{"id":485,"date":"2016-10-29T18:10:46","date_gmt":"2016-10-29T16:10:46","guid":{"rendered":"http:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/?p=485"},"modified":"2016-10-29T23:41:06","modified_gmt":"2016-10-29T21:41:06","slug":"popoli-sotto-assedio-2016","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/?p=485","title":{"rendered":"POPOLI SOTTO ASSEDIO (2016)"},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"POPOLI SOTTO ASSEDIO(2016)\" width=\"600\" height=\"338\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/8yUKiEGo9CI?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>Venerd\u00ec 4 novembre 21.30<\/b><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>Mandariinid<\/b><\/h2>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>Un film di Zaza Urushadze. Con Misha Meskhi, Giorgi Nakashidze, Elmo N\u00fcganen, Raivo Trass, Lembit Ulfsak Drammatico, durata 87 min. &#8211; Estonia 2014Inglese, \u2013 sub. Ita<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>La storia di una linea spazio-temporale tesa tra due fronti e una sola assurda carneficina<\/b><\/p>\n<table class=\"mceItemTable aligncenter\" style=\"width: 40px;height: 48px\" border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\">\n<p align=\"right\"><b>\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: center\"><b>\u00a0Ivo e Margus provano a resistere sulla loro terra, ambita dai georgiani e difesa dagli abcasi. Ivo, esiliato estone, costruisce cassette per i mandarini di Margus, vicino di casa compatriota che sogna un ultimo raccolto prima di abbandonare il villaggio. Ivo invece non ha mai pensato di andarsene perch\u00e9 in quei luoghi &#8216;riposa&#8217; il suo bene pi\u00f9 prezioso. Vecchio e saggio Ivo \u00e8 suo malgrado travolto dagli eventi. Uno scontro tra georgiani e mercenari ceceni, in cui sopravvivono soltanto due soldati, lo costringe a intervenire e a soccorrere nella propria casa e coi propri mezzi i feriti. Di parte avversa, i due ospiti provano a convivere sotto lo stesso tetto e sotto lo sguardo rigoroso di Ivo che converte il loro odio ottuso in un sentimento nobile e complesso.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><b>&#8220;La guerra \u00e8 sempre stupida&#8221;, scriveva Giuseppe Ungaretti ma ci sono guerre, &#8220;particolarmente stupide&#8221; come il conflitto georgiano-abcaso esploso all&#8217;indomani della dissoluzione dell&#8217;Unione Sovietica. In quel teatro di guerra, ficcato tra le montagne e il Mar Nero, Zaza Urushadze cerca, scava e trova le parole (e le immagini) per dire dell&#8217;irragionevolezza delle contese e della fermezza di due uomini che scelgono di non disertare la loro terra e la loro vita. Selezionato come miglior film straniero agli Oscar e ai Golden Globe, Mandarini non \u00e8 un film di guerra abitato da supereroi che cuciono punti di sutura al fronte, \u00e8 piuttosto la storia di una breccia, di una linea spazio-temporale tesa tra due fronti e una sola assurda carneficina. Costretti dalle ferite in una zona franca, i due militari, uno georgiano e l&#8217;altro ceceno, diventano attori di un dramma pi\u00f9 teatrale che cinematografico, che elude la prevedibilit\u00e0 con un paio di scarti narrativi e un cast di attori rari, capaci di muoversi tra sopraffazione e compassione. Su tutti il &#8216;padrone di casa&#8217; di Lembit Ulfsak, che abita una sede pacifica di poesia e incarna l&#8217;onore e la necessit\u00e0 di comunanza nella sofferenza.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>Venerd\u00ec 11 novembre 21.30<\/b><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>Indig\u00e8nes<\/b><\/h2>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>Un film di Rachid Bouchareb. Con Jamel Debbouze, Samy Naceri, Roschdy Zem, Sami Bouajila. Bernard Blancan Titolo originale Indigenes. Drammatico, durata 125 min. &#8211; Francia 2006.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>Francese \u2013 sub. Ita<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><b>Soldati a tutti gli effetti ma senza diritti<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>Algeria, 1943. Al richiamo dell&#8217;arruolamento per liberare la &#8220;patria&#8221; francese dai tedeschi, risponde il giovane e povero Said (Jamel Debbouze, il buffo protagonista di Angel-A, bravissimo in questo personaggio orgogliosamente umile), che parte lasciando sola la madre addolorata. Insieme a lui, Abdelkader, Messaoud e Yassir e tanti altri &#8220;soldati indigeni&#8221; cui l&#8217;esercito riserva un trattamento diverso rispetto ai commilitoni francesi. Ai soldati africani non \u00e8 concesso lo stesso rancio, n\u00e9 le licenze, le promozioni o i ruoli di comando che invece spettano ai francesi. Ma combattono come i loro compagni, muoiono come loro, soffrono come loro e alla fine con dignit\u00e0 e valore conquistano la stima e il rispetto del sergente del battaglione. Combattimenti sanguinosi: Italia, Provenza, Vosges, Alsazia, ricostruiti con un realismo semplice e espressivo, lontano dagli effetti hollywoodiani, si alternano alla vita da campo descritta attraverso i particolari legami psicologici e affettivi che si instaurano fra i soldati. Il regista francese-algerino Rachid Bouchareb racconta un episodio della Storia trascurato dalla memoria collettiva per parlare dei suoi antenati, per trasmettere la grande umanit\u00e0 di un popolo e di una nazione. E lo fa con il respiro ampio di un cinema di guerra classico, profondo e emozionante, privo di ogni retorica.<\/b><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>Venerd\u00ec 18 novembre 21.30<\/b><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>L&#8217;envahisseur<\/b><\/h2>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>Un film di Nicolas Provost. <\/b><b>Con Isaka Sawadogo, Stefania Rocca, Serge Riaboukine, John Flanders, Carole Weyers, CinSyla Key, Tibo Vandenborre. <\/b><b>Dieudonn\u00e9 Kabongo, Noureddine Farihi, Isaka Sawadogo. Drammatico, durata 95 min. &#8211; Belgio 2011<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>Francese, sub. Ita<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>L&#8217;immigrato Amadou diviso tra bisogno di amore e desiderio di vendetta<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><b>Amadou \u00e8 un immigrato clandestino africano che trova lavoro a Bruxelles in un&#8217;impresa edile. Chi lo sfrutta \u00e8 africano come lui e lo costringe a vivere in un luogo degradato. Il giorno in cui scopre che un suo compagno di sventura \u00e8 stato buttato fuori dal dormitorio perch\u00e9 ammalato, Amadou decide di ribellarsi sfasciando l&#8217;auto dello sfruttatore. Da quel momento diventa oggetto e soggetto di una caccia all&#8217;uomo che sembrerebbe trovare una tregua solo nel rapporto con una donna belga: Agn\u00e8s.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><b>Una donna giovane e bella, nuda su una spiaggia e inquadrata a partire dalla vagina. Questa \u00e8 l&#8217;immagine di apertura del film che ricorda allo spettatore pi\u00f9 avvertito il censuratissimo quadro di Gustave Courbet &#8220;L&#8217;origine del mondo&#8221;. Amadou ha fatto naufragio in prossimit\u00e0 di una spiaggia di nudisti e la donna che gli si avvicina \u00e8 la prima immagine della nostra civilt\u00e0 che si rivela al suo sguardo. Ci sar\u00e0 un&#8217;altra donna nella storia, la manager Agn\u00e8s, alla quale lui penser\u00e0 di fare riferimento non comprendendo che non sar\u00e0 possibile. Intanto per\u00f2 l&#8217;immigrato clandestino avr\u00e0 attraversato una sorta di kubrickiana porta delle stelle oltre la quale trover\u00e0 un mondo in cui a dettare le regole che prevedono il degrado dei sottoposti sar\u00e0 qualcuno che ha la pelle del suo stesso colore. Nella prima parte Nicolas Provost (grazie alla collaborazione con il suo attore preferito Issaka Sawadogo) riesce a offrirci l&#8217;immagine di un uomo integro messo a confronto con una societ\u00e0 che non ha niente della bellezza che gli si \u00e8 presentata dinanzi su una spiaggia sconosciuta. Progressivamente per\u00f2 finisce con il precipitare in un m\u00e8lo alla cui tenuta non giovano anche alcuni vuoti di sceneggiatura (vedi la doppia visita all&#8217;abitazione del boss che inizialmente risultava ben protetta). Anche se lo sguardo della macchina da presa resta lucido \u00e8 la storia che, suddividendosi tra vendette e richieste di amore, finisce con l&#8217;indebolirsi proprio quando vorrebbe ottenere l&#8217;effetto opposto<\/b><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<h2 style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>Venerd\u00ec 25 novembre 21.30<\/b><\/h2>\n<h2 style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>Loin des Hommes<\/b><\/h2>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>Un film di David Oelhoffen. Con Viggo Mortensen, Reda Kateb, Djemel Barek, Vincent Martin, Nicolas Giraud. \u00a0\u00a0Jean-J\u00e9rome Esposito, Hatim Sadiki, Yann Goven, Antoine R\u00e9gent, Sonia Amori, Antoine Laurent, Angela Molina Drammatico, durata 110 min. &#8211; Francia 2014 Francese, sub. Ita<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\" align=\"center\"><b>Un western a tutti gli effetti, dalle riprese magnificenti alla presentazione di una realt\u00e0 socio-culturale quasi inestricabile<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><b>Algeria, 1954. La rivolta contro i francesi sta prendendo sempre pi\u00f9 corpo e Daru, insegnante di sangue misto franco-spagnolo nato nel Paese, insegna a leggere e scrivere ai bambini figli dei pastori di una localit\u00e0 perduta tra i monti dell\u2019Atlante. Gli viene consegnato un prigioniero algerino che ha ucciso un cugino. Il suo compito \u00e8 scortarlo alla citt\u00e0 pi\u00f9 vicina perch\u00e9 venga giudicato e condannato a morte. Daru non intende eseguire la consegna.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><b>\u00c8 un racconto di Albert Camus che ben conosceva la situazione algerina ad ispirare questo film che per gran parte del tempo rispetta l\u2019assunto. Daru e il suo prigioniero scelgono di stare lontani dagli uomini proprio per dare spazio ad un\u2019umanit\u00e0 che la guerra, strada per strada e sentiero per sentiero, vorrebbe cancellare in nome del \u2018dovere\u2019. I due uomini imparano progressivamente a conoscersi in quello che il regista francese considera un western a tutti gli effetti. Gli va riconosciuto in materia il rispetto dei luoghi classici del genere che lo spettatore non faticher\u00e0 a riconoscere.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><b>Ci\u00f2 che gli difetta nella prima parte \u00e8 per\u00f2 la scelta dei tempi. Assistiamo cio\u00e8 a una dilatazione di situazioni che vorrebbero divenire essenziali da un punto di vista della significazione ma talvolta mancano l\u2019obiettivo. Ci\u00f2 che resta invece impresso, oltre alla magnificenza delle riprese di un territorio tanto arido quanto visivamente efficace, \u00e8 la presentazione di una realt\u00e0 socio-culturale quasi inestricabile. I soldati algerini che hanno combattuto per l\u2019esercito francese durante la seconda guerra mondiale ora gli si rivoltano contro ma sanno distinguere in Daru colui che per gli autoctoni \u00e8 adesso considerato un francese mentre per i francesi \u00e8 un algerino. Ci\u00f2 che invece suona un po\u2019 stonato alla sensibilit\u00e0 moderna (ma che probabilmente faceva parte del racconto di Camus) \u00e8 quel tanto di paternalismo \u2018alla francese\u2019 che finisce con il dettare la strada al \u2018povero\u2019 prigioniero che viene liberato dal \u2018maestro\u2019 con tanto di viatico in chiave di declamazione religiosa.<\/b><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Venerd\u00ec 4 novembre 21.30 Mandariinid Un film di Zaza Urushadze. Con Misha Meskhi, Giorgi Nakashidze, Elmo N\u00fcganen, Raivo Trass, Lembit Ulfsak Drammatico, durata 87 min. &#8211; Estonia 2014Inglese, \u2013 sub. 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