Archives for dicembre, 2008

Earth Venerdi 19 dicembre 21.30

  • dicembre 13, 2008 11:14 am

 

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Un film di Deepa Mehta. Con Nandita Das, Maia Sethna, Aamir Khan
Drammatico, durata 110 min. – India, Canada
1998.

 

India,
1947. Lenny ha una gamba ingessata e questo le impedisce di muoversi
liberamente. Trascorre così il suo tempo seduta a parlare con l’amata tata,
Shanta, la cui bellezza attrae un seguito di almeno sei uomini. Lenny e Shanta
stanno sedute al parco mentre volano gli aquiloni, fanno lunghe passeggiate tra
le rovine alle porte del loro villaggio e nel frattempo Lenny assorbe ogni
piccolo dettaglio delle conversazioni che ascolta intorno a sé. Tra i
pretendenti di Shanta, musulmani e indù, uno dei quali è Sikh, e i parenti di
Lenny che sono parsi e cattolici, i toni delle discussioni sul futuro
dell’India e del Pakistan, compresi una serie di stereotipi, opinioni
allarmiste e sentimenti d’odio sui partiti coinvolti, si fanno sempre più
accesi. Via di questo passo, Lenny si trova a testimoniare l’inizio della
guerra. Con l’arrivo di un convoglio di corpi massacrati dai musulmani, bande
di teppisti marciano per la città portando violenza. Lenny è terrorizzata e
mentre si sforza di capire cosa stia succedendo, e perché, la tragedia può solo
peggiorare.

INGRESSO LIBERO SOLO SOCI ARCI

FIRE Venerdi 12 dicembre 21.30

  • dicembre 6, 2008 11:12 am
 
 
 
 
 

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Venerdi 12 dicembre 21.30

 


 

 

 

 

 

 

Fire

   
   

Un film di Deepa Mehta. Con
Shabana Azmi,
Nandita Das,
Jaaved Jaferi
Drammatico,
durata 94 min.

 

Nella Nuova
Dehli di oggi due cognate – la giovane Sita (N. Das) e la più matura Rahda (S.
Azmi) – sono mogli infelici: il marito della prima, occidentalizzato e
commerciante in pornovideo, ha una cinesina come amante fissa; quello della
seconda si è votato alla castità. Le due donne diventano prima amiche e
confidenti, poi amanti. Scoppia uno scandalo. Se ne vanno da casa.
L’omosessualità femminile è ancora un tabù in India. Alla sua 3ª regia, D.
Mehta, da anni emigrata in Canada, l’affronta con un film sociologicamente
attendibile, di sottile finezza psicologica e di un erotismo che è, insieme,
casto, coinvolgente, audace. Un filo di ironia fa da filtro al programma
ideologico femminista.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

WATER Venerdi 5 dicembre 21.30

  • dicembre 6, 2008 11:01 am

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Venerdi 5 dicembre 21.30

 

 

Un film di Deepa Mehta. Con
Lisa Ray, Seema Biswas, John Abraham, Kulbhushan
Kharbanda
, Waheeda
Rehman
, Raghubir Yadav, Vinay Pathak
Drammatico,
durata 113 min.

India,
1938. A Rawalpur, città sacra dedicata a Shiva (che con Brahma e Vishnu forma
la Trimurti dell’induismo) la piccola Chuyla, vedova di 8 anni, è relegata in
un ashram, casa che ospita le vedove indù, costrette a vivere in penitenza sino
alla morte da regole religiose di 2000 anni prima, in attesa della resurrezione
in un altro corpo (con la speranza che sia di sesso maschile). Con la sua
energia di allegra ribelle Chuyla turba l’ordine prestabilito e influisce sul
destino delle altre vedove, soprattutto di Kalyani e Shakuntala. 8° film di una
regista indù-canadese, chiude una trilogia a priori (cioè non creata dai
critici), formata da Fire (1997) e da Earth (1998). Doveva essere realizzato nel
2000, ma subì l’opposizione violenta e le minacce di morte dei gruppi
fondamentalisti indù di estrema destra finché le riprese furono segretamente
fatte nel 2005 a Colombo e in altri siti dello Sri Lanka, paese a maggioranza
buddista. I valori del film non sono soltanto di contenuto. Dotata di talento
naturale e di idee precise sul mondo, affinato il mestiere con George Lucas, D.
Mehta eccelle nei momenti lirici (il gioco di mani tra Sarala e la bellissima
L. Ray durante la pioggia battente; la festa dei colori nell’ashram). Conosce
l’arte del togliere con pudore, sa creare personaggi attendibili e dirigere gli
attori. Col contributo del prestigioso Giles Nuttgens (i 3 episodi di Star Wars
e i 2 precedenti capitoli della trilogia), imposta il film sul verde/azzurro.
Breve apparizione di Gandhi nella sequenza finale. Nel 2001 le vedove indù
erano 34 milioni. Molte di loro subiscono ancora la stessa sorte come nel 1938.

INGRESSO LIBERO SOLO SOCI ARCI