{"id":136,"date":"2012-01-15T09:55:07","date_gmt":"2012-01-15T08:55:07","guid":{"rendered":"http:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/?p=136"},"modified":"2012-01-15T10:05:40","modified_gmt":"2012-01-15T09:05:40","slug":"report-iamo-la-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/casa-del-popolo-di-settignano.noblogs.org\/?p=136","title":{"rendered":"CINEMANEMICO 2012-REPORT-IAMO LA GUERRA"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong><em>CASA DEL POPOLO DI SETTIGNANO<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 VIA SAN ROMANO 1 FIRENZE<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>RASSEGNA DI CINEMA POCO VISIBILE\u2026\u2026\u2026.<\/em><\/strong><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Apericinema \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a020.00<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Proiezionefilm\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 21.30<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>REPORT-IAMO <\/strong><strong>LA GUERRA <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>( La verit\u00e0 \u00e8 la prima vittima della guerra )<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Quanto di vero e quanto di falso c&#8217;\u00e8 nell&#8217;informazione?<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>VENERD\u00cc 17 FEBBRAIO <\/strong><strong>21.30<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>CECENIA<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong>(italiano)<strong><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Un film di Leonardo Giuliano <\/strong><\/p>\n<p><strong>con Gianmarco Tognazzi, Bruno Armando, Hristo Mutafciev, Desislava TenekedjievaDrammatico,durata 95 min.Italia, 2006<\/strong><\/p>\n<p>Cecenia \u00e8 la storia del reporter di guerra Antonio Russo, ucciso a Tblisi il 16 ottobre 2000.<\/p>\n<p>Settembre &#8211; Ottobre 2000: Antonio Russo intraprende un ulteriore viaggio verso la Cecenia; da Tblisi attraverso le montagne Cauconiche per raccogliere documentazioni e testimonianze di una guerra in atto di cui si parla poco. Suo compagno di viaggio \u00e8 Luca Brivi giornalista italiano, opportunista ed ambiguo. I due intraprendono una spedizione fortunosa con i partigiani ceceni, dalla Georgia verso il territorio ceceno che sar\u00e0 vanificata da un attacco dell\u2019esercito russo dovuto a una delazione, nonostante tutto Antonio Russo riuscir\u00e0 a raccogliere delle drammatiche documentazioni degli orrori che si compiono in quella terra, ma qualcuno gli impedir\u00e0 definitivamente di diffonderle: Antonio verr\u00e0 brutalmente ucciso il 16 ottobre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La sorte dei film indipendenti in Italia \u00e8 spesso segnata \u2013 specie quando trattano temi scomodi \u2013 da una cattiva distribuzione che li consegna rapidamente all\u2019oblio. E\u2019 il destino toccato a \u201cCecenia\u201c, l\u2019opera prima di Leonardo Giuliano, con la sceneggiatura di Aurelio Grimaldi e l\u2019interpretazione di Gianmarco Tognazzi. La pellicola racconta la storia di Antonio Russo (interpretato da Tognazzi), il giornalista di Radio Radicale ucciso in Georgia nell\u2019ottobre 2000 mentre indagava sui crimini commessi in Cecenia.\u201d<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>VENERD\u00cc 24 FEBBRAIO <\/strong><strong>21.30<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>THE BANG BANG CLUB <\/strong>(inglese- subtitle italiano)<strong><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Un film di <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Steven Silver con<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Ryab Phillippe, Malin Akerman, Taylor Kitsch, Neels Van Jaarsveld, \u00a0Frank Rautenbach. <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Drammatico, durata 106 min.<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Canada, Sudafrica, 2010<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">The Bang Bang Club \u00e8 la storia di quattro giovani fotografi di guerra &#8211; Greg Marinovich, Joao Silva, Kevin Carter e Ken Oosterbroek &#8211; legati dall&#8217;amicizia e dal comune intento di raccontare la verit\u00e0. I quattro giovani rischiano la vita per raccontare al mondo le brutalit\u00e0 e le violenze che insanguinarono il Sud Africa nei primi anni \u201990, ultimo periodo del potere bianco precedente la scomparsa dell\u2019apartheid. In questo intenso periodo politico i quattro fotografi produssero i loro lavori migliori (due di loro vinsero il Pulitzer) ma pagando un duro prezzo. Il film \u00e8 tratto dal libro &#8220;The Bang-Bang Club: Snapshots from a Hidden War&#8221;, scritto dagli unici due sopravvissuti del gruppo (Marinovich e Silva) e mette in evidenza la questione morale e i pericoli connessi con il tentativo di documentare la verit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"center\">CRITICA<\/p>\n<p align=\"center\">Qual \u00e8 il ruolo del fotoreporter di guerra? Sono mercenari che si arricchiscono col sangue degli altri o testimoni che in prima linea documentano il non mostrabile per comunicarlo al mondo intero?<\/p>\n<p align=\"center\">The Bang Bang Club narra la storia di un gruppo di fotografi che nel 1994 documentarono ci\u00f2 che accadde in Sudafrica dopo la scarcerazione di Nelson Mandela, ovvero i violenti scontri fra le fazioni tribali appoggiate dal governo bianco.<\/p>\n<p align=\"center\">Se all&#8217;inizio il regista fa un ritratto piuttosto superficiale dei protagonisti, dipingendoli come giovani assuefatti all&#8217;adrenalina, incuranti della loro incolumit\u00e0 per scattare una foto, bevitori, fumatori e donnaioli, dopo la prima ora si entra nel vivo dell&#8217;azione; sono testimoni attivi di un massacro e il loro scopo \u00e8 di comunicarlo attraverso foto crude, vere in modo da attirare l&#8217;attenzione internazionale su questi eventi.<\/p>\n<p align=\"center\">La pellicola pone domande critiche sulla loro attivit\u00e0; il loro intento \u00e8 di documentare questo scempio attraverso le fotografie ma, una volta scattate, qual&#8217;\u00e8 il senso concreto della loro opera? Non sarebbero stati pi\u00f9 efficienti se in prima persona avessero aiutato i feriti, se avessero saziato i bambini denutriti e non si fossero limitati ad osservare dietro ad un freddo obiettivo? Interrogativi che hanno attanagliato le coscienze dei protagonisti (il film \u00e8 tratto da una storia vera; due di loro vinsero il premio Pulitzer grazie a delle foto particolarmente scioccanti).<\/p>\n<p align=\"center\">Lo stile \u00e8 quello dei reportage, rapido con un buon ritmo, con un montaggio che cerca di ricreare l&#8217;ambiente bellico in cui erano immersi e si avvale di una bella fotografia, soprattutto nelle riprese del paesaggio sudafricano.<\/p>\n<p align=\"center\">Da sottolineare il cast che presenta due interpreti in parte come Ryan Philippe (Cruel Intentions) e Malin Akerman nel ruolo della photo editor.<\/p>\n<p align=\"center\">Anche se la confezione pu\u00f2 sembrare da fiction, \u00e8 un film interessante, che illustra con incisivit\u00e0 ma senza l&#8217;ausilio di grande effetti l&#8217;orrore della guerra e le conseguenze che comporta a chi \u00e8 costretto, non solo a viverla, ma anche ad assisterla con un senso di impotenza.<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Venerd\u00ec 2 MARZO <\/strong><strong>21.30<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>TRIAGE <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">(inglese- subtitle italiano)<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Un film di Danis Tanovic<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Con Colin Farrel, Kelli Reilly, \u00a0Jamie Sives, <\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Paz Vega, Chirstopher Lee Drammatico, durata\u00a0 96 min.<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Irlanda, Francia, Spagna, 2009.<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">Mark e David sono due fotoreporter di guerra impegnati nei luoghi degli scontri fra iracheni e curdi sul finire degli anni Ottanta. Amici di lungo corso, hanno un approccio molto differente alla vita e al modo di concepire un&#8217;istantanea: David ricerca la bellezza delle forme anche nelle zone pi\u00f9 martoriate, mentre Mark cattura ogni atrocit\u00e0 senza altro filtro che quello dell&#8217;obbiettivo della sua fotocamera. Quando il conflitto comincia a intensificarsi e il popolo curdo si prepara all&#8217;offensiva, David decide di tornare a Dublino, dove lo aspetta la moglie prossima a partorire, mentre Mark vorrebbe documentare il proseguire dello scontro da vicino. In seguito ad un incidente, Mark viene ferito e trasportato nel campo di soccorso dove l&#8217;unico medico presente, il dottor Talzani, decide chi vive e chi muore applicando un rigido triage, sistema di smistamento dei pazienti che prevede un colpo di pistola per i feriti pi\u00f9 gravi. Una volta rientrato a Dublino, Mark porta con s\u00e9 un progressivo decadimento fisico e psicologico causato da un ricordo che non intende far riemergere.<\/p>\n<p align=\"center\">Il film \u201cTriage\u201d diretto dal regista Danis Tanovic, racconta l\u2019inumanit\u00e0 della guerra dal punto di vista di un fotoreporter. Ambientato alla fine degli anni \u201980 nel Kurdistan martoriato da Saddam, il film \u201cTriage\u201d racconta la storia di un fotoreporter che documenta la guerra cercando di non farsene coinvolgere, ma che si ritrova a fare i conti con la propria capacit\u00e0 di convivere con il dolore. Il film \u201cTriage\u201d si pu\u00f2 scomporre in due parti principali: l\u2019 esperienza della guerra del fotoreporter Mark (interpretato da Colin Farrell) nella fase pre e post-trauma. Nella prima parte del film \u201cTriage\u201d vengono affrontati gli orrori fisici della guerra, nella seconda parte del film vengono evidenziati gli orrori psicologici e i ricordi della guerra. Il tutto per\u00f2 non viene raccontato dal punto di vista di un soldato, ma dal punto di vista di un fotoreporter. Nel film \u201cTriage\u201d vengono esposte anche considerazioni sul ruolo dei media e sulle responsabilit\u00e0 occidentali della guerra. \u201cTriage\u201d \u00e8 un film che offre una riflessione profonda sulla vita e la morte. \u201cTriage\u201d (dal francese: smistamento) \u00e8 la pratica con cui negli ospedali si attribuisce un colore (rosso, giallo, verde e bianco) per indicare il livello di gravit\u00e0 del paziente ricoverato. Nel film \u201cTriage\u201d questa parola assume un significato molto pi\u00f9 atroce e drammatico: il fotoreporter Mark Walsh (Colin Farrell) offre un reportage su un ospedale da campo curdo senza mezzi e medicine sufficienti, in cui il medico sceglie tra due soli colori, giallo per chi ha speranza di vivere, blu per chi non ne ha. Se il medico decide per il blu, allevia le sofferenze con un colpo di pistola<\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Venerd\u00ec 9 marzo <\/strong><strong>21.30<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>nema problema<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\">(italiano)<strong><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 Un film di Giancarlo Bocchi<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 Genere Drammatico<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 Produzione Italia. (2004)<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0 Durata 96 minuti circa<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Lorenzi, un famoso inviato di guerra, vuole scoprire a tutti i costi l&#8217;identit\u00e0 del misterioso &#8220;Comandante Jako&#8221;, ritenuto autore di gesti eroici ma anche di orrendi crimini. Non riuscendoci, il giornalista comincia ad inventare storie manipolando la verit\u00e0. Bocchi, dopo il documentario &#8220;Morte di un pacifista&#8221; fa il suo dignitoso esordio al cinema con un film che affronta un tema importante come quello dell&#8217;informazione dai luoghi di guerra.<\/p>\n<p>8 dei 14 documentari che G. Bocchi ha filmato e diretto prima di esordire nella fiction sono sulla Iugoslavia; i primi 5 realizzati nel 1994 a Sarajevo. Racconta, dunque, ci\u00f2 che conosce bene. Scritto con Arturo Cur\u00e0 e Luigi Riva, anch&#8217;egli giornalista, \u00e8 un film &#8220;dentro&#8221; la guerra. Che sia contro, \u00e8 ovvio. 4 i personaggi principali legati tra loro da piccole verit\u00e0, grandi menzogne, interessi. Ognuno usa, o cerca di usare, gli altri per i propri scopi, imposture, menzogne. \u00c8 un film di azione quasi senza azione. \u00c8 impregnato di violenza, ma senza combattimenti: l&#8217;unica uccisione in diretta \u00e8 ambigua e in campo lungo. Sembra un film di viaggio, ma \u00e8 di spostamento. Non ha n\u00e9 eroi n\u00e9 vincitori. \u00c8 parlato, e mentito, in 4 lingue, ma non ha bisogno di sottotitoli. \u00c8 un film dove il togliere \u00e8 pi\u00f9 importante del mettere, il non detto pi\u00f9 di quel che si dice, il fuori campo pi\u00f9 di quel che si mostra. Il sottotitolo \u00e8 &#8220;La verit\u00e0 \u00e8 la prima vittima della guerra&#8221;. Di tutte le guerre. <em>Nema problema<\/em>, non c&#8217;\u00e8 problema. <em>No problem<\/em> \u00e8 ormai una asettica formula anglo-americana di congedo o uno slogan pubblicitario. <em>No hay problema<\/em> si dice nei paesi dell&#8217;America Latina dove, anche in tempo di pace, i problemi sono infiniti. &#8220;Nella ex Iugoslavia \u00e8 una suprema dichiarazione metafisica, pronunciata secondo l&#8217;umor nero che governa quella terra irrimediata.&#8221; Lo scrive Adriano Sofri che \u2013 con Ettore Mo e Bernardo Valli, giornalisti attendibili e onesti \u2013 \u00e8 uno dei &#8220;garanti&#8221; della sceneggiatura desunta, pubblicata dal pugliese Piero Nanni. Antidoto ai film bellici di Hollywood (e altrove) in cui la guerra diventa spettacolo. Girato in Bosnia-Erzegovina.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>INGRESSO LIBERO SOCI ARCI<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cinemanemico.net\/\">www.cinemanemico.net<\/a><\/p>\n<p><a href=\"mailto:cinemanemico@yahoo.com\">cinemanemico@yahoo.com<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CASA DEL POPOLO DI SETTIGNANO \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 VIA SAN ROMANO 1 FIRENZE \u00a0 RASSEGNA DI CINEMA POCO VISIBILE\u2026\u2026\u2026. 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