovacchia. Sin dalle prime immagini si capisce che si tratta di sogni, incubi e allucinazioni che si mescolano alla verit\u00e0. Macchie nere di suore in un campo di grano. Strani personaggi vampireschi neri e bianchi. Una meravigliosa Helena Anyzova, Matka la nonna, cos\u00ec eterea da sembrare irreale. La sua camminata austera e la sua postura elegante e puritana si mescolano alla perdizione di un buco in un ritratto con lascive proposte al parroco del paese. Mentre il vento scuote gli alberi e soldati ubriachi si fustigano a petto nudo, l\u2019acqua prende fuoco e le foglie diventano mille petali trasportati nella fresca sera primaverile. Il sole pallido scalda a malapena le fredde mura che nascondono ingranaggi polverosi e svolazzanti di piume di gallina. Una tavola imbandita in un campo per un bicchiere di vino, poi un altro, poi un altro ancora. I dettagli delle bottiglie, della lente di uno specchio in argento. Della camera bianca, bianchissima di Valerie, e dei suoi piedi nudi sul parquet di betulla. Le immagini surreali e oniriche si susseguono, mentre Orlic sembra l\u2019unica figura rassicurante di tutto il film. I giorni luminosi sono appannaggio dell\u2019infanzia e dell\u2019adolescenza o si possono vivere anche nelle altre fasi della vita? Quei giorni pieni di luce, in cui tutto l\u2019universo sembra girarci intorno, durante i quali i colori, i profumi, ogni essere vivente \u00e8 esaltato nella sua essenza. Poi, con il passare degli anni, una patina di grigio sembra ricoprire gli occhi e gli altri sensi. Ci abbrutiamo, diventiamo insensibili, invecchiamo il nostro sentire fino a non meravigliarci pi\u00f9 di nulla. Fino ad arrivare, un mattino, a dover constatare che nello specchio nel quale stiamo guardando nessuna immagine \u00e8 riflessa. Valerie ci ricorda, con il suo sguardo dubbioso ma pieno di curiosit\u00e0 e di speranza, che la vita \u00e8 una passeggiata a piedi nudi, un seno acerbo, una stanza buia con una lanterna in mano. Valerie ci dice, in silenzio, che quel vento freddo che si alza la sera \u00e8 solo l\u2019abbraccio della morte che ci passa vicino e che scherza con noi, che ci avvolge nel suo mantello nero. E se poi spunta una perla in bocca vuol dire che l\u2019abbiamo ingannata ancora una volta.<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\">Scritto da: Paul Inno<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b>Venerd\u00ec 22 febbraio 21.30<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b>Ovoce stromu rajsk\u00fdch&nbsp;<\/b><b>&nbsp;<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\">Un film di V\u011bra Chytilov\u00e1. Con Jitka Novakova, Karel Novak, Jan Schmid. Cecoslovacchia, 1970. &nbsp;98 minuti<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\">Sottotitolato in italiano<\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b>&#8220;E quando Eva vide che l&#8217;albero era desiderabile, prese il frutto e lo mangi\u00f2. Lo diede a suo marito e lui lo mangi\u00f2. Ed entrambi i loro occhi si aprirono, e scoprirono di essere entrambi nudi E sentirono la voce di Dio, ai piedi del Paradiso. E l&#8217;uomo e la donna si nascosero alla presenza di Dio, tra gli alberi e i frutti del Paradiso&#8221;.<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b>Solamente per quei nove, caleidoscopici minuti di prologo, si potrebbe discorrere di capolavoro inestinguibile attraverso il tempo: Adamo ed Eva, testurizzati nelle geometrie topiarie di un Giardino dell&#8217;Eden incandescente e dall&#8217;istantaneo effetto psicotropo. Un immaginifico affresco visivo in continua (s)composizione tra psichedelie di natura floreale e sostanze organiche finch\u00e8, alla rapida ricomposizione di quel luogo (e dell&#8217;immagine) al suo aspetto originario, il fatidico frutto (la mela), non cade dall&#8217;albero proprio nelle mani di Eva, la quale, con sguardo malizioso rivolto in camera, si appresta ovviamente ad addentarla. Da questo punto in poi, V\u011bra Chytilov\u00e1 (tra le pi\u00f9 provocatorie, nonch\u00e8 massime esponenti della gloriosa Nov\u00e1 vlna ceca) cambia direzione abbandonando, almeno in parte, quelle abbacinanti scenografie sperimentali, rievocanti inoltre certe correnti dell&#8217;underground americano, come quella dei film-painting (Fuses, ad esempio recente), per rientrare nel pi\u00f9 a lei connaturale habitat di matrice surrealista, acuito di toni grotteschi e inaugurato quattro anni prima con Le Margheritine (Semidrasky); il film che le cost\u00f2 un esposto dal governo e che a detta di molti, non solo resiste come capolavoro personale, ma anche come probabile caposaldo di tutta quella corrente avanguardista che fermentava alle porte della Primavera di Praga. Ci\u00f2 che segue in Fruit of Paradise, \u00e8 una rilettura radicale e serratamente simbolica sulla caduta dell&#8217;uomo. Spinta dallo stesso impeto visionario dell&#8217;opera precedente, la cineasta di Ostrava inscena qui, il tutto, con i tratti caratteristici di una novella (sfumata di mystery), che vede la succitata Eva trovarsi coinvolta al centro di un falotico m\u00e9nage \u00e0 trois, sospesa tra la via della rettitudine e quella della tentazione: tra una malcelata passivit\u00e0 nei confronti del marito Josef\/Adamo&nbsp;<\/b><b>(rappresentazione dell&#8217;uomo perfettamente inquadrato in una societ\u00e0 oppressiva e consumistica, grigia come l&#8217;abito che indossa)&nbsp;<\/b><b>e una fervente attrazione, al contrario, per l&#8217;enigmatico Robert\/il diavolo (ovviamente vestito di rosso; emblema del proibito, della sovversione al regime, alle convenzioni tradizionali).<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\"><b>da Frank ViSo<\/b><\/span><\/p>\n<p align=\"right\"><a href=\"http:\/\/visionesospesa.blogspot.com\/2016\/01\/fruit-of-paradise-ovoce-stromu-rajskych.html\"><span style=\"font-family: 'comic sans ms', sans-serif;font-size: large\">http:\/\/visionesospesa.blogspot.com\/2016\/01\/fruit-of-paradise-ovoce-stromu-rajskych.htm<\/span>l<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 1 febbraio 21.30 Sedmikr\u00e1sky Un film di Vera Chytilov\u00e1. Con Ivana Karbanov\u00e0, Jitka Cerhova, Marie Ceskova. Durata: 74 min. &nbsp;Cecoslovacchia 1966&nbsp; Sottotitolato in italiano Mettere per iscritto una linea di trama per Le margheritine, secondo lungometraggio e opera pi\u00f9 famosa di V\u0115ra Chytilov\u00e1, \u00e8 pressoch\u00e9 impossibile. Si inizia, gi\u00e0 dai titoli di testa, con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":355,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,8,1],"tags":[],"class_list":["post-682","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-cinemanemico","category-eventi","category-general"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/682","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/355"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=682"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/682\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":684,"href":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/682\/revisions\/684"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=682"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=682"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=682"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}