{"id":658,"date":"2018-12-01T17:20:40","date_gmt":"2018-12-01T16:20:40","guid":{"rendered":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/?p=658"},"modified":"2018-12-01T17:21:25","modified_gmt":"2018-12-01T16:21:25","slug":"ragazzi-in-cammino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/?p=658","title":{"rendered":"RAGAZZI IN CAMMINO"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-659\" src=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2018\/12\/logo.jpg\" alt=\"\" width=\"770\" height=\"539\" srcset=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2018\/12\/logo.jpg 1588w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2018\/12\/logo-300x210.jpg 300w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2018\/12\/logo-768x537.jpg 768w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2018\/12\/logo-1024x716.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 770px) 100vw, 770px\" \/><\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>Venerd\u00ec 7 dicembre 21.30<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>Hjartasteinn<\/b><\/p>\n<p align=\"center\">Regia di Gu\u00f0mundur Arnar Gu\u00f0mundsson. Un film con S\u00f8ren Malling, N\u00edna D\u00f6gg Filippusd\u00f3ttir, Gunnar Jonsson, Sveinn \u00d3lafur Gunnarsson, Nanna Krist\u00edn Magn\u00fasd\u00f3ttir. Islanda, 2016, durata 129 minuti.<\/p>\n<p align=\"center\">Sottotitolato in italiano<\/p>\n<p align=\"center\"><b>&nbsp;<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>UN FILM DALLA FORZA MAGNETICA, CHE NON SI PIEGA ALLA RETORICA E RACCONTA L&#8217;AMORE PURO, QUELLO NASCOSTO E INDIMENTICABILE<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>&nbsp;<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>Queer Lion alla 73. Mostra del Cinema di Venezia e in concorso al Lovers Film Festival di Torino,&nbsp;<i>Heartstone<\/i>di Gu\u00f0mundur Arnar Gu\u00f0mundsson \u00e9 un malinconico racconto di scoperta. Perch\u00e9 i protagonisti Thor e Christian scoprono, o meglio, iniziano a percepire la propria sessualit\u00e0 mentre la natura del piccolo centro islandese fa da padrona, madre e matrigna di una societ\u00e0 ancora troppo cieca per accettare il fiorire di una sessualit\u00e0 &#8220;diversa&#8221;. I due ragazzi sono innanzitutto due amici, trascorrono l&#8217;estate passando molto tempo insieme, iniziano a corteggiare due coetanee, affrontano i drammi familiari. Ma in Christian, pi\u00f9 maturo e consapevole del candido Thor, esplode il desiderio di essere libero, di non fingere pi\u00f9 e trattenere gli sguardi e i gesti verso il suo amico.<\/b><\/p>\n<p align=\"right\"><b>Recensione di Andreina Di Sanzo<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>&nbsp;<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>&nbsp;<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>Venerd\u00ec 14&nbsp;<\/b><b>dicembre&nbsp;<\/b><b>21.30<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>KING JACK<\/b><\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;Un film di Felix Thompson. Con Charlie Plummer, Cory Nichols, Christian Madsen, Danny Flaherty, Erin Davie Chloe Levine, Richardson Elijah, Keith Leonard, Scott LeRoy, Meeko, Melvin Mogoli, Elijah Richardson, William Rubel, Divitto Tony, Yainis Ynoa Avventura, durata 81 min. &#8211; USA 2015.<\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;Sottotitolato in italiano<\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>L&#8217;AMBIENTE E LE PERSONE OSTILI, NON ANNULLANO LA RICERCA DELLA FELICIT\u00c0.<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>&nbsp;<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>Jack (Charlie Plummer) ha perso il padre e vive con la madre e il fratello maggiore in un quartiere depresso della periferia americana, un territorio dominato da Shane (Danny Flaherty), un bullo spietato, e dai suoi scagnozzi. Tormentato dalle angherie di Shane, in difficolt\u00e0 con le ragazze e con la scuola, Jack si ritrova suo malgrado a dover accudire il cuginetto Ben (Cory Nichols), che si trasferisce a casa sua. Tra i due inizia a nascere un\u2019amicizia, ma la cruda violenza di Shane incombe su entrambi.<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>&nbsp;<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>La vicenda si snoda tra gli stretti confini del mondo limitato di Jack: la scuola, la casa di legno dalle porte che si aprono con una spallata, il parco e le quattro strade del quartiere sono il terreno di caccia della banda dei bulli, che non si limita alla derisione ma infierisce sulle vittime con ogni genere di violenza fisica. Violenze che il regista mette in scena crudamente e ripetutamente, dipingendo una realt\u00e0 senza scampo, dove il degrado sociale e culturale sembrano impedire anche solo di immaginare scenari e futuri diversi. L\u2019unico rifugio di Jack \u00e8 il ricordo dell\u2019infanzia con il padre, quando giocava ad essere il re della casa e del mondo, ma l\u2019arrivo di Ben lo costringer\u00e0 a fare i conti con la realt\u00e0 e a decidere se continuare a vivere sottotraccia o prendere invece il coraggio a due mani.<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>&nbsp;<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>Primo lungometraggio del regista, il film procede in un\u2019atmosfera soffocante e priva di luce, senza riuscire a trovare chiavi di approfondimento o suggestioni che diano uno spessore diverso alla ripetitiva riproposizione delle angherie della banda di Shane. Thompson non riesce a trasformare il suo racconto in una vera storia di formazione: confina in secondo piano anche lo spunto narrativo che d\u00e0 il titolo al film, l\u2019infanzia serena di Jack e la sua relazione con il padre perduto, e affida il suo messaggio ai pochi minuti delle scene finali. Tutto il peso della narrazione \u00e8 dunque sulle spalle di Charlie Plummer e Cory Nichols, che si rivelano due giovanissimi attori molto sensibili, in particolare il piccolo Cory, che interpreta in maniera tenera e ironica Ben, un bambino che la vita ha reso molto pi\u00f9 maturo della sua et\u00e0. Nella sua crudezza, il film ha il pregio di indicare quali siano le pi\u00f9 terribili conseguenze del degrado delle periferie, della privazione di punti di riferimento familiari e sociali, e della strisciante assuefazione all\u2019omert\u00e0 ed al silenzio, che altro non sono se non indifferenza e paura. E la paura e l\u2019indifferenza uccidono<\/b><b>&nbsp;<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>&nbsp;<\/b><\/p>\n<p align=\"right\"><b>Recensione di Poor Yorick<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Venerd\u00ec 21 dicembre 21.30<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>LITTLE MEN<\/b><\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;Un film di Ira Sachs. Con Jennifer Ehle, Alfred Molina, Greg Kinnear, Talia Balsam, Andy Karl.&nbsp; Clare Foley, Yolonda Ross, Michael Barbieri, Arthur J. Nascarella, Paulina Garc\u00eda, Elia Monte-Brown durata 85 min. &#8211; USA, Grecia 2016..<\/p>\n<p align=\"center\">Sottotitolato in italiano<\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>IL VOTO DEL SILENZIO PER FAR FRONTE ALLE DISPUTE FAMILIARI<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>&nbsp;<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>I bambini ci guardano. E ci giudicano. \u00c8 un delicato, garbato, sussurrato ritratto di quella magica sospensione tra l\u2019infanzia e l\u2019adolescenza, il cine-romanzo di formazione (all\u2019acquerello) Little Men di Ira Sachs, sensibile regista americano gi\u00e0 Teddy Award per il verace Keep The Lights On. Qui torna all\u2019analisi intima di un nucleo famigliare nello stile del precedente I toni dell\u2019amore (Love Is Strange) ma questa volta dal punto di vista dei pi\u00f9 piccoli, due ragazzini intorno ai tredici anni, la cui amicizia \u00e8 messa in discussione dagli attriti fra le rispettive famiglie: Jake (Theo Taplitz, assai calibrato) \u00e8 introverso e apparentemente fragile, forse gay, appassionato di arte figurative, mentre il suo amichetto Tony (Michael Barbieri, una vera rivelazione, a tratti posseduto da un\u2019empatica affinit\u00e0 cinegenica che ricorda il primissimo Pacino) \u00e8 pi\u00f9 sbruffoncello e dinisibito, frequenta un corso di recitazione tenendo testa al carismatico docente vistosamente omosessuale e cerca di imporre la sua personalit\u00e0 dimostrando una sicurezza di s\u00e9 pi\u00f9 \u2018costruita\u2019 che reale.<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>I due si avvicinano, si \u2018annusano\u2019, si frequentano, si aiutano nello schivare il bullismo dominante a scuola e cercano di attraversare insieme quella complessa fase di formazione della coscienza di s\u00e9 che Ira Sachs riesce a rendere sullo schermo, con un tratto paterno e non paternalistico, quasi zavattiniano, non indugiante nel didattico, a tratti persino poetico (la bellissima scena del \u2018passaggio di consegne\u2019 nel salotto, in cui Jake sembra comportarsi come il vero padre di entrambi, capace di fornire la soluzione pi\u00f9 semplice ed efficace del problema famigliare). S\u00ec, perch\u00e9 i due cerbiattini imberbi rischiano la separazione poich\u00e9 i genitori di Jake hanno bisticciato con la madre di Tony, una sarta cilena \u2013 la bravissima Paulina Garcia, dolente al punto giusto \u2013 che vorrebbero far sloggiare dall\u2019appartamento\/atelier a piano terra, di loro propriet\u00e0, nel palazzo dove sono andati a vivere in seguito alla morte del nonno.<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>Little Men non ha ancora una distribuzione italiana \u2013 \u00e8 stato presentato alla Berlinale nella sezione Generation Kplus dedicata a prodotti sul tema dell\u2019adolescenza \u2013 ma la meriterebbe. (R. Schinardi, Gay.it)<\/b><\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Venerd\u00ec 28 dicembre 21.30<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>EASTERN BOYS<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">Regia di Robin Campillo. Un film con Olivier Rabourdin, Kirill Emelyanov, Daniil Vorobyov, Ed\u00e9a Darcque, Camila Chakirova. &#8211; Francia, 2013, durata 128 minuti.<\/p>\n<p align=\"center\">Sottotitolato in italiano<\/p>\n<p><b>&nbsp;<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>Corpi comprati. Corpi desiderati. Corpi amati. Robin Campillo, gi\u00e0 montatore e sceneggiatore per Laurent Cantet alla sua opera seconda, costruisce una storia sull\u2019evoluzione dei sentimenti concentrando i momenti cruciali del rapporto tra Daniel, un cinquantenne riservato, e Marek, un ragazzo dell\u2019est Europa incontrato alla Gare du Nord, su alcuni loro momenti di sessualit\u00e0. Che sono al principio dominati dal denaro e man mano sempre pi\u00f9 dal sentimento. Marek \u00e8 uno sbandato, Daniel se ne innamora fino a mettere in gioco la propria integrit\u00e0 fisica quando il ragazzo \u00e8 minacciato dalla banda di cui ha fatto a lungo parte. Uno scambio lento, ma impossibile da fermare.<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>Ma non si faccia l\u2019errore di pensare che Eastern Boys sia un film sull\u2019omosessualit\u00e0, sarebbe davvero troppo riduttivo. Campillo \u00e8 interessato agli slittamenti del cuore, la storia tra Daniel e Marek un pretesto per raccontare come possono evolvere i sentimenti all\u2019interno di una coppia, qualunque essa sia. Cambiamento che pu\u00f2 escludere la sessualit\u00e0 per arrivare alla scoperta di un altro tipo d\u2019amore. E quello tra i due protagonisti si spinger\u00e0 infatti verso zone a loro sconosciute, unendoli alla fine in un legame padre figlio pi\u00f9 forte di qualsiasi ostacolo. Con l\u2019inatteso scarto finale, Campillo chiude emotivamente un\u2019opera impeccabile, trattenuta nella messa in scena di evidente estrazione documentaria come nella recitazione degli attori principali. Olivier Rabourdin e Kirill Emelyanov sfoderano volti incredibilmente espressivi e non meno riescono, con estremo pudore, a far parlare la pelle. Come gi\u00e0 ampiamente dimostrato da Garrel, i cineasti francesi possiedono un tocco speciale nell\u2019analizzare le infinite forme dell\u2019amore.<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>&nbsp;<\/b><\/p>\n<p align=\"right\"><b>Fabrizio Del Dongo<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Venerd\u00ec 7 dicembre 21.30 Hjartasteinn Regia di Gu\u00f0mundur Arnar Gu\u00f0mundsson. Un film con S\u00f8ren Malling, N\u00edna D\u00f6gg Filippusd\u00f3ttir, Gunnar Jonsson, Sveinn \u00d3lafur Gunnarsson, Nanna Krist\u00edn Magn\u00fasd\u00f3ttir. Islanda, 2016, durata 129 minuti. 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