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7 novembre 21.30 La forma del giglio

  • novembre 1, 2008 2:34 pm

cinemAnemicoCASA del POPOLO diSETTIGNANO

 VIA SAN ROMANO 1

CINEMANEMICO 

RASSEGNA DI CINEMA POCO VISIBILE……………

LAFORMA DEL GIGLIO

(Firenze secondo il cinema)

 

Quattro serate proposte daCiro Giorgini

Per la Casa del Popolo diSettignano

7novembre 21.30

Laforma del giglio

Montaggio di scene di cinema“fiorentino”, con brani da Incompreso, Made in Italy, La Congiuntura, ILaureati, Camera con Vista, Ricomincio da Tre, Complesso di Colpa, Il Ciclone,Le Ragazze di San Frediano, L’Età di Cosimo De’ Medici,Caruso Pascoski, Comizi d’Amore, Accadde in Settembre, Johnny Stecchinoe…speriamo molti altri.

A cura di Ciro Giorgini

 

A seguire:

 

Ricordo di Bernard Berenson

Di EmilioGarroni, dur 12’                                                                                                                                                            

(da Arti e Scienze, 1961)

Un’investigazione, un po’vagabonda, del filosofo Emilio Garroni, giovane autore del programma televisivoArti e Scienze, nei luoghifrequentati e vissuti dallo storico dell’arte Bernard Berenson, tra Firenze,Fiesole e Settignano. Garroni ricostruisce la vita dell’ultimo dei grandi“viaggiatori” del ‘900, che troveranno rifugio culturale a Firenze, esattamentenella villa “Ai Tatti”.

Firenze

Da Paisà (1946) di RobertoRossellini,  dur. 20’

Con Harriet Medin,  Renzo Avanzo

Uno dei capolavori del cinemarosselliniano. Harriet, giovane infermiera inglese, attraversa le lineetedesche per l’antico passaggio lungo la Galleria degli Uffizi, per raggiungereil partigiano Lupo, mentre infuriano i combattimenti tra i patrioti fiorentini,l’esercito tedesco e i cecchini fascisti.

L’occasione di Firenze

Da Tv7 del 23 novembre 1966,dur 10’

Uno storico servizio di Tv7fotografa la mobilitazione spontanea degli studenti fiorentini e da tuttal’Italia, accorsi per il salvataggio e il recupero delle opere d’artedanneggiate dall’alluvione del novembre 1966. Dalla puntata di Tv7 nacque la definizionedi Angeli del fango per quei giovanivolontari che anticipano con la loro leggerezza i giorni del Sessantotto.

Per Firenze

Documentario di FrancoZeffirelli (1966)

Per la voce di RichardBurton, dur 50’

« Io sono Richard Burton. Voi perdonerete il mio italiano imperfetto, mavorrei cercare di parlarvi senza traduzione perché quello che è accaduto inItalia e a Firenze mi riguarda profondamente. […] Adesso Firenze ha bisognodell’aiuto di tutti, perché Firenze appartiene al mondo, quindi è anche la miacittà. »

 (Richard Burton)

Per Firenze (il cui titoloviene a volte riportato anche come Alluvione di Firenze) è un film-documentariogirato nel 1966 da Franco Zeffirelli e prodotto dalla RAI, nel quale vieneillustrata e descritta la situazione della città di Firenze durante l’alluvionedel 4 novembre 1966 e nei giorni immediatamente successivi.

La voce narrante deldocumentario è per buona parte quella non doppiata dell’attore gallese RichardBurton, che in quello stesso periodo partecipava assieme a Zeffirelli alleriprese del film La bisbetica domata.

Nella prima parte deldocumentario, uscito un mese esatto dopo gli avvenimenti sono contenute leimmagini dell’alluvione e delle conseguenze che essa ha portato nel capoluogotoscano, per poi essere mostrate anche le immediate reazioni dei cittadini ecommercianti coinvolti. Successivamente vengono riportate alcune testimonianzee mostrato il lavoro dei volontari provenienti sia da Firenze che da tutto ilmondo, che sono accorse per aiutare la città e gli abitanti a ritornare allanormalità ed a recuperare e proteggere le numerose opere d’arte. Fra gliappelli che vengono lanciati verso la fine del documentario vi è anche quellodel politico statunitense Robert Kennedy, che richiede l’aiuto da parte diamericani e abitanti del mondo intero per soccorrere il capitale umano edartistico della città di Firenze.

14novembre 21.30

Cronachedi Poveri Amanti (1953)dur 115’

Regia di Carlo Lizzani dalromanzo di Vasco Pratolini. Con Antonella Lualdi, Marcello Mastroianni, AnnaMaria Ferrero, Wanda Capodaglio, Ada Colangeli, Giuliano Montaldo, MimmoMaggio, Eva Vanicek, Gabriele Tinti, Irene Cefaro, Cosetta Greco, BrunoBerellini, Giuliano Montaldo, b/n.

 

Firenze negli anni ’20:pettegolezzi, intrighi, teneri amori e passioni politiche in via del Corno,dietro Palazzo Vecchio, mentre col manganello e l’olio di ricino i fascisti siavviano a conquistare il potere. Dal romanzo (1947) di Vasco Pratolini.Prodotto in cooperativa, è uno dei più robusti, efficaci e commossi film di C.Lizzani che, però, sacrificò un po’ la dimensione privata del libro. Una bellagalleria di personaggi sullo sfondo di una Firenze suggestiva nel bianconerodel grande Gianni Di Venanzo. Il governo democristiano dell’epoca intervenneper non farlo premiare al Festival di Cannes.

 Nastro d’argento 1954 per la miglior musica eper la scenografia Premio speciale della Giuria al Festival di Cannes 1954.

21novembre 21.30

LaViaccia (1961), dur 106’

Regia di Mauro Bolognini daun romanzo di Mario Pratesi. Sceneggiatura di Vasco Pratolini, Pasquale FestaCampanile. Con Jean-Paul Belmondo, Claudia Cardinale, Romolo Valli, PietroGermi, Emma Baron, Paul Frankeur, Franco Balducci, Nando Angelini, GabriellaPallotta, Claudio Biava, Olimpia Cavalli, Marcella Valeri, Dante Posani, PaolaPitagora, Maurice Poli, Gianna Giachetti, b/n.

 

Amerigo Monti, figlio diStefano, si reca a Firenze a lavorare nella bottega dello zio Nando. Amerigo sireca in una casa di tollenanza dove conosce Bianca della quale si invaghisce.Per frequentare Bianca, Arrigo ruba dei quattrini allo zio che, accortosene, loscaccia. Il ragazzo torna alla "viaccia" dove il padre, venuto aconoscenza della cosa, lo riaccompagna a Firenze. Amerigo, però, non vieneripreso nella bottega dello zio, e continua a frequentare Bianca. Il giovaneMonti conosce alcuni anarchici e vorrebbe seguire il gruppo, ma l’amore perBianca lo trattiene a Firenze. Una sera Amerigo viene accoltellato da un amicodi Bianca; ricoverato in ospedale se ne allontana, nonostante la ferita e sireca a trovare la donna che ama. Ma questa fa riferire di essere partita.Amerigo morente ritorna alla "viaccia". Tratto da L’eredità (1889) di Mario Pratesi, ilfilm è raffinatissimo nel mostrare una Firenze lontana dalle cartoline illustrate,arricchito di preziosismi crepuscolari, dalle musiche di Piccioni e Debussy, eda una stupenda fotografia di Leonida Barboni, dai costumi di Piero Tosi e lascenografia di Flavio Mogherini per i quali vinse il Nastro d’Argento 1962

28novembre 21.30

CronacaFamiliare (1962), dur 121’

 

Regia di Valerio Zurlini dalromanzo di Vasco Pratolini. Con Marcello Mastroianni, Jacques Perrin, SalvoRandone, Marco Guglielmi, Miranda Campa, Valeria Ciangottini, Franca Pasut,Nino Fuscagni, Serena Vergano, colore.           Un giovane giornalista,Enrico, riceve una telefonata che gli annuncia la morte del fratello minoreDino. Distrutto dal dolore, Enrico rievoca la vita passata. Rivede il giorno incui, bambini, rimasti soli, restano affidati alla nonna anziana e poverissima.Il piccolo Dino, nel frattempo, trova un protettore in Salocchi, maggiordomo diun gentiluomo inglese: così Enrico resta definitivamente separato dalfratellino. Si ritroveranno molti anni più tardi. Dino ha ormai 18 anni, non sapiù a della sua origine, il tutore gli ha persino cambiato il nome in Lorenzo,e non ha imparato un mestiere. Enrico cerca di aiutarlo come può, ma anch’egliha grosse preoccupazioni: tira avanti a fatica in modo tanto disagiato daammalarsi di tubercolosi. Intanto tra i due fratelli si è stabilito un rapportodi caldissimo affetto, consolidato dalle visite alla vecchia nonna, che vive inun ospizio. Enrico, che ha trovato un lavoro come giornalista, parte per Roma,ed ancora una volta deve abbandonare il fratello. Viene la guerra ed i tragiciavvenimenti successivi separano i due fratelli fino al 1944. Nel frattempo Dinosi è sposato ed ha avuto una bambina, ma un male incurabile lo minaccia. Enricoallora porta il fratello a Roma con sé ma i suoi sacrifici sono inutili: Dino ècondannato. L’ultima cosa che Enrico può fare per lui è riportarlo a Firenze.

Dal romanzo del 1947 diPratolini: il migliore in assoluto dei tanti film pratoliniani per il mirabileequilibrio tra ricchezza emotiva dell’esperienza privata e contesto storico-sociale,il clima di dolente calma, la bellissima fotografia di G. Rotunno ispirata allapittura di Rosai

 

Leone d’oro (ex aequo con L’Infanzia di Ivan di Andrej Tarkovskij)al Festival di Venezia del 1962

Nastro d’argento a GiuseppeRotunno per la miglior fotografia.Evento speciale alla 37ma Quinzaine desRealisateurs, a Cannes 2005,

 

INGRESSOLIBERO SOCI ARCI