{"id":331,"date":"2014-09-19T17:01:41","date_gmt":"2014-09-19T15:01:41","guid":{"rendered":"http:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/?p=331"},"modified":"2014-09-19T17:06:21","modified_gmt":"2014-09-19T15:06:21","slug":"popoli-sotto-assedio-2014","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/?p=331","title":{"rendered":"POPOLI SOTTO ASSEDIO 2014"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><strong>CASA DEL POPOLO DI SETTIGNANO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>ORE 21.00 PROIEZIONE CORTI E DOC.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 ORE 21.30 PROIEZIONE FILM<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\">In quanti modi pu\u00f2 essere assediato un popolo?<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\u2026dalla prepotenza di un governo autoritario<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\u2026dall\u2019aggressione di uno stato dominante<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\u2026dai pregiudizi e dall\u2019intolleranza della religione<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\u2026da una maggioranza di censo, di razza, di cultura<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\u2026dal maschilismo<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\u2026dall\u2019ignoranza<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">\u2026dagli interessi economici di multinazionali rapaci<\/p>\n<p style=\"text-align: center\">Cinemanemico apre le rassegne 2014-2015 riproponendo il tema \u201cPopoli sotto assedio\u201d. La sapiente scelta dei titoli fa s\u00ec che in questo bel ciclo al piacere di una bella visione, si uniscano la denunzia, la richiesta di attenzione, la voglia di conoscere, capire e solidarizzare nella speranza, che non dovremmo mai abbandonare, che con il tempo si riescano a interrompere le innumerevoli spirali di odio, violenza e sopraffazione che generano tanta sofferenza in ogni luogo del <strong>mondo.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Venerd\u00ec 3 OTTOBRE 21.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>PALESTINA<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>Omar<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>un film di Hany Abu-Assad, con Adam Bakri, Leem Lubany, Samer Bisharat, Iyad Hoorani, drammatico, durata 97 min. &#8211; Palestina 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Hany Abu-Assad ci offre una storia d\u2019amore drammatica tra due palestinesi che vivono sotto l\u2019occupazione israeliana: si tratta di \u201cOmar\u201d, il primo film interamente finanziato dall\u2019industria cinematografica palestinese. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Omaggiato da una standing ovation al Festival di Cannes, \u201cOmar\u201d \u00e8 un thriller politico che si intreccia a una storia di fiducia e tradimento mentre due amanti si trovano divisi dalla polizia segreta israeliana e dai combattenti palestinesi che lottano per la libert\u00e0. Omar \u00e8 un fornaio innamorato di Nadia, sorella del suo amico Tarek. Quest\u2019ultimo \u00e8 un combattente palestinese della Cisgiordania, a cui Omar si unir\u00e0 dopo essere stato arrestato ed umiliato dalla polizia militare israeliana. La volont\u00e0 di uccidere un soldato israeliano gli coster\u00e0 l\u2019imprigionamento, la tortura e il dover tradire i suoi amici per le troppe pressioni.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Venerd\u00ec 10 OTTOBRE 21.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>MAROCCO<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>Les chevaux de Dieu<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>(I cavalli di Dio)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>un film di Nabil Ayouch, con Abdelhakim Rachi, Abdelilah Rachid, Hamza Souidek, drammatico, durata 115 min. &#8211; Marocco 2012<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>\u201c<\/em><\/strong><strong>Volate, cavalli di Dio\u201d amava ripetere Bin Laden, strumentalizzando le parole del profeta Maometto per incitare alla guerra contro l\u2019Occidente. L\u2019autore franco-marocchino Nabil Ayouch, chiama il suo film Les chevaux de Dieu \u2013 presente nella sezione Un certain regard al Festival di Cannes 2012 \u2013 perch\u00e9 ha scelto, coraggiosamente, di affrontare una pagina tragica di quella guerra che ha seminato terrore anche nel suo Paese e raccontare dei moderni cavalli di Dio, vittime anch\u2019esse di quella strategia omicida.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Venerd\u00ec 17 OTTOBRE 21.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>BALCANI<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>Krugovi<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>(Cerchi)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>un film di Srdan Golubovic, con Aleksandar Bercek, Leon Lucev, Nebojsa Glogovac, drammatico, durata 112 min. &#8211; Serbia 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>La pellicola, caratterizzata da una fotografia perfetta e sofferente,\u00a0ispirata alla vera storia di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.eastjournal.net\/bosnia-srdan-aleksic-un-giusto-di-trebinje\/26506\">Srdjan Aleksi\u0107<\/a>, ragazzo serbo ammazzato di botte a\u00a0Trebinje\u00a0nel\u00a01993\u00a0da soldati serbi, nel tentare di proteggere un amico musulmano, esplora le conseguenze del gesto, e come esso abbia segnato la vita dei suoi protagonisti a vent\u2019anni di distanza. Ad intrecciarsi sono le vicende del\u00a0padre della vittima, di un suo\u00a0amico chirurgo, presente al momento della morte (e che oggi si trova davanti all\u2019eventualit\u00e0 di operarne l\u2019assassino, a Belgrado), del\u00a0bosgnacco\u00a0che gli deve la vita, e che ora vive in Germania, e della sua\u00a0ex fidanzata.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00c8 proprio il padre,\u00a0Ranko\u00a0(un ottimo\u00a0Aleksandar Ber\u010dek), che sembra incarnare il messaggio del film, e rivelarne la verit\u00e0 pi\u00f9 spaventosa:\u00a0\u201cQuando un uomo compie un\u2019opera buona, questa, per le altre persone, non significa nulla\u201d. Eppure, prosegue, \u201cquando lanci un sasso in acqua, qualcosa succede\u2026 compaiono quei cerchi\u201d. Come a voler dire che, nell\u2019inumana insensatezza del dolore,\u00a0la speranza che in fondo qualcosa, forse, possa essere mosso\u00a0dal sacrificio di una giovane vita, perdura: \u00e8 su questo incessante filo, tra speranza e disperata incomunicabilit\u00e0 della sofferenza, che l\u2019intera storia corre. I cerchi del film sono molteplici: quelli tra i diversi personaggi, legati vicendevolmente dal tragico incidente che ha segnato le loro vite; quelli che come increspature d\u2019acqua si allargano, silenziosi, sullo stagno di una Bosnia sconfitta, cercando il senso della loro stessa apparizione; quei cerchi, infine, interiori ad ognuno dei protagonisti, i quali, come si direbbe in ex-Jugoslavia,\u00a0lete\u00a0kao muve bez glave, volano come mosche senza testa, in cerca di una pace interiore che non pu\u00f2 essere trovata.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Credo che questo film possa essere apprezzato dal pubblico occidentale, come in fondo bene dimostrano i premi che ha gi\u00e0 raccolto. Esso, per\u00f2,\u00a0pu\u00f2 essere pienamente compreso solo dal suo pubblico, dalla sua gente.\u00a0\u00c8 finalmente un film jugoslavo per jugoslavi, che narra loro essi stessi, ponendogli la domanda pi\u00f9 elusa: a cosa \u00e8 servito versare tanto sangue?<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Venerd\u00ec 24 OTTOBRE 21.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>IRAN<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>Fasle kargadan<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>(La stagione dei rinoceronti)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>un film di Bahman Ghobadi, con Behrouz Vossoughi, Monica Bellucci, Yilmaz Erdogan, drammatico, durata 88 min. &#8211; Turchia 2012<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Minah (Monica Bellucci), una donna iraniana alla ricerca della libert\u00e0 e di una vita migliore, si divide tra i sentimenti che la legano al marito Sahel (Behrouz Vossoughi), un poeta curdo, e ai figli e gli impegni civili della lotta ai diritti umani. Sullo sfondo dei cambiamenti sociopolitici che interessano per trent&#8217;anni il suo paese &#8211; a partire dalla rivoluzione di fine anni settanta che porta al regime fondamentalista dell&#8217;ayatollah Khomeyni -, dopo aver scontato dieci anni di carcere e convinta che Sahel sia morto, Minah decide di emigrare a Istanbul.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Venerd\u00ec 31 OTTOBRE 21.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>KURDISTAN turco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>J\u00een<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>un film di Reha Erdem, con Deniz Hasg\u00fcler, Onur \u00dcnsal, Yildirim Simsek, drammatico, durata 122 min. &#8211; Turchia 2013<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Da oltre trent&#8217;anni, una guerra imperversa tra i guerriglieri e l&#8217;esercito nelle zone curde della Turchia. Come un animale in fuga, la diciassettenne Jin trascorre giorni e notti da sola tra le montagne e le foreste. Desidera raggiungere la grande citt\u00e0 e vivere una vita che non ha mai conosciuto. Ha scelto di ribellarsi a povert\u00e0 e guerra per imparare a leggere, amare e ridere. Piccola ma dotata di grande forza di volont\u00e0, affronta il deserto e arriva a destinazione, confrontandosi con difficili e opprimenti incidenti che le rendono impossibile l&#8217;adattamento.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Venerd\u00ec 7 novembre 21.30<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>KURDISTAN irakeno<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>Niwemang<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong><em>(Mezza luna)<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><em>un film di Bahman Ghobadi, con Ismail Ghaffari, Allah-Morad Rashtian, Farzin Sabooni, drammatico, durata 114 min. &#8211; Francia 2007<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><strong>Il film \u00e8 nato da una richiesta del Ministero della Cultura austriaco, che ha proposto ad una serie di registi di girare un&#8217;opera per celebrare l&#8217;anniversario della nascita di Mozart. Con il personaggio di Mamo ho voluto mostrare un parallelo tra la vita di questo musicista curdo, la sua musica e Mozart. Tutti i personaggi del film, in qualche modo, sono rubati dalla realt\u00e0. In Kurdistan \u00e8 pieno di musicisti che viaggiano come quelli che ho ritratto nel film. I personaggi non sono quindi completamente inventati, ho attinto dalla realt\u00e0 per raccontare una storia che la trascendesse.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-340\" src=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/09\/Les-chevaux-de-Dieu-724x1024.jpg\" alt=\"Les chevaux de Dieu\" width=\"724\" height=\"1024\" srcset=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/09\/Les-chevaux-de-Dieu-724x1024.jpg 724w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/09\/Les-chevaux-de-Dieu-212x300.jpg 212w, https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/09\/Les-chevaux-de-Dieu-106x150.jpg 106w\" sizes=\"auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-339\" src=\"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/files\/2014\/09\/Les-chevaux-de-Dieu-2-724x1024.jpg\" alt=\"Les chevaux de Dieu 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