{"id":344,"date":"2014-12-26T15:55:46","date_gmt":"2014-12-26T14:55:46","guid":{"rendered":"http:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/?p=344"},"modified":"2015-07-12T00:52:11","modified_gmt":"2015-07-11T22:52:11","slug":"il-mese-delle-memorie-per-ricordare-il-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/?p=344","title":{"rendered":"IL MESE DELLE MEMORIE (per ricordare il presente )"},"content":{"rendered":"<p><strong>CASA DEL POPOLO DI SETTIGNANO<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-352\" src=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/il-mese-delle-memorie-3-1024x721.jpg\" alt=\"il mese delle memorie 3\" width=\"1000\" height=\"704\" srcset=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/il-mese-delle-memorie-3-1024x721.jpg 1024w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/il-mese-delle-memorie-3-300x211.jpg 300w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/il-mese-delle-memorie-3-150x105.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Anche quest&#8217;anno proponiamo una rassegna dedicata ai genocidi: noti e ignoti, pi\u00f9 o meno vicini in termini temporali e geografici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Il 2015, fra l&#8217;altro, segna il centenario del genocidio armeno, che in realt\u00e0 coinvolse tutte le minoranze cristiane dell&#8217;impero ottomano. Non soltanto gli Armeni, quindi, ma anche gli Assiri e i Greci del Ponto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Oggi questa tragedia, pur essendo ancora negata dal governo turco, \u00e8 una realt\u00e0 storica nota a tutti. Il suo riconoscimento dimostra che lo sforzo congiunto &#8211; informativo, accademico, politico &#8211; pu\u00f2 cambiare le cose e radicare nella coscienza collettiva una tragedia ignota. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Sostanzialmente ignoto, al contrario, \u00e8 il genocidio per fame (holodomor) pianificato da Stalin negli anni Trenta del secolo scorso. Un secolo che si \u00e8 chiuso con due tragedie simultanee, quella bosniaca e quella ruandese.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Sono ancora tanti i genocidi dimenticati, taciuti, negati. Purtroppo alcuni di loro hanno ben poche possibilit\u00e0 di uscire dall&#8217;ombra in cui si trovano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Anche il cinema pu\u00f2 contribuire a diradare questa coltre di oblio. Ecco perch\u00e9 la nostra rassegna prosegue animata da questo obiettivo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>In collaborazione con:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>ASS.IL CERCHIO <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>ASS. IL PONTE DI MICT <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0ONLUS BENE RWANDA <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0CENTRO DI DOCUMENTAZIONE SUI POPOLI MINACCIATI <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>CENTRO DOC.CARLO GIULIANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Venerd\u00ec 9 GENNAIO 21.30<\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Nema Problema <\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>un film di Giancarlo Bocchi, con \u00a0Zan Morolt, Labina Mitevska, Vincent Riotta, Fabrizio Rongione, drammatico, guerra, durata 85 min. \u2013 Italia, 2004<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Lorenzi, un inviato di guerra, si avventura con Aldo Puhar, un traduttore locale, in un territorio conteso tra diverse fazioni in guerra per scoprire l\u2019identit\u00e0 del \u201cComandante Jako\u201d, ritenuto l\u2019autore della sparizione di un intero convoglio di profughi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Per necessit\u00e0 si aggregano due giovani, Maxime, inesperto giornalista pieno di ideali, e Sanja, ragazza del posto alla disperata ricerca dei parenti dispersi. Lorenzi, non riuscendo a raggiungere il suo scopo, pur di conservare immutata la sua fama d\u2019 inviato si inventa storie e notizie, facendo indignare Maxime, al quale Sanja confider\u00e0 le sue verit\u00e0 celate. I quattro, riescono fortunosamente ad entrare a Vaku, una citt\u00e0 assediata. Malgrado i pericoli e le vicissitudini vissute insieme, i quattro sono ormai irrimediabilmente divisi da incomprensioni e sospetti. Maxime scoprir\u00e0 che le verit\u00e0 di Sanja non sono tali e gli hanno dato una fama immeritata ed effimera e Lorenzi, ormai vicino al suo obiettivo, il \u201cComandante Jako\u201d, rimarr\u00e0 vittima delle sue stesse manipolazioni della verit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>\u201c\u2026Merito del regista quello di essere riuscito a riaprire la riflessione su tematiche centrali in questi sciagurati anni di guerre, a partire da quella del rapporto tra informazione e conflitto che, ovviamente, non si esaurisce con i Balcani..\u201d<\/em><\/strong><strong><em><br \/>\n\u201c Osservatorio dei Balcani\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center\"><strong><span style=\"color: #ff0000\">Sabato 10 GENNAIO <\/span><\/strong><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>21.00<\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Presentazione a cura di Giancarlo Bocchi, regista<\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>21.30<\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>L\u2019assedio- I mille giorni di Sarajevo <\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>un film di Giancarlo Bocchi, documentario, storico, durata 50 min. \u2013 Italia, 2012<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Il film &#8211; unico documentario realizzato interamente sulla prima linea durante i 4 anni dell&#8217;assedio &#8211; racconta la storia di 3 abitanti di Sarajevo, 3 persone che lottarono come spiega Bocchi \u201cper non diventare impiegati della guerra\u201d. Alija, ex funzionario televisivo, Graca un grafico di un giornale, Hidajet un ex manager di una grande azienda di Stato. Tre persone normali trasformate in soldati, ogni giorno in trincea, in prima linea, dove \u00e8 stato anche lo stesso Bocchi, tra i pochissimi occidentali a vivere l\u2019esperienza di filmare nelle trincee: \u201cHo passato diversi giorni in prima linea, non \u00e8 come nei film americani. Si aspetta sempre la morte, circondati da un\u00a0 silenzio terribile. A circa un km c&#8217;erano un centinaio di cannoni serbi.\u00a0 Potevano annientare quelle modeste difese in 5 minuti. In trincea cambia il rapporto col tempo. Un minuto pu\u00f2 durare come un giorno, cos\u00ec sempre in bilico tra la vita e la morte. Il Novecento \u00e8 davvero stato un secolo di trincee, quelle dell&#8217;assedio di Sarajevo erano come quelle della Prima guerra mondiale. Passato e presente erano la stessa cosa. Eravamo quasi alla fine del secolo, ma sembrava di essere ancora nel 1914 \u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Venerd\u00ec 16 GENNAIO <\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>21.30 <\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Sayat Nova<\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>(Il colore del melograno)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>un film di Sergei Parajanov, con Sofiko Chiaureli, Melkon Alekyan, Vilen Galstyan, drammatico, durata 79 min. \u2013 Unione Sovietica 1968<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Sayat Nova, vissuto nel XVII secolo durante il Rinascimento armeno, trascorre gran parte della sua esistenza a Tiflis, antico nome dell&#8217;odierna Tbilisi come trovatore di corte. Il poeta si innamora della regina della Georgia. \u00c8 consapevole dei rischi che corre e si convince a intraprendere la via della reclusione spirituale in un convento. Ma il film non ha una trama vera e propria: procede per allusioni, simboli e assonanze visive, attingendo spesso al folclore e alla storia armene. Fortemente suggestivo, con immagini indimenticabili, il film ebbe gravi problemi con la censura sovietica (Paradzanov, peraltro, fu anche lungamente incarcerato sotto l&#8217;accusa di omosessualit\u00e0 e di traffico di icone).<\/strong><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>22.50 <\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Vospominanya o Sayat Nova<\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>(Reminescenze su Sayat Nova)<\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>di Levon Grigoryan, durata 30 min.- Armenia, Italia, 2006<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Questo documentario propone mezz&#8217;ora di immagini inedite, ritrovate in archivio e ritenute perse per molti anni, del film\u00a0<em>Il colore del melograno<\/em>\u00a0del regista armeno Sergej Parad\u017eanov.<em>Vospominanya o Sayat Nova\u00a0<\/em>\u00e8 il titolo inizialmente previsto per il film e che Parad\u017eanov avrebbe voluto dargli.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Sabato 17 GENNAIO <\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>21.00 <\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Presentazione a cura di Chiara Zappa, giornalista<\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>21.30 <\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Mayrig<\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>un film di Henri Verneuil, con Claudia Cardinale, Omar Sharif, Nathalie Rousse, drammatico, durata 157 min. \u2013 Francia, 1991<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Armenia. 1914. Cronistoria del genocidio che distrugge la popolazione. Storia di combattenti e vittime. Di sangue ed onore. Di religione e crudelt\u00e0. L&#8217;orrore e la speranza di un popolo, visto attraverso gli occhi della splendida Mayrig.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Il film \u00e8 autobiografico. \u00c8 stato girato a Marsiglia in Francia e in Armenia. Racconta l&#8217;odissea della famiglia del regista, durante le persecuzioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Venerd\u00ec 23 GENNAIO 21.30<\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Tini zabutykh predkiv<\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>(Le ombre degli avi dimenticati) <\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>un film di Sergei Parajanov, con\u00a0\u00a0 Ivan Mykolaichuk, Larisa Kadochnikova, Tatyana Bestayeva, drammatico, durata 97 min. \u2013 Unione Sovietica, 1965<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>La realizzazione del film avviene in occasione del centenario dalla nascita dello scrittore ucraino Michael Mikhailovich Kocjubinskij. Tratto da un suo romanzo omonimo, Le ombre degli avi dimenticati narra l&#8217;amore impossibile tra Ivan e Marichka in una comunit\u00e0 dei Carpazi, separati, come in un dramma scespiriano, a causa delle loro famiglie avverse. La morte prematura di lei, e il matrimonio forzato di Ivan con Palagna non saranno per\u00f2 ostacoli per la coppia, che si riconcilier\u00e0 nell&#8217;aldil\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Sabato 24 GENNAIO <\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>21.00<\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Presentazione a cura di Francesca Lomastro (presidente dell\u2019associazione il Ponte Mict) e Andrii Omelianiuk (Fondo Umanitario &#8220;Korda&#8221; di Kiev)<\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>21.30<\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Holodomor \u2013 la memoria negata <\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>un documentario di Fabio Ferrando e Manuel Baldini, durata\u00a0 78 min. \u2013 Italia, Ucraina, 2013 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>L&#8217;Associazione &#8220;Il Ponte-Mict&#8221; onlus di Caldogno, in collaborazione con l&#8217;Istituto per le ricerche di storia di Vicenza, ha realizzato un video dedicato alla &#8220;grande carestia&#8221; (Il termine Holodomor deriva dall&#8217;espressione ucraina moryty holodom (\u041c\u043e\u0440\u0438\u0442\u0438 \u0433\u043e\u043b\u043e\u0434\u043e\u043c), che significa &#8220;infliggere la morte attraverso la fame&#8221;), voluta e organizzata dal regime di Stalin nel 1932-33, che in pochi mesi provoc\u00f2 la morte di circa 7 milioni di persone, prevalentemente contadini. Dopo 80 anni da quei terribili eventi, il film &#8220;Holodomor: la memoria negata&#8221;, vuole raccontare al mondo quello che fu uno dei pi\u00f9 grandi e crudeli genocidi della storia, in memoria delle vittime innocenti e quale monito alle generazioni a venire.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Venerd\u00ec 30 GENNAIO 21.30<\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Munyurangabo <\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>un film di Lee Isaac Chung, con Jeff Rutagengwa, Eric Ndorunkundiye, Jean Marie Vianney Nkurikiyinka , drammatico, durata 97 min. \u2013 Belgio, 2008<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Ruanda 2006: la storia dell\u2019amicizia tra due ragazzi Sangwa e Munyurangabo. Il genocidio \u00e8 ormai lontano, ma i conti con il passato restano in sospeso e i due amici, uno hutu e l\u2019altro tutsi, vogliono risolverli insieme. Prima passeranno a trovare i genitori di Sangwa nel villaggio hutu e poi continueranno verso il villaggio di Muniurangabo per cercare l\u2019assassino dei suo genitori. La visita al villaggio di Sangwa, il confronto con il mondo degli adulti e la mentalit\u00e0 della campagne, metter\u00e0 a dura prova la loro amicizia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Sabato 31 GENNAIO <\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>21.00 <\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Presentazione a cura della onlus Bene Rwanda<\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>21.30 <\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Maibobo <\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>(Ragazzo di strada)<\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>un cortometraggio di Yves Montand Niyongabo, durata 30 min. &#8211; <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Ruanda, 2010 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Versione originale (Kinyarwanda) con sottotitoli in italiano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Quindici anni dopo il genocidio in Ruanda, molti bambini rimasti orfani sono diventati maibobo (ragazzi di strada) e vivono a tutt\u2019oggi ai margini della societ\u00e0. Dai racconti e dalle esperienze di questi ragazzi, nasce il film: un racconto commovente e crudo sulla loro difficile esistenza. Piedi scalzi e sacco sulle spalle con tutti i suoi averi, un ragazzo di strada dalla campagna si dirige verso la citt\u00e0 in cerca di fortuna\u2026<\/strong><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>22.00<\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Waramutseho!<\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>(Buongiorno!)<\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Un cortometraggio di Auguste Bernard Kouemo Yanghu,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>durata 21 min. &#8211; Camerun, Francia, 2009<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Versione originale (francese, kinyarwanda) con sottotitoli in italiano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Kabera e Uwamungu, studenti ruandesi, convivono in un appartamento in Francia e condividono anche una grande passione per l\u2019atletica. Quando scoppiano i disordini e comincia il barbaro genocidio, i due assistono attoniti alle immagini dei massacri alla televisione e realizzano di essere diventati due nemici: Kabera \u00e8 hutu e Uwamungu \u00e8 tutsi. Sono lontani, preoccupati per le sorti delle loro famiglie. Quando Kabera apprende dal padre che suo cugino ha partecipato allo sterminio della famiglia di Uwamungu si chiude in un profondo silenzio. Non sa come affrontare l\u2019amico. Kabera si sente in colpa e Uwamungu si sente tradito. La loro amicizia \u00e8 messa a dura prova eppure, nel loro quotidiano, sulla pista da corsa, tutto sembra cos\u00ec lontano\u2026<\/strong><\/p>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>22.30 <\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center\"><span style=\"color: #ff0000\"><strong>Lyiza<\/strong><\/span><\/h1>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Un cortometraggio di Marie-Cl\u00e9mentine Dusabejambo, durata 21 min. &#8211; Ruanda, 2011<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Versione originale (kinyarwanda) con sottotitoli in italiano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Tre storie che raccontano tre donne accomunate da un evento tragico che ha segnato in modo indelebile la storia del loro paese.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Siamo in Ruanda, l&#8217;eco del genocidio si ripercuote nella vita della piccola Lyiza, rimasta orfana dei genitori. Lyiza frequenta una scuola in cui una giovane insegnante si scontra con i colleghi ancorati ad un metodo di insegnamento classico. L&#8217;intento della giovane maestra \u00e8 quello di spronare gli alunni ad affrontare i problemi e le paure esplicitandoli, rielaborando i ricordi ed il passato doloroso che hanno vissuto. Lyiza non pu\u00f2 dimenticare il giorno in cui ha visto uccidere i propri genitori ed ha impresso nella mente il volto del carnefice. Un giorno a scuola riconosce l&#8217;assassino della sua famiglia in una fotografia che ritrae il padre di Rwema, suo compagno di classe, e lo dichiara pubblicamente creando grande tensione. Ma l\u2019armonia ritorna con l\u2019intervento dell\u2019insegnante che porta i ragazzi al museo del genocidio, nel luogo della memoria, e guida Lyiza verso il perdono. In occasione del rito collettivo della gacaca, il tribunale popolare istituito per avviare il processo di riconciliazione, la madre di Rwema, complice del marito, ammetter\u00e0 le sue colpe chiedendo perdono a Lyiza. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">INGRESSO GRATUITO SOCI<\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"http:\/\/WWW.CINEMANEMICO.NET\"><em>WWW.CINEMANEMICO.NET<\/em><\/a><\/p>\n<table class=\" aligncenter\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>CENAPERITIVO PER OGNI EVENTO<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"mailto:CINEMANEMICO@YAHOO.IT\"><em>CINEMANEMICO@YAHOO.IT<\/em><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Anche quest&#8217;anno proponiamo una rassegna dedicata ai genocidi: noti e ignoti, pi\u00f9 o meno vicini in termini temporali e geografici.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Il 2015, fra l&#8217;altro, segna il centenario del genocidio armeno, che in realt\u00e0 coinvolse tutte le minoranze cristiane dell&#8217;impero ottomano. Non soltanto gli Armeni, quindi, ma anche gli Assiri e i Greci del Ponto.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Oggi questa tragedia, pur essendo ancora negata dal governo turco, \u00e8 una realt\u00e0 storica nota a tutti. Il suo riconoscimento dimostra che lo sforzo congiunto &#8211; informativo, accademico, politico &#8211; pu\u00f2 cambiare le cose e radicare nella coscienza collettiva una tragedia ignota. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Sostanzialmente ignoto, al contrario, \u00e8 il genocidio per fame (holodomor) pianificato da Stalin negli anni Trenta del secolo scorso. Un secolo che si \u00e8 chiuso con due tragedie simultanee, quella bosniaca e quella ruandese.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Sono ancora tanti i genocidi dimenticati, taciuti, negati. Purtroppo alcuni di loro hanno ben poche possibilit\u00e0 di uscire dall&#8217;ombra in cui si trovano.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Anche il cinema pu\u00f2 contribuire a diradare questa coltre di oblio. Ecco perch\u00e9 la nostra rassegna prosegue animata da questo obiettivo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>In collaborazione con:<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>ASS.IL CERCHIO <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>ASS. IL PONTE DI MICT <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0ONLUS BENE RWANDA <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0CENTRO DI DOCUMENTAZIONE SUI POPOLI MINACCIATI <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>CENTRO DOC.CARLO GIULIANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Venerd\u00ec 9 GENNAIO 21.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Nema Problema <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>un film di Giancarlo Bocchi, con \u00a0Zan Morolt, Labina Mitevska, Vincent Riotta, Fabrizio Rongione, drammatico, guerra, durata 85 min. \u2013 Italia, 2004<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Lorenzi, un inviato di guerra, si avventura con Aldo Puhar, un traduttore locale, in un territorio conteso tra diverse fazioni in guerra per scoprire l\u2019identit\u00e0 del \u201cComandante Jako\u201d, ritenuto l\u2019autore della sparizione di un intero convoglio di profughi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Per necessit\u00e0 si aggregano due giovani, Maxime, inesperto giornalista pieno di ideali, e Sanja, ragazza del posto alla disperata ricerca dei parenti dispersi. Lorenzi, non riuscendo a raggiungere il suo scopo, pur di conservare immutata la sua fama d\u2019 inviato si inventa storie e notizie, facendo indignare Maxime, al quale Sanja confider\u00e0 le sue verit\u00e0 celate. I quattro, riescono fortunosamente ad entrare a Vaku, una citt\u00e0 assediata. Malgrado i pericoli e le vicissitudini vissute insieme, i quattro sono ormai irrimediabilmente divisi da incomprensioni e sospetti. Maxime scoprir\u00e0 che le verit\u00e0 di Sanja non sono tali e gli hanno dato una fama immeritata ed effimera e Lorenzi, ormai vicino al suo obiettivo, il \u201cComandante Jako\u201d, rimarr\u00e0 vittima delle sue stesse manipolazioni della verit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>\u201c\u2026Merito del regista quello di essere riuscito a riaprire la riflessione su tematiche centrali in questi sciagurati anni di guerre, a partire da quella del rapporto tra informazione e conflitto che, ovviamente, non si esaurisce con i Balcani..\u201d<\/em><\/strong><strong><em><br \/>\n\u201c Osservatorio dei Balcani\u201d<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Sabato 10 GENNAIO <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>21.00<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Presentazione a cura di Giancarlo Bocchi, regista<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>21.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>L\u2019assedio- I mille giorni di Sarajevo <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>un film di Giancarlo Bocchi, documentario, storico, durata 50 min. \u2013 Italia, 2012<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Il film &#8211; unico documentario realizzato interamente sulla prima linea durante i 4 anni dell&#8217;assedio &#8211; racconta la storia di 3 abitanti di Sarajevo, 3 persone che lottarono come spiega Bocchi \u201cper non diventare impiegati della guerra\u201d. Alija, ex funzionario televisivo, Graca un grafico di un giornale, Hidajet un ex manager di una grande azienda di Stato. Tre persone normali trasformate in soldati, ogni giorno in trincea, in prima linea, dove \u00e8 stato anche lo stesso Bocchi, tra i pochissimi occidentali a vivere l\u2019esperienza di filmare nelle trincee: \u201cHo passato diversi giorni in prima linea, non \u00e8 come nei film americani. Si aspetta sempre la morte, circondati da un\u00a0 silenzio terribile. A circa un km c&#8217;erano un centinaio di cannoni serbi.\u00a0 Potevano annientare quelle modeste difese in 5 minuti. In trincea cambia il rapporto col tempo. Un minuto pu\u00f2 durare come un giorno, cos\u00ec sempre in bilico tra la vita e la morte. Il Novecento \u00e8 davvero stato un secolo di trincee, quelle dell&#8217;assedio di Sarajevo erano come quelle della Prima guerra mondiale. Passato e presente erano la stessa cosa. Eravamo quasi alla fine del secolo, ma sembrava di essere ancora nel 1914 \u201d.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Venerd\u00ec 16 GENNAIO <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>21.30 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Sayat Nova<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>(Il colore del melograno)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>un film di Sergei Parajanov, con Sofiko Chiaureli, Melkon Alekyan, Vilen Galstyan, drammatico, durata 79 min. \u2013 Unione Sovietica 1968<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Sayat Nova, vissuto nel XVII secolo durante il Rinascimento armeno, trascorre gran parte della sua esistenza a Tiflis, antico nome dell&#8217;odierna Tbilisi come trovatore di corte. Il poeta si innamora della regina della Georgia. \u00c8 consapevole dei rischi che corre e si convince a intraprendere la via della reclusione spirituale in un convento. Ma il film non ha una trama vera e propria: procede per allusioni, simboli e assonanze visive, attingendo spesso al folclore e alla storia armene. Fortemente suggestivo, con immagini indimenticabili, il film ebbe gravi problemi con la censura sovietica (Paradzanov, peraltro, fu anche lungamente incarcerato sotto l&#8217;accusa di omosessualit\u00e0 e di traffico di icone).<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>22.50 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Vospominanya o Sayat Nova<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>(Reminescenze su Sayat Nova)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>di Levon Grigoryan, durata 30 min.- Armenia, Italia, 2006<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Questo documentario propone mezz&#8217;ora di immagini inedite, ritrovate in archivio e ritenute perse per molti anni, del film\u00a0<em>Il colore del melograno<\/em>\u00a0del regista armeno Sergej Parad\u017eanov.<em>Vospominanya o Sayat Nova\u00a0<\/em>\u00e8 il titolo inizialmente previsto per il film e che Parad\u017eanov avrebbe voluto dargli.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Sabato 17 GENNAIO <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>21.00 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Presentazione a cura di Chiara Zappa, giornalista<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>21.30 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Mayrig<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>un film di Henri Verneuil, con Claudia Cardinale, Omar Sharif, Nathalie Rousse, drammatico, durata 157 min. \u2013 Francia, 1991<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Armenia. 1914. Cronistoria del genocidio che distrugge la popolazione. Storia di combattenti e vittime. Di sangue ed onore. Di religione e crudelt\u00e0. L&#8217;orrore e la speranza di un popolo, visto attraverso gli occhi della splendida Mayrig.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Il film \u00e8 autobiografico. \u00c8 stato girato a Marsiglia in Francia e in Armenia. Racconta l&#8217;odissea della famiglia del regista, durante le persecuzioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Venerd\u00ec 23 GENNAIO 21.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Tini zabutykh predkiv<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>(Le ombre degli avi dimenticati) <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>un film di Sergei Parajanov, con\u00a0\u00a0 Ivan Mykolaichuk, Larisa Kadochnikova, Tatyana Bestayeva, drammatico, durata 97 min. \u2013 Unione Sovietica, 1965<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>La realizzazione del film avviene in occasione del centenario dalla nascita dello scrittore ucraino Michael Mikhailovich Kocjubinskij. Tratto da un suo romanzo omonimo, Le ombre degli avi dimenticati narra l&#8217;amore impossibile tra Ivan e Marichka in una comunit\u00e0 dei Carpazi, separati, come in un dramma scespiriano, a causa delle loro famiglie avverse. La morte prematura di lei, e il matrimonio forzato di Ivan con Palagna non saranno per\u00f2 ostacoli per la coppia, che si riconcilier\u00e0 nell&#8217;aldil\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Sabato 24 GENNAIO <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>21.00<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Presentazione a cura di Francesca Lomastro (presidente dell\u2019associazione il Ponte Mict) e Andrii Omelianiuk (Fondo Umanitario &#8220;Korda&#8221; di Kiev)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>21.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Holodomor \u2013 la memoria negata <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>un documentario di Fabio Ferrando e Manuel Baldini, durata\u00a0 78 min. \u2013 Italia, Ucraina, 2013 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>L&#8217;Associazione &#8220;Il Ponte-Mict&#8221; onlus di Caldogno, in collaborazione con l&#8217;Istituto per le ricerche di storia di Vicenza, ha realizzato un video dedicato alla &#8220;grande carestia&#8221; (Il termine Holodomor deriva dall&#8217;espressione ucraina moryty holodom (\u041c\u043e\u0440\u0438\u0442\u0438 \u0433\u043e\u043b\u043e\u0434\u043e\u043c), che significa &#8220;infliggere la morte attraverso la fame&#8221;), voluta e organizzata dal regime di Stalin nel 1932-33, che in pochi mesi provoc\u00f2 la morte di circa 7 milioni di persone, prevalentemente contadini. Dopo 80 anni da quei terribili eventi, il film &#8220;Holodomor: la memoria negata&#8221;, vuole raccontare al mondo quello che fu uno dei pi\u00f9 grandi e crudeli genocidi della storia, in memoria delle vittime innocenti e quale monito alle generazioni a venire.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Venerd\u00ec 30 GENNAIO 21.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Munyurangabo <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>un film di Lee Isaac Chung, con Jeff Rutagengwa, Eric Ndorunkundiye, Jean Marie Vianney Nkurikiyinka , drammatico, durata 97 min. \u2013 Belgio, 2008<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Ruanda 2006: la storia dell\u2019amicizia tra due ragazzi Sangwa e Munyurangabo. Il genocidio \u00e8 ormai lontano, ma i conti con il passato restano in sospeso e i due amici, uno hutu e l\u2019altro tutsi, vogliono risolverli insieme. Prima passeranno a trovare i genitori di Sangwa nel villaggio hutu e poi continueranno verso il villaggio di Muniurangabo per cercare l\u2019assassino dei suo genitori. La visita al villaggio di Sangwa, il confronto con il mondo degli adulti e la mentalit\u00e0 della campagne, metter\u00e0 a dura prova la loro amicizia.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Sabato 31 GENNAIO <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>21.00 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Presentazione a cura della onlus Bene Rwanda<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>21.30 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Maibobo <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>(Ragazzo di strada)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>un cortometraggio di Yves Montand Niyongabo, durata 30 min. &#8211; <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Ruanda, 2010 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Versione originale (Kinyarwanda) con sottotitoli in italiano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Quindici anni dopo il genocidio in Ruanda, molti bambini rimasti orfani sono diventati maibobo (ragazzi di strada) e vivono a tutt\u2019oggi ai margini della societ\u00e0. Dai racconti e dalle esperienze di questi ragazzi, nasce il film: un racconto commovente e crudo sulla loro difficile esistenza. Piedi scalzi e sacco sulle spalle con tutti i suoi averi, un ragazzo di strada dalla campagna si dirige verso la citt\u00e0 in cerca di fortuna\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>22.00<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><strong>Waramutseho!<\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>(Buongiorno!)<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Un cortometraggio di Auguste Bernard Kouemo Yanghu,<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>durata 21 min. &#8211; Camerun, Francia, 2009<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Versione originale (francese, kinyarwanda) con sottotitoli in italiano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Kabera e Uwamungu, studenti ruandesi, convivono in un appartamento in Francia e condividono anche una grande passione per l\u2019atletica. Quando scoppiano i disordini e comincia il barbaro genocidio, i due assistono attoniti alle immagini dei massacri alla televisione e realizzano di essere diventati due nemici: Kabera \u00e8 hutu e Uwamungu \u00e8 tutsi. Sono lontani, preoccupati per le sorti delle loro famiglie. Quando Kabera apprende dal padre che suo cugino ha partecipato allo sterminio della famiglia di Uwamungu si chiude in un profondo silenzio. Non sa come affrontare l\u2019amico. Kabera si sente in colpa e Uwamungu si sente tradito. La loro amicizia \u00e8 messa a dura prova eppure, nel loro quotidiano, sulla pista da corsa, tutto sembra cos\u00ec lontano\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>22.30 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Lyiza<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Un cortometraggio di Marie-Cl\u00e9mentine Dusabejambo, durata 21 min. &#8211; Ruanda, 2011<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Versione originale (kinyarwanda) con sottotitoli in italiano<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Tre storie che raccontano tre donne accomunate da un evento tragico che ha segnato in modo indelebile la storia del loro paese.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Siamo in Ruanda, l&#8217;eco del genocidio si ripercuote nella vita della piccola Lyiza, rimasta orfana dei genitori. Lyiza frequenta una scuola in cui una giovane insegnante si scontra con i colleghi ancorati ad un metodo di insegnamento classico. L&#8217;intento della giovane maestra \u00e8 quello di spronare gli alunni ad affrontare i problemi e le paure esplicitandoli, rielaborando i ricordi ed il passato doloroso che hanno vissuto. Lyiza non pu\u00f2 dimenticare il giorno in cui ha visto uccidere i propri genitori ed ha impresso nella mente il volto del carnefice. Un giorno a scuola riconosce l&#8217;assassino della sua famiglia in una fotografia che ritrae il padre di Rwema, suo compagno di classe, e lo dichiara pubblicamente creando grande tensione. Ma l\u2019armonia ritorna con l\u2019intervento dell\u2019insegnante che porta i ragazzi al museo del genocidio, nel luogo della memoria, e guida Lyiza verso il perdono. In occasione del rito collettivo della gacaca, il tribunale popolare istituito per avviare il processo di riconciliazione, la madre di Rwema, complice del marito, ammetter\u00e0 le sue colpe chiedendo perdono a Lyiza. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>INGRESSO GRATUITO SOCI<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/WWW.CINEMANEMICO.NET\"><em>WWW.CINEMANEMICO.NET<\/em><\/a><\/p>\n<table width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><strong>CENAPERITIVO PER OGNI EVENTO<\/strong><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><a href=\"mailto:CINEMANEMICO@YAHOO.IT\"><em>CINEMANEMICO@YAHOO.IT<\/em><\/a><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-345\" src=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/nema-problema-724x1024.jpg\" alt=\"nema problema\" width=\"724\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/nema-problema-724x1024.jpg 724w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/nema-problema-212x300.jpg 212w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/nema-problema-106x150.jpg 106w\" sizes=\"auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-346\" src=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/l-assedio-724x1024.jpg\" alt=\"l assedio\" width=\"724\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/l-assedio-724x1024.jpg 724w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/l-assedio-212x300.jpg 212w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/l-assedio-106x150.jpg 106w\" sizes=\"auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-347\" src=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/Tini-zabutykh-predkiv_Pagina_1-724x1024.jpg\" alt=\"Tini zabutykh predkiv_Pagina_1\" width=\"724\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/Tini-zabutykh-predkiv_Pagina_1-724x1024.jpg 724w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/Tini-zabutykh-predkiv_Pagina_1-212x300.jpg 212w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/Tini-zabutykh-predkiv_Pagina_1-106x150.jpg 106w\" sizes=\"auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-348\" src=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/Mayrig-724x1024.jpg\" alt=\"Mayrig\" width=\"724\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/Mayrig-724x1024.jpg 724w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/Mayrig-212x300.jpg 212w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/Mayrig-106x150.jpg 106w\" sizes=\"auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-349\" src=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/Sayat-Nova_Pagina_1-724x1024.jpg\" alt=\"Sayat Nova_Pagina_1\" width=\"724\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/Sayat-Nova_Pagina_1-724x1024.jpg 724w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/Sayat-Nova_Pagina_1-212x300.jpg 212w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/Sayat-Nova_Pagina_1-106x150.jpg 106w\" sizes=\"auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-352\" src=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/il-mese-delle-memorie-3-1024x721.jpg\" alt=\"il mese delle memorie 3\" width=\"1000\" height=\"704\" srcset=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/il-mese-delle-memorie-3-1024x721.jpg 1024w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/il-mese-delle-memorie-3-300x211.jpg 300w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/12\/il-mese-delle-memorie-3-150x105.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CASA DEL POPOLO DI SETTIGNANO Anche quest&#8217;anno proponiamo una rassegna dedicata ai genocidi: noti e ignoti, pi\u00f9 o meno vicini in termini temporali e geografici. Il 2015, fra l&#8217;altro, segna il centenario del genocidio armeno, che in realt\u00e0 coinvolse tutte le minoranze cristiane dell&#8217;impero ottomano. 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