Archives for aprile, 2015

LA FATTORIA DEMOCRATICA di e con Leonardo Montagnani

  • aprile 15, 2015 10:47 pm

Giovedì 23 aprile, ore 21.00

CasadelPopolo Di Settignano

Ingresso Libero!

Un monologo satirico, scritto e diretto da Leonardo Montagnani, ispirato dal celebre romanzo di George Orwell “La Fattoria degli Animali”. Un gioco che si fa con il pubblico. Utilizzando la metafora infatti si raccontano i nostri tempi, fingendo di parlare di tutt’altro, di una fattoria lontana che non ci riguarda; una fattoria casualmente a forma di stivale… Trasformando i politici in animali, prendono la parola più di venti personaggi. L’ironia e il carattere grottesco del monologo faranno da contrasto a momenti più intensi, in un testo che utilizza più registri, dal comico al drammatico (attraverso due importanti citazioni). UN ATTORE, UNA STORIA SATIRICA e UN GIRADISCHI.fattoria

CENTRI ESTIVI A SETTIGNANO 2015

  • aprile 15, 2015 8:58 pm

“L’errore più grande è stato quello

di credere che la terra fosse nostra

quando la verità delle cose è che

noi siamo la terra”

Nicador Parra

CENTRI ESTIVI A SETTIGNANO 2015

volantino che uso dal primo anno

 

Siamo arrivati, orgogliosamente, alla ottava edizione, ma molti, che ancora non ci conoscono, potrebbero chiedersi: cosa possono offrire dei Centri Estivi a Settignano, all’interno della Casa del Popolo?

Le proposte del territorio che vengono incontro alla necessità delle famiglie di trovare un luogo, e soprattutto delle persone, a cui affidare i loro figli quando la scuola è chiusa sono infinite, anche se molte si limitano a mettere a disposizione un “parcheggio”. La Casa del Popolo, ben lungi da questa impostazione, non vuole però nemmeno offrire una semplice occasione di apprendimento ed educazione.

La Casa del Popolo esiste ed è cresciuta in questi ultimi anni nei suoi intenti e nelle sue iniziative solo grazie al lavoro e alla dedizione di molte persone che credono ad un progetto condiviso di solidarietà e partecipazione. E’ un progetto un pò idealista, forse, ma che a piccoli passi costruisce una società migliore.

Questo anno abbiamo pensato di rendere partecipi di questo progetto anche i più piccoli..

Due semplici fili animano questo intento:

  • la qualità del tempo e delle relazioni
  • Il rispetto per la natura e la cultura

Con criteri e standard educativi per rispondere al meglio alle domande di cura, socializzazione e divertimento, i bambini e ragazzi avranno, nel centro estivo, la possibilità di incontrarsi, imparare, divertirsi. Cercheremo di restituire ai bambini uno spazio che è a loro misura, proponendo attività musicali, sportive, laboratori teatrali e di pittura, di apprendimento delle lingue, di animazione.

Oggi, nel tempo della fretta e dell’utilitarismo, nelle giornate lunghe dei centri estivi c’è tempo per la lentezza, l’amicizia, la relazione, l’incontro. C’è tempo per la sorpresa e per la conoscenza di bambini e ragazzi più piccoli o più grandi. C’è tempo per tutto quello che non può stare nelle giornate ritmate da impegni scolastici, nuoto, televisione, giochi elettronici, cena e ancora televisione. C’è tempo per l’ascolto, le chiacchiere, la lettura. C’è, soprattutto, tempo per provare a costruire relazioni. Per questo pensiamo che le proposte di questa estate a Settignano costituiscano, nel loro insieme, un grande libro per le vacanze che, in ogni pagina, propone una scoperta, un incontro, una sorpresa, una risata.

I bambini per crescere hanno bisogno infatti di tempi lunghi e distesi, hanno soprattutto bisogno dei tempi della natura e della cultura e del rispetto per entrambe.

Quest’anno il filo rosso che intreccerà e legherà tutte le attività che svolgeremo, sarà infatti il tema dell’ambiente in tutte le sue sfumature e assonanze, dissonanze e armonie: dalla conoscenza dell’ambiente naturale che circonda le colline di Settignano con piccole gite ed escursioni guidate, alla conoscenza delle erbe e dei fiori dei suoi campi, dal fare crescere e vedere crescere un piccolo orto nel giardino della stessa Casa del Popolo, dal coglierne i suoi frutti ed ortaggi al cucinarli nella cucina appositamente predisposta ed assaggiare ciò che abbiamo cucinato tutti insieme, dai laboratori con materiali naturali e oggetti riciclati che possiamo trasformare anzichè buttare.

Ogni giorno sarà così una scoperta, un progetto dove niente è lasciato al caso ed allo stesso tempo tutto è ancora da inventare.

Alcuni esperti, maestri in musica, educatori di madre lingua inglese, artisti si alterneranno, accoglieranno e seguiranno i bambini in ogni momento  di questo piccolo e allo stesso tempo grande progetto condiviso (speriamo da molti).

 

 

PROSPETTO INFORMATIVO CENTRI ESTIVI SETTIGNANO 2014

 

Informazioni

Le attività si svolgeranno presso i locali ed il giardino della Casa del Popolo di Settignano, Via San Romano 1, Firenze

Orari e prezzi

Servizio Orario Prezzo a settimana Prezzo al giorno
Orario breve con mensa 8,30/14,30 € 90,00/settimana € 18,00 al giorno
Orario lungo con mensa 8,30/16,30 € 110,00/settimana € 22,00 al giorno

Sono previsti sconti per fratelli.

Tessera annuale ARCI € 11,00

Periodi

Mese
Giugno 15 – 19 22 – 26 29/6 – 03/7
Luglio 06 – 10 13 – 17 20 – 24 27 – 31
Settembre 31/8 – 04/9 07 – 11

Informazioni generali

I laboratori musicali saranno condotti dai Maestri della Scuola di Musica di Settignano, ciascuno per il suo strumento – chitarra, pianoforte, flauto, percussioni, canto.

I laboratori di pittura e manipolazioni saranno condotti da insegnanti della scuola d’arte.

I laboratori teatrali saranno curati da Associazioni teatrali.

Nei pomeriggi particolare attenzione sarà dedicata alle attività in lingua inglese, tenute da persone madrelingua.

Sono previste attività motorie, laboratori di educazione ambientale e Ri-uso.

Ogni settimana si terranno iniziative particolari.

Il programma settimanale dettagliato sarà fornito all’iscrizione.

In supporto agli operatori dei vari laboratori, saranno presenti per l’intera giornata più assistenti.

I pasti saranno preparati all’interno della cucina della Casa del Popolo di Settignano, nel rispetto delle norme vigenti, da personale specializzato, cercando di usare il più possibile prodotti biologici e a km 0.

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI PRESSO:
Casa del Popolo di Settignano – Via S. Romano, 1
Tel 055 697720 e-mail: info@centriestivifirenze.it

Scaricate e compilate i seguenti moduli, andranno consegnati al momento dell’iscrizione:
Modulo per iscrizione
Informativa sulla privacy

 

 

INFORMAZIONI E ISCRIZIONI PRESSO:

Casa del Popolo di Settignano –  Via S. Romano, 1

Tel 055 697720 e-mail:info@centriestivifirenze.it

Centri Estivi Firenze – Centro Estivo Firenze

COL NOME DEL DELIRIO

  • aprile 7, 2015 5:23 pm

documentario storico e autobiografico di Bianca Pananti, Simone Malavolti e Leonardo Filastò, pAssaggi di Storia®2014

realizzato anche con il contributo del Quartiere 2 del Comune di Firenze

MERCOLEDÌ 15 APRILE 2015

ORE 21,00Casa del popolo di Settignano (FI)Via di San Romano 1, Settignano (FI)in collaborazione conAssociazione LA FONTE e CINEMANEMICO

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DISPERSI A CASO (2015) rassegna di film che non ci hanno fatto vedere

  • aprile 7, 2015 4:55 pm

 

 

Venerdì 10 APRILE 21.30

Camille Claudel 1915

Un ritratto rigoroso e dolente della scultrice Camille Claudel nei suoi anni di reclusione psichiatrica

Un film di Bruno Dumont. Con Juliette Binoche, Jean-Luc Vincent – Drammatico, durata 95 min. – Francia 2013

Francese sub.Ita

 

Inverno 1915. Camille Claudel è stata reclusa dai suoi familiari in una casa di cura psichiatrica. Ha dovuto abbandonare Parigi e porre fine alla sua attività di scultrice. Ora attende la visita del fratello maggiore Paul nutrendo la speranza di poter finalmente uscire dall’istituto e fare ritorno a casa.

Nata nel 1864 nel nord della Francia Camille Claudel fu dapprima allieva di Auguste Rodin divenendo la sua compagna per 15 anni, fino a quando i due si separarono nel 1895. Nel 1913, in seguito alla morte del padre e dopo aver passato dieci anni praticamente asserragliata nel proprio studio, la madre la fece internare a Ville Evrard. Vi morirà nel 1943 senza aver mai più fatto ritorno in famiglia.

Nel 1988 Bruno Nuytten aveva già affrontato, dandogli il volto di Isabelle Adjani, il personaggio della scultrice. Aveva però scelto di focalizzare l’attenzione sul suo tormentato rapporto con Rodin. Bruno Dumont ci presenta invece Camille quando il suo allontanamento dal mondo è già avvenuto. Non è sicuramente un caso che il film si apra con la scena del bagno. La donna viene spogliata dalle infermiere e lavata. È quanto accadrà nel film: Camille sarà messa a nudo nella sua fragilità così come verrà portato in luce il lato più oscuro della concezione dell’arte da parte della borghesia del tempo. Dumont fa di Juliette Binoche una Camille consumata dal timore (ha paura che la si voglia avvelenare con il cibo). Disponibile ad aiutare le compagne di sofferenza gravemente turbate sul piano mentale ma anche distaccata e quasi abitante di un mondo diverso e lontano. È forse questo l’unico modo per lei di conservare un barlume di speranza per un possibile rientro nella società che peraltro i medici ritengono possibile. Chi invece ha tutt’altro punto di vista è lo scrittore e poeta Paul Claudel, fratello di Camille. La sua concezione dell’arte è quanto di più retrivo si possa pensare. Ritiene infatti che essa non possa essere dominata dalla sorella in quanto troppo fragile, quasi che si dovesse stilare una graduatoria in cui poter inserire chi possa e invece non possa dedicarsi all’attività creativa. La vera follia si rivela così non quella dei pazienti della clinica ma piuttosto quella di una parte dominante della società che si ritiene in diritto di dettare regole assurde confinando a vita una personalità tanto dotata quanto originale come quella di Camille. Dumont ne fa un ritratto rigoroso e dolente. Resta solo la perplessità sull’utilizzo nel corso delle riprese, per quanto sotto controllo dei medici, di veri pazienti affetti da turbe psichiche che Dumont giustifica con l’esigenza di un realismo che nessun attore avrebbe potuto restituire sullo schermo.

 Camille Claudel 1915

Venerdì 17 APRILE 21.30

The First Grader

Kimani Nganga Maruge va a scuola a 84 anni

Un film di Justin Chadwick. Con Naomie Harris, Tony Kgoroge, Vusi Kunene, Israel Makoe, Níck Reding. Drammatico, – Gran Bretagna 2010.

Inglese sub. Ita

 

La vera storia di Maruge, un ribelle Mau Mau, ormai ottantenne, che bussa alla porta di una scuola elementare per usufruire dell’istruzione gratuita promessa dal governo keniota. Maruge ha combattuto per la liberazione del Kenya e ora sente di avere quell’opportunità di ricevere un’educazione che gli è stata negata per molto tempo, anche se significa frequentare la prima elementare con bambini di sei anni. L’insegnante, Jane Obinchu, appoggia Maruge nella sua battaglia e insieme affrontano l’opposizione dei genitori e delle autorità che ritengono inutile istruire un anziano.

 

 the first grader

 

 

Venerdì 24 APRILE 21.30

Rebelle

Senza falsi pietismi, la vita dell’undicenne Komona trasformata in bambina soldato

 

Un film di Kim Nguyen. Con Rachel Mwanza, Alain Lino Mic Eli Bastien, Serge Kanyinda, – Drammatico, durata 90 min

 

 

Africa sudsahariana. La dodicenne Komona vive con i genitori in un povero villaggio. Un giorno una squadra di ribelli irrompe nella zona e la fa prigioniera. Dovrà divenire un loro soldato. Il suo primo atto di guerra sarà fucilare padre e madre. Se non lo farà soffriranno per una morte più atroce perché procurata con il machete. La vita con i ribelli si presenta come una continua sofferenza per la bambina. Viene picchiata anche se solo accenna a piangere. Finché un giorno, durante un’azione contro l’esercito, è l’unica a salvarsi. Questo viene visto come un segno particolare e Komona viene considerata una strega capace di individuare dove si nasconde il nemico. Solo una persona però si occupa di lei con un affetto che si trasforma in amore: è il quindicenne soprannominato il Mago. I due sviluppano il loro sentimento di nascosto fino a quando, un giorno, hanno l’opportunità di fuggire.

Chi aveva avuto occasione di vedere nel 2002 Le Marais, opera prima di Kim Nguyen, faticherà molto a riconoscerne lo stile in questo film concepito dieci anni fa e dato solo nel 2012 alla luce con la prima mondiale in Concorso alla 62^ Berlinale. I termini appena utilizzati sono adeguati alla narrazione perché chi ci racconta le sue vicende è la stessa Komona ormai quattordicenne e incinta che non sa se riuscirà ad amare l’essere umano che porta in grembo nel momento in cui ne uscirà ma, nel frattempo, gli narra di sé per prepararlo alla vita. Il tema dei bambini soldato è già stato trattato dal cinema ma il punto di vista femminile e le modalità di ripresa collocano il film sotto una luce particolare. Girato in Congo perché la protagonista, una ragazza che vive in strada e che ha vere doti da attrice consumata, è congolese, le riprese sono state effettuate in continuità permettendo al cast e alla troupe di entrare in progress nella vicenda. Ne è scaturito un film carico di dolore e di violenza gratuita non per quanto si vede sullo schermo ma per quanto si sa essere accaduto nella realtà, consapevoli che la pratica di utilizzare bambini per i combattimenti più efferati non ha ancora avuto fine. Nguyen ha saputo però preservare, nel buio della brutalità, la luce, flebile ma non destinata a spegnersi, della speranza. Senza falsi pietismi, aderendo alle credenze della cultura locale, il film ci dice che si può trovare la forza di pacificarsi, anche se con dolore, con il proprio passato. Per poter continuare a vivere e a dare senso alla vita altrui.

 rebelle

SPECIALE PRIMO MAGGIO

Venerdì 1 MAGGIO  18.30-21.00

NOVECENTO -ATTO 1-2

Un film di Bernardo Bertolucci. Con Gérard Depardieu, Robert De Niro, Burt Lancaster, Sterling Hayden, José Quaglio, Stefania Sandrelli, Dominique Sanda, Donald Sutherland, Romolo Valli, Alida Valli, Stefania Casini, Francesca Bertini, Paul Branco, Anna Maria Gherardi, Paolo Pavesi, Tiziana Senatore

 


novecento 1

Venerdì 8 MAGGIO 21.30

L’attentat

Un film di Ziad Doueiri. Con Ali Suliman, Evgenia Dodena, Uri Gavriel, Dvir Benedek, Reymond Amsalem.  Ruba Salameh, Karim Saleh, Vladimir Friedman, Ramzi Makdessi, Abdallah El Akal, Ezra Dagan, Ofri Fuchs, Eli Gorenstein, Bassem Lulu Drammatico, – Libano, Francia, Belgio 2012.

 

Scritta dal regista e da Joëlle Touma, la sceneggiatura è incentrata sul dottor Amin Jaafari. Arabo-israeliano, è completamente integrato nella società di Tel Aviv, sposato con una donna che lo ama, ha una brillante carriera di chirurgo e diversi amici ebrei. Dopo un attentato in un ristorante di Tel Aviv che provoca 19 vittime, la polizia israeliana lo informa che la moglie era il kamikaze. Dapprima Amin rifiuta tali accuse, ma poco a poco il dubbio si insinua, e le sue peggiori paure sono confermate quando riceve una lettera postuma da parte della moglie, nella quale afferma di essere la responsabile dell’attentato. Distrutto dalla rivelazione, e volendo capire perché non sia stato capace di intuire ciò che la moglie voleva fare, Amin decide di recarsi nei Territori palestinesi alla ricerca di coloro che, nella sua immaginazione, possono aver reclutato la moglie. Amin viene inghiottito in un universo pericoloso nel quale non è il benvenuto, senza preoccuparsi per la sua incolumità, alla ricerca della verità…

l attentat

 

Venerdì 15 MAGGIO 21.30

What We Do in the Shadows

Un film di Jemaine Clement, Taika Waititi. Con Taika Waititi, Jemaine Clement, Jonathan Brugh,

Commedia, durata 86 min. – USA, Nuova Zelanda 2014

 

Viago, Deacon e Vladislav condividono un appartamento nella periferia di Wellington. L’essere vampiri non impedisce loro di coabitare in sostanziale armonia, fatta eccezione per piccole rimostranze di routine (Deacon, per esempio, non lava i piatti da 5 anni e la cucina è ridotta a un disastro). Il più anziano della partita, l’ottocentuagenario Petyr, vive in cantina, protetto e rispettato. Una sera, la schiava umana di Deacon porta loro per cena Nick, uno studente universitario ritenuto sacrificabile, ma Petyr per errore lo trasforma. Con la vampirizzazione di Nick, cominciano i guai, ma anche l’ingresso del trio nel mondo delle relazioni e delle tecnologie odierne.

Dimenticate i vampiri moralmente tormentati di “Twilight”, belli e sbarbati, dimenticate anche i loro colleghi di “True Blood”, il loro fascino ammaliatore e le problematiche di coesistenza con gli umani: i nuovi vampiri vengono dalla Nuova Zelanda e sono degli incorreggibili balordi.

Taika Waititi, personaggio già incredibile di suo, in compagnia del sodale Jemaine Clement (lo stesso di Flight of the Conchords), è il responsabile di quest’incursione nel mondo popolatissimo dei non morti, un universo che mediaticamente scoppia di salute, nonostante l’età avanzate dei suoi abitanti e la presenza centenaria del genere stesso sulla scena cinematografica.

What we do in the shadows non solo è un’ottima commedia ma è anche film abbastanza sorprendente per l’iniezione di “vita” che porta al genere, senza inventare nulla ma lavorando sull’immagine del vampiro, immaginando le sue difficoltà nell’era di Skype e di YouTube, sconsacrando con l’ennesimo giro di vite il terreno più sconsacrato di tutti, ma anche il più duro a morire. Un pugno di costumi rubati a una festa ben riuscita, un interno da cartolina decadente e impolverata, un uso col contagocce della computer grafica e una dose da cavallo di talento comico sono sufficienti ai due per inscenare quest’esilarante mascherata, che ogni dieci minuti sembra aver esaurito gli argomenti, salvo reinventare la rotta un secondo dopo.

Waititi nei panni di Viago, dandy dal sorriso fisso, appuntito e beota, e Clement in quelli Vladislav, ex terrore di tutto il creato oggi sconfitto dal potere superiore della “Bestia”, offrono lo spettacolo più vivace, ma non potrebbero fare a meno delle tante spalle del film, su tutti del decrepito Petyr, coetaneo di Max Schreck, e il rubizzo Stu, col suo finale a sorpresa.

Strutturato come un (falso) documentario, il film sfrutta la presenza fittizia di una troupe umana per interpellare indirettamente il pubblico ed evitare che la folle quotidianità di Viago e compagni appaia come un divertimento per pochi. Il gioco è per tutti, basta sollevare il coperchio

 

 what we do in the shadows_Pagina_1

 

Venerdì 22 MAGGIO 21.30

Mr. Nobody

La vita è frutto di casualità e di scelte. Van Dormael ce lo ricorda con uno sguardo originale

Un film di Jaco Van Dormael. Con Jared Leto, Diane Kruger, Sarah Polley, Rhys Ifans, Juno Temple. Durata 138 min. – Canada, Belgio, Francia, Germania 2009

 

Il signor Nemo è un vecchio ultracentenario ed è il protagonista di un reality che segue in diretta gli ultimi giorni (mesi, anni) della sua vita. Perché tanto interesse? Perché Nemo è l’ultimo essere mortale rimasto sul nostro pianeta da quando le scoperte scientifiche hanno consentito di raggiungere la quasi immortalità. Nemo però ricorda ben poco della sua vita passata, una vita che non è una ma molteplice.

Jaco Van Dormael torna a fare cinema dopo una lunga assenza e lo fa con un film che affronta la complessità delle possibilità che ognuno di noi si trova davanti. Il Signor Nessuno che porta in scena è di fatto tutti noi. Perché Nemo nel corso della sua vita si trova dinanzi a una molteplicità di scelte che potrebbero indirizzarla in un senso piuttosto che in un altro. A partire dalla sua nascita, in cui deve scegliersi la coppia di genitori più piacevole, tutto è legato a scelte e a successive casualità. Così assistiamo al momento in cui i genitori si dividono. Nemo bambino può correre dietro al treno su cui la madre sta partendo, raggiungendola, oppure rimanere con il padre. A seconda di quanto accade gi si aprono davanti due diverse vite. Il pensiero di chi legge correrà quasi inevitabilmente a Sliding Doors. Qui ci troviamo però in una struttura narrativa in cui non ci si limita a un percorso binario (o scegli A o scegli B). Le possibilità si moltiplicano così come i possibili innamoramenti e vite di coppia. Il problema diventa allora controllare la sceneggiatura facendo in modo che lo spettatore si addentri nell’intrico delle possibili vite senza però perdere l’orientamento. Se si pensa che il montaggio ha richiesto un anno di lavoro si potrà comprendere quanto Van Dormael si fosse posto chiaramente il problema. Il risultato finale gli dà ragione grazie anche alla levità di uno stile capace di raccontare la realtà con tratti surreali.

Ovviamente non aspettatevi una ‘conclusione’. Nel finale il giocoliere Jaco vi metterà di fronte a nuove possibilità ricordandovi anche, se siete genitori, che ci sono scelte che ai figli non possono essere chieste.

mr nobody

 

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