{"id":473,"date":"2016-10-12T19:29:49","date_gmt":"2016-10-12T17:29:49","guid":{"rendered":"http:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/?p=473"},"modified":"2016-10-14T12:50:12","modified_gmt":"2016-10-14T10:50:12","slug":"indie-pendence-day","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/?p=473","title":{"rendered":"Indie-pendence day 7-14-21 e 28 ottobre 2016"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-full wp-image-474\" src=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2016\/10\/INDYPENDENCE-DAY-2016-1.jpg\" alt=\"indypendence-day-2016-1\" width=\"640\" height=\"357\" srcset=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2016\/10\/INDYPENDENCE-DAY-2016-1.jpg 640w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2016\/10\/INDYPENDENCE-DAY-2016-1-300x167.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><br \/>\nCinemAnemico, 7-14-21 e 28 ottobre 2016<\/p>\n<p>\u201c(i film indipendenti americani) vengono prodotti in un mondo ad ultra basso budget lontanissimo da quello dei blockbuster hollywoodiani; adottano strategie formali che abbandonano o smontano le convenzioni della lineare scorrevolezza tipiche dello stile classico hollywoodiano; offrono prospettive provocatorie su questioni sociali, una rarit\u00e0 a Hollywood \u201d.<br \/>\n(Geoff King, American Independent Cinema, London and New York: I.B. Tauris &amp; Co Ltd, 2005)<\/p>\n<p>Le rassegne di CinemAnemico 2016-2017 si aprono con un omaggio al cinema indipendente americano.<br \/>\nI film scelti sono quattro gioielli che esprimono tutte le caratteristiche dell\u2019Indie: l\u2019estetica, la denunzia sociale e il basso costo.<\/p>\n<p>Si inizia venerd\u00ec 7 ottobre con Prince Avalance di David Gordon Green, il regista che, secondo alcuni recensori, avrebbe \u201crivoluzionato\u201d il cinema indie americano degli ultimi anni. Prince Avalance \u00e8 un piccolo capolavoro, dove l\u2019estetica si combina con il contenuto. Sono belli i paesaggi (nonostante la brutta ferita di un incendio devastante), sono belli i due protagonisti nella loro diversit\u00e0 che all\u2019inizio li pone agli antipodi ma che va progressivamente perdendo d\u2019importanza con l\u2019avanzare del film, della loro storia, della comprensione reciproca e quindi del consolidamento del loro rapporto. Tutta la storia ci viene raccontata con un tono leggero e quasi ironico che nulla toglie alla profondit\u00e0 del messaggio: dopo la distruzione c\u2019\u00e8 la ricostruzione\u2026 sempre&#8230;<\/p>\n<p>La rassegna prosegue venerd\u00ec 14 ottobre con Tangerine di Sean Baker. Di questo film si \u00e8 detto (giustamente) che \u00e8 eccezionale perch\u00e9 interamente girato con tre iPhone5S, una app da otto dollari e un adattatore per lenti. Ma, naturalmente, la sua bellezza non sta soltanto in questa caratteristica. Il film ci trasporta, insieme a due prostitute transessuali e a tutto il loro contorno di clienti e protettori, in una Los Angeles prenatalizia, desolata e spoglia dove il mondo di quelli \u201cper bene\u201d che festeggiano il Natale e hanno una casa, una famiglia e un contorno sicuro e buono a cui tornare, sembra scomparso. Vedendo le due protagoniste aggirarsi nel loro universo di rabbia e di violenza parrebbe ovvio formulare nei loro confronti una condanna senza appello. Ma il film ci mette quasi subito in sintonia con quelle prostitute, si sentono la loro rabbia e la loro violenza ma anche la loro paura e la voglia di amore, amicizia e solidariet\u00e0 e torna in mente e riecheggia nelle orecchie la strofa finale della Citt\u00e0 Vecchia di Fabrizio de Andr\u00e8: \u201cse non sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo\u2026\u201d<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 21 ottobre verr\u00e0 proiettato Medeas di Andrea Pallaoro. Il regista riscrive, scambiando i ruoli tra donna e uomo e ambientandola nella campagna rurale americana, la tragedia di Euripide. Il risultato \u00e8 un film epico, sulla solitudine in cui spesso la famiglia viene lasciata a vivere le proprie difficolt\u00e0 (la siccit\u00e0 che mette in crisi la gestione dell\u2019azienda agricola del capofamiglia ha sicuramente anch\u2019essa un ruolo nella sua follia). La famiglia e il paesaggio sono i protagonisti di questo splendido film. Una famiglia (padre, madre e cinque figli) che cerca una serenit\u00e0 negata con un patriarca duro, forse ottuso, ma anche capace di amore\u2026 che si arrende, alla fine, al fallimento dei suoi sentimenti. Durante la visione si resta avvinti dal susseguirsi delle scene, la cui bellezza \u00e8 acutizzata dai dialoghi scarni. Ci si perde nei primi piani\u2026 inquietudine e rabbia si alternano negli sguardi sia dei grandi sia dei piccini. Vi sono anche rancore (a volte) smarrimento (pi\u00f9 spesso) e tanta malinconia. E\u2019 una storia cruda della quale conosciamo la conclusione. Ma \u201cva detto che Medeas ci sarebbe piaciuto anche se non avesse avuto una storia: ha una purezza visiva tale da far felici gli occhi. Per\u00f2 una storia ce l\u2019ha e non passa invano nemmeno quella\u201d (cit. da Cinematografo.it, Gianluca Arnone).<\/p>\n<p>Il ciclo si conclude il 28 ottobre con il bellissimo e inquietante Johnny 316 \u2013 Hollywood Salom\u00e9 di Erick Ifergan.<br \/>\nCome nel film della settimana precedente anche Ifergan prende spunto da un dramma gi\u00e0 scritto, il Salom\u00e8 di Oscar Wilde, e lo trasporta nella moderna Hollywood. Nel film abbondano le citazioni dell\u2019opera di Wilde non meno dei riferimenti religiosi (John 3:16 \u00e8 un versetto del Vangelo secondo Giovanni: \u201cDio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perch\u00e9 chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna\u201d). Le splendide interpretazioni dei due protagonisti (uno strabiliante Vincent Gallo nel ruolo del predicatore e la non meno coinvolgente Nina Brosh che interpreta la giovane innamorata) ci tengono incollati alla sedia incantati dai volti e dalle loro espressioni.<br \/>\nJohnny 316 potrebbe sembrare un film sull\u2019amore o un film sulla religione e sui suoi fanatismi oppure, per certi versi, un film sulla condizione delle donne ma, alla fine, non \u00e8 altro che \u00e8 un bellissimo film che ci parla dell\u2019essere umano\u2026.<\/p>\n<p>Proiezioni presso la Casa del popolo di Settignano, ore 21.30. Ingresso riservato ai soci.<\/p>\n<p>Per maggiori info:<br \/>\nwww.cinemanemico.net<br \/>\ncinemanemico@yahoo.it<br \/>\nINDIE-PENDENCE DAY (RASSEGNA DI CINEMA INDIPENDENTE NORD AMERICANO)<br \/>\nVenerd\u00ec 7 ottobre 21.30<br \/>\nPrince Avalanche<\/p>\n<p>Un film di David Gordon Green. Con Paul Rudd, Emile Hirsch, Lance Le Gault, Joyce Payne, Gina Grande. Lynn Shelton, Larry Kretschmar, Enoch Moon, David L. Osborne Jr., Danni Wolcott, Morgan Calderoni, Savanna Porter, Juniper Smith Commedia, &#8211; USA 2013<br \/>\nUn film che racconta molto con poco. Assurdo, tenero e liberatorio<br \/>\nUn road-movie a passo d\u2019uomo. Questo \u00e8 Prince Avalanche, il lento percorso di due persone agli antipodi lungo una sperduta strada texana, attorniata solo da case incenerite e alberi spogli. Due persone che si conoscono appena, e non si apprezzano affatto. Due persone, a loro modo, solitarie, e forse ancora pi\u00f9 sole nei momenti in cui sono in compagnia l\u2019una dell\u2019altra. Ma la loro \u00e8 un\u2019opera di ricostruzione. Della strada, che lentamente percorrono disegnando linee tratteggiate, e della propria vita, che bruscamente interrompono per iniziare questo percorso. David Gordon Green, dopo una serie di film improntati sulla demenzialit\u00e0, torna a raccontare il profondo sud degli Stati Uniti con un film che fa dei paesaggi e dei silenzi i personaggi comprimari dei due protagonisti, senza per\u00f2 perdere una certa vena comica. Merito anche dei due bravissimi attori, con un Emile Hirsch sempre pi\u00f9 in versione giovane Jack Black e Paul Rudd finalmente alla prova con un testo che supera le banali commedie romantiche in cui spesso \u00e8 impiegato. Senza dimenticare l\u2019avvolgente colonna sonora, che il compositore preferito da Green, David Wingo, ha scritto insieme agli Explosions in the Sky.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 14 ottobre 21.30<br \/>\nTangerine<br \/>\nUn film di Sean Baker. Con Kitana Kiki Rodriguez, Mya Taylor, Karren Karagulian, Mickey O&#8217;Hagan, James Ransone. Alla Tumanian, Luiza Nersisyan, Arsen Grigoryan, Ian Edwards, Clu Gulager, Ana Foxx, Scott Krinsky Drammatico, durata 89 min. &#8211; USA 2015<br \/>\nUn buddy movie ad altezza di marciapiede che cattura la fluidit\u00e0 dei movimenti rapidi e trova un&#8217;intimit\u00e0 autentica con gli attori<br \/>\nC\u2019\u00e8 un film che ha lasciato tutti a bocca aperta al Sundance Film Festival 2015. Si chiama \u201cTangerine\u201d e colpisce non tanto per il tema (la storia di un gruppo di prostitute transessuali in una Los Angeles satura di colori) quanto per i mezzi con cui \u00e8 stato girato. Il regista Sean Baker ha infatti utilizzato 3 iPhone5S, una app da otto dollari che si chiama FilmicPro e un adattatore per lenti per trasporre al meglio le immagini sul grande schermo. A questi mezzi si aggiunge una steadycam, scelta per dare stabilit\u00e0 ad alcune riprese.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 stato sorprendentemente facile. Non abbiamo perso filmati, \u00e8 stato tutto molto agevole\u201d, ha affermato Baker. \u201cGli iPhone sono risultati ottimi partner. Tuttavia, anche se si ha una mano ferma, qualche ripresa verr\u00e0 sempre mossa. Per questo motivo abbiamo utilizzato in alcuni casi la steadycam. Inoltre, se non avessimo avuto a disposizione una serie di lenti anamorfiche Moondog Lab da adattare all\u2019iPhone, non avremmo avuto lo stesso effetto. Il mio obiettivo primario era fare un film con standard cinematografici\u201d.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 21 ottobre 21.30<br \/>\nMedeas<\/p>\n<p>Un film di Andrea Pallaoro. Con Catalina Sandino Moreno, Brian F. O&#8217;Byrne, Mary Mouser, Ian Nelson, Maxim Knight. Jake Vaughn, Kevin Alejandro, Patrick Birkett, Angel Amaral, Tara Buck Drammatico, durata 97 min. &#8211; Italia, Messico 2013<br \/>\nPallaoro, alla sua opera prima, declina al maschile la tragedia di Euripide, esplorando le debolezze dei suoi personaggi<br \/>\nNella campagna rurale americana Ennis e Christina vivono coi loro cinque figli. Esigente coi ragazzi e votato a Dio e al lavoro, Ennis trascura la giovane moglie che allaccia una relazione clandestina. Tra una canzone ascoltata in cuffia e una rivista erotica, Ruth e Micah sperimentano intanto la loro adolescenza, sognando un altrove dove vivere i loro primi turbamenti. Assillato dai problemi economici e dalla gelosia per Christina, che elude le sue attenzioni, Ennis compra un televisore nel tentativo di distendere gli animi e riportare l&#8217;equilibrio in famiglia. L&#8217;ennesimo rifiuto della moglie, a cui reagisce con una tentata violenza, lo getta nel pi\u00f9 profondo sconforto. Una domenica, caricati i figli in auto e incassata la determinazione di Christina a restare a casa, fa visita al vecchio padre da cui si congeda molto presto mettendo in atto il suo folle piano. Intanto Christina, consumato un altro amplesso dentro il suo vestito nuovo, li attender\u00e0 per cena e per tutta la vita.<br \/>\nOpera prima di Andrea Pallaoro, regista italiano che vive e lavora negli States, Medeas declina al maschile la tragedia di Euripide, inscenando un padre reso pazzo dal negarsi dell&#8217;amata, diventata per questo ossessione, nemica e persecutrice. Se la storia \u00e8 nota, inedito \u00e8 lo svolgimento che si sottrae alla linearit\u00e0 del racconto, dispiegandosi in quadri e dentro a un paesaggio rurale abbagliante e rarefatto, in cui si muove una famiglia intesa come entit\u00e0 a se stante e priva di qualsiasi legame con il resto della societ\u00e0. L&#8217;apparente armonia del prologo si rompe attraverso la rivelazione di verit\u00e0 nascoste, che determinano conflitti insanabili e investono le azioni dei personaggi di un andamento quasi rituale.<br \/>\nLa depressione che tormenta il capofamiglia appassisce giorno dopo giorno figli e consorte, invecchiandoli e avvicinandoli alla morte e all&#8217;epilogo tragico. Pallaoro non sentenzia sui suoi personaggi, esplorandone le debolezze e confrontandoli con una natura di infinita bellezza. Il suo sguardo, dominato da un diffuso senso di fatalismo, attiva un interessante rapporto con il fuori campo, producendo un&#8217;abulia diffusa, una mancanza di slancio, una caduta tendenziale del desiderio che dal genitore si allarga alla moglie e ai figli, in cerca di una passione propria, che sia un fidanzato, un cane, un abbraccio, un amplesso. L&#8217;esperienza depressiva del padre riduce i soggetti a oggetto e insinua in seno alla famiglia una tensione destinata a implodere. Se i ragazzi e Christina reagiscono con sentimento all&#8217;altro, Ennis si ritira di fronte al mare aperto della vita, raccogliendo la famiglia, e di fatto vincolandola, attorno a un vecchio televisore, che sostituisce il mondo e supplisce la mancata connessione alla realt\u00e0. La regia di Pallaoro \u00e8 abile a concepire e circoscrivere il vuoto che inghiotte il padre di Br\u00edan F. O&#8217;Byrne, sempre pi\u00f9 separato dalla verit\u00e0 e scisso dalla moglie che punisce con un gesto estremo e innaturale.<br \/>\nLe problematiche affettive sollevate da Medeas trovano piena corrispondenza nelle immagini che &#8216;tagliano&#8217; l&#8217;orrore finalizzato alla distruzione della relazione tra madre e figli. Rivendicando un diritto di propriet\u00e0 assoluto (di vita e di morte) sulla propria prole, Ennis uccide senza che il mondo intorno finisca con la sua vita e il suo esecrabile narcisismo.<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 28 ottobre 21.30<br \/>\nJohnny 316<br \/>\n(Hollywood Salome)<br \/>\nUn film di Erick Ifergan con Vincent Gallo, Nina Brosh, Seymour Cassel, Eyal Doron, Louise Fletcher, Francis Milton, Gregory Wood e Melissa van der Schyff [1998].<\/p>\n<p>Johnny 316 (aka Hollywood Salome) \u00e8 un film di Erick Ifergan con Vincent Gallo, Nina Brosh, Seymour Cassel, Eyal Doron, Louise Fletcher, Francis Milton, Gregory Wood e Melissa van der Schyff [1998]. Ispirato al Salom\u00e8 di Oscar Wilde, Johnny 316 mette in scena un predicatore di strada (Vincent Gallo) e una giovane parrucchiera (Nina Brosh) in una Hollywood moderna. Dopo aver perso il lavoro, la donna scorge il giovane messaggero di Dio e immediatamente soccombe al suo fascino. Inizia a seguirlo e cerca di convincerlo a cedere a questa nuova storia d\u2019amore.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CinemAnemico, 7-14-21 e 28 ottobre 2016 \u201c(i film indipendenti americani) vengono prodotti in un mondo ad ultra basso budget lontanissimo da quello dei blockbuster hollywoodiani; adottano strategie formali che abbandonano o smontano le convenzioni della lineare scorrevolezza tipiche dello stile classico hollywoodiano; offrono prospettive provocatorie su questioni sociali, una rarit\u00e0 a Hollywood \u201d. 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